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Terapia intensiva, L’Aquila raddoppia lo sforzo per le Grandi emergenze

L'AQUILA - Inaugurato il nuovo reparto di Terapia intensiva "Grandi Emergenze" dell'ospedale San Salvatore. La cerimonia.

L’AQUILA – Inaugurato il nuovo reparto di Terapia intensiva “Grandi Emergenze” dell’ospedale San Salvatore. La cerimonia.

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Si è svolta questa mattina l’inaugurazione del reparto di Terapia intensiva “Grandi Emergenze” dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, un progetto finanziato e ralizzato dalla Fondazione Carispaq, l’associazione Va.Do, L’Aquila per la Vita e Ance L’Aquila. Presenti alla cerimonia, i rappresentanti del Comitato dei finanziatori, con il professor Franco Marinangeli, primario di Terapia intensiva, per l’associazione Va.Do, il presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, il presidente dell’associazione L’Aquila per la Vita, Giorgio Paravano, e il presidente Ance L’Aquila, Adolfo Cicchetti. Con loro, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il vice presidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo, l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il manager della Asl 1, Ferdinando Romano, il Prorettore Univaq Antonio Mecozzi e il direttore del dipartimento Mesva, Guido Macchiarelli.

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Si tratta di un intervento, avviato all’indomani dello scoppio della pandemia da Covid 19, completamente finanziato e realizzato da Fondazione Carispaq, V.A.Do. onlus, L’Aquila per la Vita onlus e Ance Ance L’Aquila, con un impegno finanziario di 700 mila euro, per rispondere alla più drammatica emergenza sanitaria dal Dopoguerra. Il progetto è stato realizzato con le donazioni raccolte all’indomani dello scoppio della pandemia dall’associazione V.A.Do con la campagna di raccolta fondi dal titolo “compra un mattone per la terapia intensiva” alle quali si sono aggiunte le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Carispaq, dall’Associazione L’Aquila per la Vita e dall’ANCE L’Aquila. In tal modo Fondazione Carispaq, V.A.Do., L’Aquila per la vita e ANCE hanno messo a disposizione circa 700 mila euro per far fronte all’emergenza sanitaria, oltre a beni materiali, dispositivi di protezione e apparecchiature sanitarie. Il progetto dell’intervento è stato donato ai finanziatori dallo studio di Ingegneria Promedia. Fondamentale per l’avvio dell’iniziativa è stata la fattiva collaborazione della Direzione e dell’Ufficio Tecnico della ASL Avezzano, Sulmona, L’Aquila che ha curato, quest’ultimo, la direzione lavori ed il coordinamento per la sicurezza. Una iniziativa attuata sotto la supervisione di Cittadinanza attiva – Tribunale per i diritti del malato dell’Aquila. È iniziato così un percorso virtuoso che ha visto soggetti privati progettare e realizzare un intervento che, affiancandosi a quello pubblico, ha portato ad un risultato straordinario: quello di avere un modulo di Terapia Intensiva “Grandi Emergenze” pienamente integrato con l’Unità di Terapia Intensiva Generale esistente. Un modello che, oltre a rispondere alle esigenze di efficienza ed efficacia di gestione del personale sanitario, stante la cronica carenza di Medici Anestesisti Rianimatori ed infermieri di area critica, sarà determinante nella stesura del nuovo “piano per il massiccio afflusso di feriti” – PEIMAF – dell’Ospedale San Salvatore. Il percorso amministrativo è stato improntato alla massima trasparenza e all’ottimizzazione dei tempi assegnando alla Fondazione Carispaq il ruolo di capofila di progetto. Le procedure sono stata avviate avvalendosi di quanto previsto nell’articolo 20 del D.Lgs 50/2016 che disciplina la possibilità per il privato di realizzare, a proprie spese e cura, un’opera pubblica. Si tratta di 6 nuovi posti letto a “pressione negativa”, realizzati cioè per ospitare persone affette da malattie contagiose in totale sicurezza. L’accesso al settore “grandi emergenze” è garantito da un nuovo ascensore che dall’esterno conduce direttamente i pazienti nelle stanze di degenza, evitando qualsiasi pericolo di contagio nel percorso e riducendo al minimo i tempi di trasferimento dall’area di pronto soccorso. Con questo intervento si è inteso migliorare anche l’umanizzazione delle cure e dei percorsi assistenziali consentendo, per quanto possibile, la vicinanza dei familiari ai pazienti attraverso la predisposizione di un’idonea area colloquio, l’adozione di nuove procedure di accesso e l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi.

Nell’occasione il manager Romano ha annunciato che tra qualche settimana aprirà il Delta 7, mentre per il nuovo ospedale di Avezzano a breve sarà presentato il progetto tecnico esecutivo. Tempi stretti anche per il 118 dell’Aquila. Partiti, inoltre, i concorsi per primari autorizzati dalla regione nel 2020 e prosegue l’attività di stabilizzazione precari.

L’assessore Verì ha poi sottolineato il lavoro fatto durante la pandemia:Eravamo regione canaglia, oggi siamo regione virtuosa, l’Abruzzo è stata tra le prime regioni a organizzare un sistema che ha dato risposte, sia per quanto riguarda i posti letto che l’assistenza domiciliare”.

