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Tribunali minori d’Abruzzo, corsa contro il tempo per la proroga

Tribunali minori. Sindaci, presidenti degli Ordini forensi e politici d'Abruzzo impegnati nella lotta: l'obiettivo è strappare la proroga e farlo entro fine anno.

Tribunali minori, il semaforo rosso all’emendamento per la proroga presentato dal deputato Colletti non cambia nulla nel programma di sindaci, presidenti degli Ordini forensi e politici d’Abruzzo impegnati nella lotta: l’obiettivo è strappare la proroga e farlo entro fine anno.

Previsto nei prossimi giorni un incontro con i vari attori coinvolti nella vicenda della salvaguardia dei presidi di giustizia minori d’Abruzzo. Incontro che si terrà al Tribunale di Avezzano. “Noi coltiviamo iniziative concrete: l’emendamento presentato da Colletti non era una nostra iniziativa diretta. È importante remare tutti nella stessa direzione, condividendo una strategia comune. Il nostro obiettivo è ottenere le proroga dei Tribunali minori e, magari, provare a raggiungere l’inserimento della richiesta proprio all’interno del Decreto Milleproroghe. Si spera di riuscire entro il mese corrente di novembre, ci spiega Franco Colucci, ascoltato dalla redazione. “Solo dopo questo primo fondamentale passo, dovremo iniziare a sperare nella riforma della geografia giudiziaria”.

Non si conosce ancora la data dell’incontro, ma i tempi ormai stringono. In ballo c’è il destino dei Tribunali minori d’Abruzzo: oltre ad Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Al tavolo prenderanno parte tutti i rappresentanti politici d’Abruzzo.

tribunali minori sulmona

Il Capoluogo in merito alla questione Tribunali ha ascoltato anche il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona, Luca Tirabassi. “Ogni iniziativa che vada nella direzione di salvaguardare i nostri Tribunali va sempre apprezzata ed è lodevole. Come quella del deputato Colletti, nonostante non fosse stata avviata con il coordinamento gestito dai nostri Ordini forensi, dai Presidenti degli stessi presidi di giustizia e dagli enti comunali interessati dalla battaglia per i Tribunali minori. Non essendo stati interpellati né prima né durante l’iter dell’emendamento – nel nostro ruolo di coordinamento tra ordini forensi, istituzioni e politica – ciò ci tranquillizza: portandoci a pensare che la battaglia ha tutte le ragioni di continuare e non significhi una mancanza di volontà politica alla proroga richiesta”. 

L’Abruzzo solo qualche mese fa aveva tirato un sospiro di sollievo: la proroga sembrava ormai cosa fatta, fino allo stralcio del provvedimento da parte della Presidenza del Senato, avvenuto il 30 luglio scorso, causa “inammissibilità”, ritenendolo estraneo alla materia del decreto in discussione.

Tribunali minori Abruzzo, stralciato emendamento: verso la chiusura nel 2022

Appena una settimana dopo – continua Tirabassi – è stato depositato un disegno di legge che riprendeva integralmente l’emendamento che la presidenza del Senato ha ritenuto inammissibile: disegno che prevede la proroga per due anni, con riapertura degli impianti organici. Oltre a ciò, sono stati depositati altri disegni di legge sulla revisione della geografia giudiziaria, altri ancora recepiscono invece l’iniziativa del Consiglio regionale d’Abruzzo, che mira alla stipula di convenzioni tra Ministero della Giustizia e Regioni che ne facciano richiesta, per  le spese di gestione dei Tribunali minori. Accanto a questa iniziative parlamentari, noi stiamo portando avanti incontri serrati per far sì che almeno la proroga biennale venga inserita nei provvedimenti del Governo, in particolare auspichiamo ciò venga fatto entro fine anno”.

Tribunali minori, le strade per la proroga

“In questo momento – conclude Tirabassi – anche in ragione degli impegni che il Governo ha assunto con l’Europa, credo sia assolutamente inopportuno sopprimere i nostri tribunali, poiché, dati alla mano, si sono dimostrati in questi anni più efficienti di altri tribunali, anche di grandi dimensioni. Inoltre, credo che una serie di eventi – quali la pandemia – abbiano imposto un ripensamento rispetto alle scelte accentratrici fatte anni fa, in favore di provvedimenti che tendano a riavvicinare i servizi pubblici essenziali, in primis la giustizia, ai territori e ai cittadini. Quindi, nell’immediato urge una proroga, mentre a breve e medio termine serve un provvedimento che rimetta mano alla geografia giudiziaria: nella prospettiva di valorizzare quanto più possibile la giustizia di prossimità. Auspichiamo che i provvedimenti all’esame della Commissione Giustizia del Senato vengano applicati in sede deliberante, evitando il passaggio in aula. Comunque, a fronte di impegni politici assunti da tutti i partiti, anche un percorso ordinario potrebbe portare all’approvazione della proroga in Parlamento. Speriamo, infine, che lo stesso Governo – per parte del Ministero – si faccia promotore di una proroga, inserita magari nel provvedimento del Milleproroghe”.