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Super bonus, proroga al 2023 ma non per tutti: le nuove regole

Il Consiglio dei ministri approva la proroga al 2023 del Super bonus, ma non del bonus facciate. I dettagli del Documento programmatico di bilancio.

Il Consiglio dei ministri approva la proroga al 2023 del Super bonus, ma non del bonus facciate. I dettagli del Documento programmatico di bilancio.

Approvato all’unanimità il Documento programmatico di bilancio che nelle prossime ore verrà inviato a Bruxelles. Prende forma lo schema della Manovra, dopo una riunione del Consiglio dei ministri che non scioglie il nodo pensioni con la riforma di quota 100 ancora da definire. Confermato nel 2022 lo stanziamento per il reddito di cittadinanza previsto per il 2021 e proroga al 2023 Super bonus e degli altri bonus per l’edilizia, tranne il bonus facciate che viene riassorbito dagli altri ‘sconti’ in attivo. L’estensione del Super bonus verrebbe così limitata ai condomini e Iacp (sarebbero escluse le villette unifamiliari). Tra gli altri bonus edilizi sarebbero confermati per il 2022 il credito d’imposta al 50% e quello al 65%, mentre al momento resta esclusa la proroga del bonus al 90% per il rifacimento delle facciate.

Tra gli altri provvedimenti presenti nel Documento, il rifinanziamento del Reddito di cittadinanza: “Abbiamo deciso di rifinanziarlo ulteriormente – ha scritto il ministro Federico D’Incà su Facebook –  e abbiamo anche previsto dei correttivi per punire quei cittadini disonesti che pensano di poter fare i ‘furbetti’. Abbiamo previsto un investimento da 8 miliardi di euro per abbassare le tasse alle imprese e far avere così delle buste paga più pesanti ai lavoratori”.

Inoltre, nel 2022 ”si prevede un primo intervento di riduzione degli oneri fiscali; il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax; il taglio dal 22% al 10% dell’Iva su prodotti assorbenti per l’igiene femminile”, comunica palazzo Chigi. Nella manovra il Fondo Sanitario Nazionale viene anche incrementato, rispetto al 2021, di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. Nuove risorse sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia Covid 19. Sul fronte scuola, ricerca e università, viene aumentata la dotazione del Fondo di Finanziamento ordinario per l’Università e del Fondo Italiano per la Scienza e viene creato un nuovo fondo per la ricerca applicata. Le borse di studio per gli specializzandi in medicina vengono portate in via permanente a 12.000 l’anno. Viene disposta la proroga fino a giugno dei contratti a tempo determinato stipulati dagli insegnanti durante l’emergenza Covid-19.

superbonus 110%

Super bonus: Pezzopane (Pd), proroga includa case singole e unifamiliari.

“Il governo sta confezionando una manovra decisiva per il Paese. Il superbonus, nella formula vigente, ha attivato utili meccanismi per promuovere il risparmio energetico e incentivare la prevenzione sismica. Occorre pertanto prorogarlo nella sua interezza, sia per i condomini che per gli immobili unifamiliari e le case singole. Escludere queste categorie significa escludere i centri storici, i borghi antichi, le città di provincia e le aree interne e montane. Perché penalizzare questa parte d’Italia?”. Lo afferma la deputata dem Stefania Pezzopane, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera e capogruppo in commissione Ambiente.

“Bene che sia prorogato per i condomini – prosegue l’esponente Pd – ma escludere le unifamiliari significa escludere proprio i centri storici, specie nelle aree a rischio sismico e nelle aree montane dove invece vanno investite le risorse. Gli indicatori ci dicono che tutti i bonus, compresi quelli per gli interventi antisismici e per le facciate, stanno determinando un aumento del Pil riscontrando anche l’apprezzamento delle famiglie, dalle associazioni di categoria e quelle che tutelano l’ambiente”.

“In particolare – conclude Pezzopane – il sismabonus permette la prevenzione del danno sismico. Prorogare il superbonus solo nei condomini significa escludere tutto il patrimonio delle aree interne, i cosiddetti borghi e centri storici, che poi sono quelli più antichi e fragili dal punto di vista strutturale. Se guardiamo all’esperienza dei terremoti di questi anni, è facile comprendere che i costi delle ricostruzioni a carico dello Stato sono impressionanti ed incidono moltissimo proprio nel riparto della riedificazione e del restauro dei centri storici. Auspico che il governo proroghi la misura senza modifiche, sarebbe il segnale che non esistono discriminazioni tra grandi città e aree interne e montane, al contempo farebbe un buon servizio al Paese”.