Questo – ha sottolineato invece il sindaco Biondiè un bell’esempio di istituzioni pubbliche con idee chiare che collaborano con il privato, spinto dal recupero di uno spirito di mecenatismo. È l’esempio di come pubblico e privato, insieme, sono in grado di raggiungere risultati concreti”.

Il nuovo reparto, intitolato al Prof. Giovanni Leonardis il fondatore della terapia intensiva in Abruzzo, è frutto di una straordinaria partnership pubblico-privato, capace di far fronte sia alle esigenze assistenziali che a quelle di formazione e ricerca, ha un valore enorme che va oltre la gestione dell’attuale fase pandemica. Esso costituisce il presupposto anche per il potenziamento delle attività chirurgiche ad alta specializzazione di cui dispone la ASL aquilana, e per il supporto alle necessità formative e di ricerca dell’importante e prestigiosa Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore dell’Università degli Studi dell’Aquila che avrà a disposizione anche una nuova aula didattica intitolata ad Adriano Perrotti, instancabile sostenitore dei diritti dei diversamente abili, prematuramente scomparso proprio a causa del Covid.

Ha espresso la sua profonda emozione nel vedere realizzata un’opera necessaria già prima della pandemia il Prof. Franco Marinangeli, Direttore dell’Unità di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore e presidente del Comitato di Garanzia dei Finanziatori  “Questo modulo sarà immediatamente messo in funzione e rappresenta un passo in avanti decisivo anche per l’attività chirurgica dell’Ospedale San Salvatore, oltre che per l’attività di didattica e ricerca legate alla più numerosa scuola di specializzazione dell’Ateneo. Oggi si inaugura il modulo “privato” che rappresenta il completamento dell’opera pubblica finanziata con decreto legge 34/2020 e alla cui realizzazione hanno concorso una Fondazione, un consorzio di imprese, due onlus, l’Università dell’Aquila e il Tribunale dei diritti del malato. Sicuramente una sinergia unica nel panorama nazionale, con risultati evidenti, a dimostrazione della grande resilienza e generosità della comunità della provincia dell’Aquila”.

“La realizzazione di questo Progetto – ha dichiarato Domenico Taglieri Presidente della Fondazione Carispaq – rappresenta una bellissima storia di solidarietà e di concreto utilizzo delle donazioni dei singoli cittadini, soprattutto di quelle di modesta entità, raccolte dalle Associazioni Va.DO e L’Aquila per la Vita Onlus nella fase emergenziale e alle quali si sono aggiunti i finanziamenti di Fondazione Carispaq, e Ance L’Aquila che, raddoppiando la somma a disposizione, hanno aperto così la strada, anche sul nostro territorio, ad un modello di crowdfunding su progetti concreti. Per la prima volta si realizza anche nel settore sanitario una partnership importante tra pubblico e privato dove tutti gli attori coinvolti hanno lavorato in sinergia per il bene della collettività. Il progetto realizzato – conclude Taglieri – può ritenersi un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni, reso possibile grazie alla generosità, all’impegno e alla professionalità che tutti gli attori coinvolti hanno profuso nell’iniziativa. Un intervento che ci riempie di gioia e che è motivo d’orgoglio per l’intera comunità”.

“Con il potenziamento della nostra terapia intensiva, L’Aquila per la Vita, i compagni di cordata e i tanti cittadini che hanno reso possibile questa azione, dimostra che esiste una parte della città, la migliore, che ha a cuore non solo i problemi della sanità ma quelli di una comunità intera – ha aggiunto il presidente di L’Aquila per la Vita Giorgio Paravano –  Siamo lontani e non ci appartengono le lotte di potere che si giocano ai danni dell’Aquila e pure intorno e dentro il nostro ospedale. Si è parlato spesso dell’Aquila quale città dell’accoglienza. La nostra iniziativa vuole provare a dare un senso compiuto a questa definizione troppo spesso usata a sproposito. Oggi inauguriamo una struttura medica all’avanguardia. Ne siamo orgogliosi. Resta l’amarezza di aver distratto risorse alla nostra mission: “l’assistenza ai malati oncologici”. L’Aquila all’inizio e nel corso della pandemia è stata fortemente penalizzata nel settore sanitario. Altri hanno avuto un trattamento diverso. Ma noi siamo aquilani e sappiamo rimboccarci le maniche. Ma non siamo più disposti a sostituirci a chi è istituzionalmente preposto alla tutela della nostra salute”.

“E’ purtroppo ancora attualissima, come si evince dai dati – conlcude Adolfo Cicchetti Presidente ANCE L’Aquila –  l’esigenza di strutture sanitarie adeguate all’emergenza pandemica. Siamo stati lungimiranti a voler finanziare un progetto di tal genere e siamo orgogliosi oggi di poter essere utili alla comunità. Le imprese edili aderenti ad ANCE L’Aquila si distinguono spesso per progetti di sostegno alla cultura e allo sport, ma questo è il nostro fiore all’occhiello”.