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La riscossa delle piccole e medie imprese: “Così abbiamo retto al Covid 19”

L'AQUILA - Dai "Dpcm del venerdì sera" al PNRR, così le piccole e medie imprese hanno retto l'onda d'urto dell'emergenza Covid 19 e pensano al rilancio.

L’AQUILA – Dai “Dpcm del venerdì sera” al PNRR, così le piccole e medie imprese hanno retto l’onda d’urto dell’emergenza Covid 19 e pensano al rilancio.

Erano considerate il tallone d’Achille del sistema economico italiano, ma sono diventate la punta di diamante in grado di guidare la ripresa post Covid 19. Così le piccole e medie imprese hanno retto in pandemia e adesso provano a prendere il treno del PNRR per il definitivo rilancio. È prudente, ma propositivo l’atteggiamento delle associazioni di categoria che iniziano a intravedere la “luce in fondo al tunnel”, dopo la grave crisi pandemica che ha messo il carico da novanta sulla lunga crisi economica che, con alterne vicende, bloccava l’Italia da oltre un decennio. Lo scenario è emerso nell’incontro a L’Aquila con il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino, all’Aquila per l’assemblea regionale dell’associazione di categoria.

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“Le aziende – ha sottolineato nell’occasione l’onorevole Stefania Pezzopane, intervenuta all’incontro prima dell’assemblea – hanno reagito anche a mani nude nei momenti più difficili, ma ora è il momento di rialzare la testa”.

“Venivamo da 10 anni di crisi economica – ha confermato il presidente Daniele Vaccarino – e poi è arrivata anche la pandemia. Se è vero che l’Albo delle imprese ha fatto registrare dei decrementi, il sistema delle piccole e medie imprese ha comunque retto”.

Reggere l’impatto della pandemia e del lockdown non è stato però facile: “Aspettavamo i Dpcm del venerdì sera per capire quali misure dovevamo mettere in campo il lunedì successivo. Così alla CNA si passava il sabato e la domenica ad analizzare i documenti, per trasmettere le notizie utili agli associati. Non è stato facile, ma abbiamo retto. L’Italia ha un tessuto economico fatto da tante piccole e medie imprese e deve prenderne atto, legiferando in modo che le associazioni vengano coinvolte per l’approvazione di leggi che devono essere adottate”.

Ma se adesso si può parlare di “luce in fondo al tunnel”, il primo riconoscimento va alla comunità scientifica che nel giro di un anno è riuscita a trovare i vaccini: “È merito del vaccino se possiamo guardare con una certa fiducia al futuro. La comunità scientifica ha fatto tanto, ma non solo in pandemia. Per riuscire a produrre il vaccino in poco tempo, dietro c’è il lavoro silenzioso fatto negli anni, se non sullo specifico vaccino, comunque su un sistema che – chiamato a intervenire con tempestività – è riuscito a fornire risultati. Non riesco a capire questa minoranza rumorosa contraria ai vaccini”.

Adesso, quindi, si può guardare con fiducia al futuro: “L’Italia è il Paese che cresce di più in Europa e anche l’export cresce, perché il made in Italy attrae sempre. Le piccole imprese hanno agganciato la voglia di ripresa e adesso il problema delle risorse è relativo, nel senso che ci sono, ma bisogna saperle utilizzare perché l’Italia produca ricchezza, quella ricchezza che servirà anche per ripagare il debito. Non tutti i finanziamenti del PNNR sono infatti a fondo perduto, ma possiamo farcela a utilizzarli in maniera adeguata. D’altra parte non ci sono alternative. Dobbiamo spendere bene queste risorse, la sfida è difficile, ma non impossibile”. Burocrazia permettendo: “Si tratta di un freno all’utilizzo delle risorse, ma è possibile attuare i correttivi adeguati. La CNA non sta a guardare, ma interviene sui settori di competenza, che non sono pochi. È importante che il legislatore ci coinvolga, perché le piccole e medie imprese sono l’ossatura del sistema economico italiano e hanno dimostrato di saper reggere”.