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“Viaggio nell’Apocalisse”, il tempo del risveglio nel libro di Maria Grazia Lopardi

Il viaggio nell'Apocalisse di Maria Grazia Lopardi. Il nuovo libro della storica aquilana, nato durante il lockdown

“Viaggio nell’Apocalisse. Il tempo del risveglio” è il nuovo libro della scrittrice aquilana Maria Grazia Lopardi.

Maria Grazia Lopardi, storica, scrittrice, avvocatessa, conosciuta anche come “La signora di Collemaggio” (ecco perchè), torna con questo nuovo lavoro, un vero e proprio viaggio nell’Apocalisse compiuto senza spostarsi da casa, durante il lungo isolamento dovuto al lockdown.

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“Ho preso il testo dell’Apocalisse e avendo molto tempo ho deciso di aspettare che fosse proprio il libro a parlarmi. La mia storia da scrittrice dopotutto è sempre andata così: le mie fonti mi hanno comunicato qualcosa e da lì poi ho cominciato a scrivere”, spiega Maria Grazia Lopardi intervistata dal Capoluogo.

Il risultato del “Viaggio nell’Apocalisse” è un testo che conduce in un viaggio mistico, con delle prove da attraversare per giungere ad un nuovo cielo e a una nuova terra.

apocalisse

“Anche la sola parola ‘Apocalisse’ fa paura: rimanda a cose terribili, ai flagelli, alla punizione divina. Invece c’è chi è ben consapevole che Dio è amore e non punizione. Da qui parte il ‘mio’ viaggio, a punirci sono le leggi, anche divine, cosmiche, che non devono essere violate. Se violate, l’uomo ne paga le conseguenze, un po’ come nel concetto orientale del karma”.

“Apocalisse in greco vuol dire ‘rivelazione’, il primo rigo parla proprio della rivelazione di Cristo, dove c’è una promessa di beatitudine che si compie nell’ultimo libro. Il pensiero di Dio che si incarna e manifesta con il fiume della vita, lo Spirito Santo. Le immagini contemporanee del nostro tempo sposano bene con i pensieri e le emozioni che il libro mi hanno suscitato”.

Le immagini del lockdown che nessuno dimenticherà, a cui fa riferimento l’autrice le conoscono tutti: le città deserte, il Papa solo su Piazza San Pietro, il silenzio, l’isolamento.

papa san pietro lockdown

“Leggendo l’Apocalisse e andando avanti con la stesura del libro mi sono fatta una domanda: se fosse il mio sogno che cosa dovrebbe dirmi? Alla fine il messaggio è arrivato ed è quello che vorrei trasmettere attraverso la lettura della ‘mia Apocalisse’. Di fronte alle difficoltà, come i flagelli dell’apocalisse, bisogna guardare lontano, al progetto di Dio, non fermarsi a guardare il problema, ma l’obiettivo, il compimento dell’uomo nuovo, come San Paolo che è rinato proprio in Cristo”.

Nel testo, Maria Grazia Lopardi ha trovato diverse possibili chiavi di lettura dell’Apocalisse.

“Partiamo dal compimento della Creazione, dal principio fino alla Gerusalemme celeste che è il simbolo della manifestazione, il quadrato che nella terza dimensione diviene cubo. Un’altra chiave è quella del cammino interiore dell’essere umano, che, come la creazione, va verso la perfezione”.

Un’altra chiave, “Ed è quella che mi ha dato tanta soddisfazione, è quella numerologica, perchè l’apocalisse è piena di numeri. In questo si accosta molto alla tradizione biblica più antica, quella dei profeti del Vecchio Testamento. Ho applicato la tecnica della gematria secondo la quale gli alfabeti sacri dell’antichità hanno un valore numerico, a ogni lettera corrisponde un numero dell’alfabeto sacro (il greco antico)”.

L’ultima chiave di lettura, la quarta, “quella cosmologica: di quale tempo stiamo parlando? Un tempo sempre presente, oppure ‘il nostro tempo’, quello che stiamo vivendo?

La presentazione per adesso, sempre a causa della pandemia si è tenuta solo online, con dei video che sono disponibili su YouTube al seguente link

e sul sito dell’associazione Panta Rei: (www.collemagico.org)