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Violenza sulle donne, mai più

L'AQUILA - 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il contributo di Nando Giammarini.

L’AQUILA – 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il contributo di Nando Giammarini.

Mai più… mai più… mai più, dovrebbe essere l’unanime grido di protesta e di dolore per le tante donne bistrattate, violentate ed uccise da uomini, senza umanità e senza cuore, mariti, fidanzati, compagni che dicevano di amarle ed invece le sottoponevano alla più bieca, assurda e cattiva forma di violenza. Fisica e psichica. Un raccapricciante fenomeno aggravatosi in tutta la sua complessità con il lockdown. Esso ha fatto esplodere tutte le tensioni dovute anche al fenomeno della precarietà del lavoro che si sono ripercosse gravemente sull’ universo femminile. Una becera forma di violenza che non fa differenza tra le diverse fasce d’età e non risparmia nessuno. Il disagio psicologico, l’ansia e la rabbia repressa, acuiti dalla convivenza obbligata, potrebbero sfociare in pericolose azioni violente, soprattutto in ambito domestico arrivando a conseguenze estreme. Assume quindi il significato di un vero e proprio attentato alla vita delle donne soprattutto a quelle madri con figli in tenera età che disorientate da una simile situazione non sanno a che santo rivolgersi. Fino ad una settimana fa erano state 96 le donne uccise la maggior parte di queste da un ex, un fidanzato, un marito. E poi ci sono quelle, fortunatamente, ancora vive con ferite difficilmente rimarginabili. Il seguente quadro, che fa l’Istat, lascia senza parole. Il 31,5% delle 16 -70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Una donna su tre. A cui si aggiungono quelle che subiscono violenze psicologiche o economiche. A fronte di una simile situazione viene spontaneo chiederci: in che razza di mondo viviamo? Un modo senza umanità e senza pietà se si verificano ancora simili misfatti.

La pandemia ha acuito il problema. Le chiamate al numero antiviolenza tra marzo e giugno 2020 sono state più di 15 mila. E cioè il 119,6 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell ‘anno precedente. La pandemia in ogni caso, fortunatamente, non ha oscurato il 25 novembre, una data simbolo in cui, in tutto il mondo, si celebra e si ricorda la Giornata contro la Violenza sulle donne. I benpensanti sono portati, non si riesce a capire per quale strano motivo, a colpevolizzare le vittime, quindi a giustificare il carnefice causando un gravissimo equivoco culturale, tanto antico quanto diffuso e attuale, con le conseguenze che ben si conoscono dalla cronaca quotidiana. Vorrei sgomberare il campo da qualsivoglia equivoco, ribadendo a chiare note che una donna la si tocca solo con un fiore. Sia essa mamma, moglie, compagna o sorella.

Tante sono le meritorie iniziative dei centri anti violenza, operativi in tutto il territorio nazionale, in difesa delle donne. Sebbene non bastano una panchina in memoria dell’ennesima vittima o una piazza piena di scarpette rosse. Ci vuole coraggio, informazione, le donne vittime di violenza, devono sapere ed essere sicure di avere tutela soprattutto quando decidono di rivolgersi alle forze dell’ordine cui è affidato il compito di difendere le persone in difficoltà e far rispettare le leggi. Le violenze nei confronti delle donne devono suscitare indignazione nell’ intera Comunità che deve assumere il ruolo di accoglienza e di sostegno nei riguardi della donna offesa minacciata da uomini, senza umanità e senza cuore, che osservano un comportamento arcaico assolutamente da superare in tutti i contesti della vita sociale. Fu, nel 1999, l’assemblea generale delle Nazioni Unite a istituire il 25 novembre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Una data emblematica poichè ricorda il brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal. Torturate, picchiate e infine gettate in un dirupo per simulare un incidente. La loro colpa era ribellarsi al regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza, nella violenza e nel caos per oltre 30 anni. Il colore ufficiale di questa giornata contro la violenza sulle donne è, a livello internazionale, l’arancione. Per questo in alcuni Paesi si chiama l’Orange Day. In Italia, dove si celebra solo dal 2005, si usa anche il rosso. O meglio, le scarpe rosse. Anche il Consiglio Regionale abruzzese aderisce alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Serve,ora più che mai, una prevenzione come formazione nelle scuole, tra i giovani, nella società civile. Le tante benemerite associazioni vicine al modo femminile si occupano in particolare di donne che vivono o stanno vivendo una fase di crisi emotiva, relazionale, familiare, lavorativa ed hanno impellente bisogno di trovare un posto in cui sentirsi ascoltate, sostenute, ricevere informazioni per essere orientate sulla strada da intraprendere sentendosi protette e sicure. Nella notte fra il 25 e 26 novembre, infatti, il colonnato del palazzo dell’emiciclo all’Aquila sarà illuminato di rosso. L’iniziativa è collegata agli eventi promossi dal Comune dell’Aquila per il 25 novembre. Ricordiamo, per dovere d’informazione, a qualsiasi donna in difficoltà, di contattare il numero anti violenza e stalking 1522.