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Accessi vascolari in Abruzzo, tecniche in “real time” e nuova organizzazione: il congresso a L’Aquila

Accessi vascolari in Abruzzo: il Covid ha mostrato l'importanza dell'organizzazione del servizio, garantito anche ai pazienti che non potevano spostarsi. Le best practice e gli obiettivi a breve termine per rivoluzionare le metodica

Accessi vascolari in Abruzzo, a che punto siamo? Risponderà a questa domanda e proporrà soluzioni alle criticità riscontrate nel territorio, il primo Congresso sul tema, in programma il prossimo 23 ottobre alla Dimora del Baco, a L’Aquila.

Il convegno, patrocinato dalla Cisl Fp Abruzzo Molise, avrà inizio alle ore 9. Oggi più che mai è fondamentale riportare la persona al centro del percorso di cura, dalla prevenzione all’accoglienza. La pandemia ha evidenziato l’importanza del Servizio Sanitario Nazionale, riportando l’attenzione sulla Sanità di prossimità. E, nell’ambito degli accessi vascolari, l’Abruzzo non vuole farsi trovare impreparato. Il Congresso è un passo in avanti verso un obiettivo ben preciso:

Vogliamo essere noi, professionisti, a recarci a casa del paziente, per effettuare l’impianto di accesso venoso. Così da evitargli disagi relativi al trasporto e così da semplificare sempre più il servizio sul territorio.

Al Capoluogo le parole di Anastasia Fusco, tra i rappresentanti del coordinamento della Cisl Fp L’Aquila e coordinatrice scientifica del Congresso.

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“Due anni fa all’ospedale di Avezzano è stato istituito un ambulatorio per impianto e gestione degli accessi venosi, per pazienti intra ed extra ospedalieri. Con questo convegno, vogliamo illustrare le necessità di creare, in Abruzzo, una rete di ospedali che collaborino nell’attività di impianti ed accessi venosi: ecco perché abbiamo invitato altre realtà ospedaliere regionali. Attraverso questa rete, potremmo rilanciare la sanità di prossimità, quindi garantire maggiore vicinanza ed efficacia nello svolgimento del servizio per il cittadino, rispondendo ai bisogni di un vasto territorio”, ci spiega Anastasia Fusco.

L’obiettivo futuro, quindi, è quello di creare un team multidisciplinare intra ospedaliero, in cui non sia più il paziente ad andare in ospedale, ma sia il personale ad andare dal paziente, agevolando la fruizione del servizio.

“Ovviamente, si parla di una nuova organizzazione. A ciò si ricollega l’esigenza di maggior personale“.

L’Obiettivo del corso inoltre sarà quello di migliorare la pratica clinica, attraverso l’implementazione delle raccomandazioni scientifiche e l’utilizzo delle tecnologie avanzate, approfondire le problematiche assistenziali relative alla gestione degli accessi venosi eco guidati, grazie alle varie esperienze dei presidi ospedalieri d’Abruzzo. Al convegno parteciperanno l’Assessore alla Sanità dott.ssa Nicoletta Verì, Il Direttore Generale ASL 1 Abruzzo professor Ferdinando Romano e il Direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale Dr Pierluigi Cosenza.

Anticipa, in conclusione, Anastasia Fusco alla nostra redazione: “Le procedure di impianto per gli accessi venosi seguono sempre più le linee guida nazionali ed internazionali: quindi, l’utilizzo di ecografia dedicati agli accesi venosi, che permettano di visualizzare la vena, catturarne il diametro e di scegliere il giusto device permette di prevenire eventuali complicanze correlate. Inoltre, vengono utilizzate le tecniche della ‘Tip Navigation’ e della ‘Tip Location’, che permettono di seguire il catetere per tutto il suo percorso, dal punto di inserimento fino al punto preciso e giusto per avere un catetere centrale”.

“L’impianto bed side ospedaliero, nell’ambito degli accessi vascolari, ha permesso nella fase del Covid ai pazienti di poter continuare con gli accessi, con l’operatore che si reca dai pazienti, permettendogli di non interrompere la terapia e di farla in maniera sicura”.