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Valeria Solarino apre la stagione del Tsa: “Imparare a conoscere se stessi è un percorso lungo una vita intera”

Valeria Solarino a L'Aquila porta a teatro l'accettazione della diversità, la scoperta di sé, il coraggio nell’accogliere il proprio io. L'intervista del Capoluogo.

Valeria Solarino è tornata a teatro dopo diversi anni di una carriera, brillante, legata principalmente al cinema. E lo ha fatto con “Gerico Innocenza Rosa” un monologo impegnativo e delicato con il quale è stata aperta a L’Aquila la nuova stagione del Tsa.

Valeria Solarino, attrice di cinema e teatro alla carriera ultra ventennale, ha portato sul palcoscenico la diversità, il tortuoso percorso verso il cambio di genere, raccontando la strada di un adolescente, Vincenzo, nella costruzione e nella scoperta della propria identità che lo porterà a diventare Innocenza Rosa.

Valeria Solarino

Pacata, misurata, Valeria Solarino si è calata nel personaggio cogliendole tutte le sfumature. Una carriera, la sua, iniziata quasi per caso a fine degli anni ’90, con un provino fatto quasi per caso, al Teatro Stabile di Torino, che le ha cambiato per sempre la vita.

“Con questo spettacolo – ha spiegato l’attrice intervistata dal Capoluogo – ho voluto dare vita alla lotta per l’affermazione della propria identità. Un percorso difficile, fatto anche di tanta violenza, non solo fisica che Vincenzo, il protagonista, subisce dalla società, dalla famiglia dove, l’unico porto sicuro, sembra essere la nonna che lo accoglie e lo ama senza preclusioni”.

In questo percorso di identità invece, Valeria Solarino come si colloca, che donna è?

“Non l’ho ancora scoperto, prima avevo altre convinzioni. C’è chi non lo scoprirà mai e c’è chi ha la fortuna di capire la propria identità veramente solo alla fine della vita, quando si leva tutto quello che si è costruito nel tempo”.

Prima di “Gerico Innocenza Rosa”, Valeria Solarino aveva portato al cinema un tema delicato come l’omosessualità femminile, interpretando Angela in “Viola di Mare”, accanto al compianto Ennio Fantaschini e Isabella Ragonese.

Valeria Solarino

“Lì ho dovuto raccontare il percorso forzato di questa donna che nella Sicilia dell’800 voleva amare un’altra donna, costretta dagli eventi e da quella cultura a vestire i panni di un uomo solo per poter esercitare il suo diritto ad amare. Anche in quel caso a fare da contorno, c’è sempre una violenza, una costrizione, che arriva quando le persone vedono qualcosa di diverso da quello che si aspettano”.

La violenza un tema su cui si dibatte in questi giorni in cui ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Sono argomenti complessi e molto delicati. Mi sconvolge constatare come sempre più spesso le donne siano trattate alla stregua di oggetti di proprietà dei mariti, dei compagni o degli ex. I dati del 2020 hanno evidenziato come la costruzione conseguente la pandemia abbia amplificato alcune situazioni, impendendo anche di poterne fuggire con le conseguenze che, purtroppo, ben conosciamo”.

Il video con l’intervista integrale del Capoluogo a Valeria Solarino