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Caro pedaggi A24-A25, si riaccende la protesta: oltre 100 sindaci a Roma

Non si ferma la protesta dei sindaci contro il caro pedaggi. Dopo una prima 'apertura' arrivata dall'ultimo incontro con il Ministero, è seguito solo silenzio. Mercoledì 24 novembre a Roma una nuova protesta

Non si ferma la protesta dei sindaci contro il caro pedaggi. Dopo una prima ‘apertura’ arrivata dall’ultimo incontro con il Ministero, è seguito solo silenzio. Per questo, mercoledì 24 novembre, scenderanno in piazza a Roma e protesteranno, ancora una volta.

Appuntamento a mercoledì alle ore 20, dinanzi alla sede del Ministero delle Infrastrutture, a Porta Pia per manifestare contro il caro pedaggi. Il sit-in di protesta sarà corale: sindaci dei comuni di Lazio e Abruzzo, amministratori, associazioni di categoria e cittadini. Si prevede la presenza di circa 150 primi cittadini.

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“Vogliamo far valere i nostri diritti. Si parla di aumenti oltre il 30% sulle tariffe sulle nostre autostrade. Nell’ultima audizione avuta con il Ministro, circa un mese fa, ci era stato assicurato che entro una settima avremmo avuto maggiori delucidazioni. Poi più nulla: la situazione è ingessata. Riteniamo che questa sia un’azione da intraprendere perché non si può accettare l’ennesimo salasso sul fronte trasporti. Le nostre autostrade oggi non sono sicure e sono eccessivamente lente, creando in questo modo grandi disagi all’utenza. Se i costi dei pedaggi crescono ogni 7 anni e intanto il tempo di percorrenza raddoppia, dove andremo a finire?”, ci ha spiegato Emilio Cipollone, assessore del Comune di Avezzano e delegato per l’amministrazione avezzanese nell’ambito della protesta contro il caro pedaggi.

Oggi – conclude Cipollone – sono maggiori i costi dei pedaggi che quelli per i carburanti, quasi ai massimi storici. Questo nonostante i tempi si siano dilatati eccessivamente. Non cederemo di un passo di fronte a quest’ingiustizia: il Comune di Avezzano sarà in prima fila nella lotta all’ennesimo aumento dei pedaggi”.

La protesta in programma, in realtà, potrebbe incontrare qualche resistenza.

“Avremmo dovuto riaggiornarci dopo due settimane al massimo rispetto all’ultima audizione avuta il 28 ottobre scorso. Tuttavia, ho parlato direttamente con il Capo di Gabinetto, il quale non ha saputo comunicarmi nulla di concreto, né ha risposto circa un’eventuale nostra convocazione al Ministero. Per questo abbiamo deciso di tornare a manifestare”, spiega il sindaco di Carsoli Velia Nazzarro, contattata dalla nostra redazione.

“Qualche giorno fa, la Questura mi ha contatto telefonicamente per chiedermi di spostare il luogo della protesta pacifica – cioè la sede esterna al Ministero dei Trasporti – per alcuni problemi non meglio specificati. Non abbiamo accettato di spostarci, perché non avrebbe senso protestare altrove. Non ho ricevuto, però, alcuna comunicazione in forma scritta in merito a dinieghi o motivi per i quali non potrebbe svolgersi lì il sit-in. E proprio perché non è arrivato alcun diniego ufficiale la protesta ci sarà“.