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Assembramenti notturni e bivacchi, scatta la tolleranza zero

Più controlli anti assembramenti notturni: "Orari un po' più flessibili, ma alla chiusura dei locali serve tolleranza zero".

AVEZZANO – Più controlli anti assembramenti notturni in città: “Orari un po’ più flessibili, ma alla chiusura dei locali serve tolleranza zero”.

Controlli anti-assembramenti notturni da “rafforzare” ad Avezzano e periferie: l’Amministrazione comunale, in seguito a una più approfondita valutazione delle condizioni e delle esigenze di cittadini e operatori economici, allenta un po’ le maglie delle chiusure delle attività di somministrazioni di bevande e alimenti e chiede alle Autorità di pubblica sicurezza il potenziamento dei controlli. Per conciliare le diverse aspettative, infatti, l’Amministrazione ha concesso un piccolo slittamento sugli orari di apertura delle attività. “Per motivi di sicurezza e al fine di contrastare il degrado dovuto all’abbandono di rifiuti in Città”, spiega il consigliere Carmine Silvagni, delegato per il centro città, “dopo gli orari di chiusura delle attività sono vietati i bivacchi e gli assembramenti”. A partire dal 23 ottobre e fino al 30 novembre, quindi, dal lunedì al giovedì, l’interruzione delle vendite di prodotti alimentari e bevande scatterà all’1, con chiusura dell’esercizio all’1 e 30 e riapertura alle 5. Nel fine settimana, invece, da venerdì a domenica, lo stop alle vendite di alimenti e bevande è fissato all’2; la chiusura all’2.30 e la riapertura sempre alle 5.

“Il compito di una buona amministrazione”, aggiunge Silvagni, “è sempre quello di cercare un punto di equilibrio tra le parti con l’obiettivo di bilanciare al meglio gli interessi pubblici e privati. In quest’ottica di ragionamento abbiamo optato per una piccola modifica degli orari, con la contestuale richiesta di intensificazione dei controlli alle forze dell’ordine, affinché all’abbassamento delle serrande, anche in considerazione della proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza sanitaria disposto dal Governo, non si formino assembramenti e bivacchi all’esterno. Alla chiusura dei locali, quindi, occorre tolleranza zero”.