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Imago Museum Pescara, l’avanguardia della sperimentazione artistica per ripartire

Inaugurato a Pescara l'Imago Museum, il Museo dell'Ottocento, con il battesimo del Presidente Mattarella. Un progetto firmato Pescarabruzzo: il Capoluogo ha intervistato il Presidente della Fondazione

Nuovo luce sull’arte e, in particolare, su quella del tardo ottocento inizio Novecento: a Pescara è nato l’Imago Museum, grazie all’opera di ideazione, realizzazione e finanziamento della Fondazione Pescarabruzzo. L’intervista al Presidente della Fondazione, il dottor Nicola Mattoscio.

È arrivato anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per prendere parte al taglio del nastro dell‘Imago Museum, la grande novità artistico-culturale sorta a Pescara, grazie alla Fondazione Pescarabruzzo. Il Capoluogo ha intervistato il suo Presidente, per capire la genesi di un progetto di grande valore storico e artistico, che richiamare nel capoluogo adriatico appassionati e non solo.

imago museum inaugurazione
imago museum

Imago Museum, parla Nicola Mattoscio

Come avete interpretato, fin dall’origine, questo nuovo progetto artistico che è l’Imago Museum?

L’Imago Museum rappresenta uno degli spazi costitutivi di un complesso progetto culturale ben delineato, che ha lo scopo al tempo stesso di sostenere l’economia e di accrescere la consapevolezza dei cittadini. La sua proposta artistica si basa, al momento, su 3 importanti collezioni. La prima apre un affascinante focus sul dialogo tra l’Italia e l’Europa scandinava. L’Abruzzo e il borgo di Civita d’Antino, in Valle Roveto, ne costituiscono solo gli espedienti. In realtà, la collezione rappresenta il confronto tra l’esperienza impressionista parigina e quella dei pittori scandinavi coevi. È un vero preziosismo che a ciò contribuisca proprio il palcoscenico abruzzese, che già altre volte nella storia contemporanea è riuscito a proporsi per rappresentare un’emblematica sintesi di fenomeni complessi e da ‘grande storia’. Il dialogo continua all’interno del Museo attraverso l’arte figurativa italiana del secondo ‘900, con alcune delle principali scuole artistiche europee e nordamericane. Dai nostri Di Stefano, Attardi, D’Orazio, Sassu, si sprigiona un intrigante confronto con la Realidad spagnola dei maestri Quetglas, Quintanilla, Hernández ed altri fino ad arrivare a Mensa ed Ortega. L’ossessione per la luce del precursore López García, assume per costoro il valore di strumento conoscitivo della realtà, non di rado anche per denunciare quella oppressiva del regime franchista. A loro si aggiungono i nordamericani, da Lerry Rivers (secondo Warhol il vero ispiratore della Pop Art) a Robert Carroll, che si esprimono con una forza narrativa davvero coinvolgente. Infine, più che un dialogo, si prosegue con una vera e propria sfida, ancora effervescente e viva nella cultura internazionale. Una sfida che vede protagonisti due maestri del calibro di Andy Warhol e Mario Schifano, entrambi, ma diversamente, grandi esponenti della Pop Art mondiale. Tutti e due si sono misurati con le più profonde radici della cultura mediterranea e italica. Appare subito percepibile il rinvio di molti dei volti seriali di Warhol ad alcune peculiarità del nostro Rinascimento. In parte inedita e maggiormente coinvolgente è l’evidenza della proposta artistica che Schifano ci regala, al tramonto della sua vita, con il ciclo Mater Matuta: un vero capolavoro che racconta con grande energia il significato della maternità e della vita come valori universali ed ancestrali della civiltà, e all’origine di ogni avventura umana, esposto in un’affascinante abbinata con i reperti del IV secolo che lo avevano ispirato”.

Mattarella imago museum

 

L’evento inaugurale ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un battesimo importante e senz’altro lusinghiero per il Museo e un riconoscimento alla validità del progetto che arriva in un momento importante: quello in cui si fa strada l’idea di candidare Pescara a Capitale Italiana della Cultura nel 2026. Sarà un percorso tutto da scrivere. A che punto è Pescara nel suo ruolo di centro di riferimento culturale?

