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Ddl Zan affossato, passa la tagliola

Salta l'esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan: l'iter si blocca. Il Senato ha votato a favore della 'tagliola', chiesta da Lega e FdI.

Discutendo il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia, il Senato ha votato a favore di una richiesta presentata da Lega e Fratelli d’Italia che attraverso un procedimento parlamentare noto come “non passaggio all’esame degli articoli” ha accantonato il voto sulla legge.

Con 154 favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti, è passata insomma quella che in questi giorni era stata definita “tagliola” sui giornali: secondo il Partito Democratico e gli altri promotori della legge, questo passaggio rischia di aver affossato l’iter della legge Zan, visto che lo bloccherà a lungo.

DDL ZAN

La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso. Il disegno di legge contro l’omotransfobia era stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020.

La discussione sul ddl Zan, che interviene contro le discriminazioni e le violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo (cioè quelle verso le persone con disabilità) estendendo la legge Mancino, era ripresa questa settimana dopo una lunga pausa durata mesi.

I tempi adesso sono molto stretti, perché le energie della maggioranza da qui alla fine dell’anno saranno assorbite soprattutto dalla legge di bilancio. Da gennaio invece si inizierà a parlare esplicitamente dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, fissata a febbraio. Il margine per trovare un accordo sul ddl Zan, quindi, rimane piuttosto stretto, senza dimenticare che qualunque modifica al Senato richiederebbe un nuovo passaggio alla Camera.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, il deputato del PD da cui prende il nome il ddl, Alessandro Zan, aveva lasciato intuire che un eventuale compromesso potrebbe partire proprio dall’articolo 7. “Vedremo e capiremo quali possono essere i punti di confronto», aveva risposto Zan a una domanda sull’educazione contro l’omofobia nelle scuole. Zan è invece sembrato molto più rigido sulla possibilità di modificare o cancellare l’articolo 1. Parlando con Repubblica aveva spiegato di ritenere che l’identità di genere sia presentata con con «una definizione giuridica usata anche in altre leggi dello Stato, e che non vada toccata”.

Ddl Zan, Pezzopane (Pd): pagina buia della democrazia ma non ci fermerà

“Al Senato oggi abbiamo assistito ad una delle pagine più brutte e buie della storia della democrazia italiana.

Uno schiaffo al Paese, una vergogna; con il voto segreto, bloccare la legge Zan – la legge contro l’odio – è dire no a chi chiedeva civiltà, rispetto, diritti. Chi oggi ha votato per affossare il ddl Zan riporta indietro l’Italia. Ma mi sento di dire che non si ferma il vento con le mani, non si fermano i diritti con il voto segreto. Sicuramente non finisce qui. Non possiamo permettere di far vincere l’odio, e di avallare le modalità violente della parte di Paese più becera e retrograda. Col voto di oggi si tenta di bloccare la strada alla parte bella e libera del nostro Paese e della democrazia, la parte più aperta che guarda ai diritti ed alle libertà già vigenti da anni negli altri Paesi ”. Lo dichiara Stefania Pezzopane, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.