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Ballottaggio Vasto, l’allievo emula il maestro: Francesco Menna confermato sindaco

VASTO - Con la vittoria su Guido Giangiacomo, il sindaco uscente Francesco Menna riconquista lo scranno più alto della Sala Vennitti, emulando il "bis" del suo "maestro politico", Luciano Lapenna.

VASTO – Con la vittoria su Guido Giangiacomo, il sindaco uscente Francesco Menna riconquista lo scranno più alto della Sala Vennitti.

Nell’anno della prematura scomparsa di Luciano Lapenna, storico sindaco di Vasto per due legislature e punto di riferimento della sinistra regionale, “l’allievo”, Francesco Menna, emula “il maestro”, con una netta riconferma a sindaco della stessa città. Era stato proprio Luciano Lapenna ad aprire la breccia al centrosinistra, in una città considerata da sempre “di destra”. Lo stesso Lapenna – allo scadere del mandato – aveva però riconfermato il centrosinistra alla guida di Vasto, anche grazie a dissidi interni al centrodestra, che non è riuscito a produrre candidature unitarie e forti. Nel frattempo, però, quel sindaco “venuto da Gissi” ad amministrare una grande città, provenienza negli anni gli aveva procurato anche ironie e battute più o meno velate, nel corso degli anni ha formato diversi giovani amministratori, oggi alla guida della città. Tra questi, il sindaco Francesco Menna, eletto per la prima volta 5 anni fa, e che alle amministrative 2021 ha “concesso il bis”, proprio come il compianto “maestro politico”. A farne le spese, questa volta, Guido Giangiacomo, nonostante abbia provato a buttarsi alle spalle 15 anni di divisioni interne al centrodestra. Con l’accordo con Alessandra Notaro (ma soprattutto con Alessandra Cappa, erede di quella parte del centrodestra che negli anni ha espresso maggiori difficoltà al raggiungimento di una candidatura unitaria) le vecchie divisioni sono state dichiarate “superate”, ma questo evidentemente non è bastato. Già i numeri del primo turno lasciavano presagire pochi margini di recupero, da parte di un centrodestra fermo al 20% contro il 47 del centrosinistra. Nemmeno la somma matematica, che comunque raramente in politica si riesce a raggiungere, con l’alleato del ballottaggio avrebbe rimesso i conti in pari. Ma si sa, il secondo turno è sempre una partita a parte, e fino all’inizio dello spoglio la situazione è rimasta in sospeso, anche per via di un forte astensionismo di difficile interpretazione.

L’avvio dello spoglio, stavolta molto più rapido, anche in funzione di una minore complessità di voto nel secondo turno, ha poi dato l’indicazione di massima che un po’ tutti gli osservatori si aspettavano, con la vittoria di Francesco Menna, confermata dal dato finale: 62,17% contro il 37,83% di Giangiacomo.

L’affluenza definitiva del ballottaggio è stata del 50,94%.