“Non ci sono solo le grandi città d’arte nell’orizzonte del turismo culturale dei prossimi anni. La parola magica è ‘esperenziale’, ovvero un accesso ai beni culturali che sia allo stesso tempo un’esperienza, non solo per i ricordi che lascia, ma per il modo in cui viene vissuto: può trattarsi di un trekking lungo i cammini montani, di una pedalata attraverso le ciclovie, della scoperta dei paesaggi e dei borghi storici più nascosti, fatta viaggiando a bordo di un treno. È l’esperienza del procedere lento, che permette di allontanarsi dagli itinerari finora più battuti, verso un’Italia nascosta ma altrettanto bella. Su questa visione l’Abruzzo deve ancora investire, specie nelle aree interne che devono riscoprire le proprie potenzialità, implementando le loro connessioni, interagendo a 360° con il territorio, ma soprattutto con l’area urbana di riferimento. Per quanto riguarda Pescara, i tempi sembrano maturi: l’offerta culturale della città è cresciuta in modo rilevante in questi pochi ultimi anni. L’esito della ipotetica candidatura a Capitale Italiana della Cultura dipenderà dall’intera comunità di riferimento, che giustifichi l’energia realizzativa e propositiva di questa città, proiettandola al futuro e preservandola dal logorio della consuetudine”.

imago museum pescara inaugurazione

 

Negli ultimi anni, da Presidente di Pescarabruzzo – una Fondazione che, tra l’altro, si occupa di promuovere lo sviluppo della città – ritiene che Pescara abbia intrapreso la strada giusta e che si stiano portando avanti (relativamente all’attività stessa della vostra Fondazione) dei progetti importanti per una crescita a 360° del capoluogo adriatico?

“La proposta dell’Imago Museum costituisce solo l’ultimo prezioso tassello, in ordine temporale, di un mosaico di significative iniziative culturali che la Fondazione Pescarabruzzo sta interpretando e realizzando nella principale città del medio adriatico italiano, al fine di dare vita ad un vero e proprio ‘Distretto dell’economia della cultura e della conoscenza’. La Fondazione si è fatta carico si acquisire in proprietà, riqualificare e gestire direttamente tutti i cineteatri cittadini, creando una rete di palcoscenici e di schermi cinematografici ricompresi nell’unica esperienza italiana di governance con finalità pubbliche e sociali di un originale e vero Cityplex. Il tutto accompagnato da un’intensa attività da ‘film commission’ privata, che ormai annovera circa quaranta titoli tra film e docufilm, con qualcuno diventato persino campione d’incasso al botteghino. Ricordo, ancora, la nascita del V Istituto Superiore per le Industrie Artistiche Italiano, che ha visto la luce nel 2019, ma proprio in questi giorni è stato all’altezza di realizzare per il MUR, il Premio Nazionale delle Arti – Sezione Design, con la straordinaria partecipazione di giovani designer di tutto il mondo accademico nazionale. Sono più recenti, invece, sia la creazione di uno Spazio internazionale del Fumetto – Officina artistica, che sarà inaugurato la prossima primavera e porrà al centro l’Omero del fumetto internazionale, così come viene definito Andrea Pazienza, che si era formato nella nostra città, sia il progetto denominato FEA – Feed your Experience of Art, che è concepito come un hub culturale, arricchito da un originale connubio di un nuovo giardino urbano con le principali espressioni artistiche d’avanguardia internazionale. Inoltre, è in corso di progettazione la riqualificazione della neo acquisita Domus Mariae, finalizzata a dotare il medio adriatico di un College Internazionale a supporto ed integrazione dei diversi poli accademici cittadini, come si riscontra purtroppo solo in pochi altri esempi eccellenti in Italia. Ma gli esempi citati sono solo alcune tra le numerose testimonianze che arricchiscono e animano la solida strategia che persegue la sperimentazione del richiamato ‘Distretto dell’economia della cultura e della conoscenza’”. 

 

L’Imago M usum è un nuovo luogo dell’arte che arriva – impossibile non sottolinearlo – dopo mesi difficilissimi per tutti e Pescara non fa eccezione. Dopo il buio della pandemia, dopo i prolungati lockdown e in una fase di rinascita totale, la ripartenza a Pescara passerà, quindi, anche e soprattutto dalla cultura e dagli investimenti culturali?

Tra i settori più colpiti dalla pandemia è risultata l’intera filiera del complesso delle attività in cui sono ricompresi il mondo dello spettacolo e le realtà che operano nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico: cinema e teatri, musei, aree archeologiche, spazi espositivi, biblioteche, auditorium musicali ecc. La visita del Presidente della Repubblica a Pescara ha voluto significare proprio la rilevanza della cultura come uno dei principali settori su cui investire per far fronte alla crisi. La sua esternazione è stata breve, ma significativa, a riguardo:

‘Vi sono circostanze, calamità naturali come il terremoto o eventi drammatici come la pandemia che inducono a ritrovare le ragioni della reciproca solidarietà e che inducono anche a rivolgersi a elementi e agli aspetti più importanti della convivenza. La cultura è uno di questi ed è quello che questa mattina qui si è cercato di fare’.

Coerentemente con questa visione, l’Imago Museum si è proposto come un’avanguardia di sperimentazione artistica, di profilo internazionale, da cui poter far scaturire l’innovazione sociale ed economica. E Pescara, sì, ripartirà anche e soprattutto grazie alla cultura e agli investimenti a suo sostegno”.