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La scuola cattolica, la censura che cancella il monito della memoria

Il film "La scuola cattolica" censurato: ma non era stata abolita la censura? Facciamo chiarezza insieme al giovane attore aquilano Alessandro Cantalini, presente nel cast.

Continua a far discutere la censura al film “La scuola cattolica”. Nella pellicola, che vede alla regia Stefano Mordini, recita anche il giovane attore aquilano Alessandro Cantalini.

“La scuola cattolica” è uscito il 7 ottobre nelle sale di tutta Italia, il film, tratto dal libro omonimo di Albinati (Premio Strega nel 2016) e ispirato al massacro del Circeo, è stato presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia.

“La scuola cattolica” è stato giudicato quindi con i vecchi metodi censori, nonostante fosse stato ampiamente sbandierato una sorta di addio a questi metodi antichi e ormai desueti. Una scelta accolta con “grande sorpresa” da parte dei familiari ed eredi di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, vittime delle violenze perpetrate nel massacro del 1975 e raccontate nella pellicola.

Perchè la censura al film La scuola cattolica?

La decisione di imporre il divieto agli under 14 è stata presa dalla Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, con questa motivazione: “Il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice. In particolare i protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti”.

Il film, sostiene la Commissione, equipara vittime e carnefici, mostra gli assassini come persone incapaci di intendere e volere, ragazzi che non sono in grado di capire la realtà. È davvero così? I giornalisti e i critici che lo hanno visto a Venezia non hanno percepito alcun livellamento, e anzi le scene di violenza nella villa sono state giudicate fortissime, di una violenza disturbante.

Censura per La scuola cattolica, nel film l’aquilano Alessandro Cantalini

Il film è una produzione Warner Bros Entertainment Italia e Picomedia prodotto da Roberto Sessa; nel cast Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno, Fausto Russo Alesi, Fabrizio Gifuni, Valentina Cervi, insieme a una nuova, promettente, generazione di giovani attori, tra i quali Alessandro Cantalini, giovanissimo ma con diverse esperienze teatrali alle spalle e 15 anni di scuola di recitazione. scuola cattolica è stato presentato fuori concorso anche all’ultimo Festival del cinema di Venezia.

Alessandro è rimasto molto sorpreso e anche amareggiato dalla decisione di censurare la pellicola. Il Capoluogo ha raccolto in un’intervista le emozioni di un ragazzo dei nostri giorni, non abituato come tutti io suoi coetanei alla censura, figlio di un’epoca in cui tramite i social si può fare e si vede di tutto.

“La Censura genera ignoranza. Io sono della convinzione che un qualsiasi essere umano abbia il diritto di assimilare quanto più possibile da un’opera d’arte (che sia un libro, un film, un dipinto, un brano musicale) per trarne un’idea propria. Secondo quale criterio un adolescente minorenne non dovrebbe guardare questo film? Donatella Colasanti aveva 17 anni, e questo ‘film’ lo ha letteralmente vissuto sulla sua pelle”, spiega Alessandro.

alessandro cantalini
alessandro cantalini

Cosa vede quindi lo spettatote? “Molte persone vedono nella pellicola una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima (Bene) e il suo carnefice (Male). Questa presunta immagine sarebbe scaturita da un dialogo tra un professore e i suoi alunni, che vede una riflessione paradossale su Dio, e sul Bene e il Male”.

Alessandro rivolge poi una domanda, forse paradossale, proprio a chi ha scelto di censurare la pellicola. “Chi è la vittima? Gesù? O l’aguzzino, sopraffatto dalla sua stessa malvagità? Chi è il colpevole? Il Peccatore? O Gesù, che servendosi della malvagità insita nell’essere umano, diventa un martire, facendosi idolatrare?”.

Quindi: “Chi è il colpevole? E chi è la vittima? Il film Censurato? O il censore, che nasconde un messaggio importante e significativo che il film vuole trasmettere. Il Censore in fondo, censurando non si pone sullo stesso piano di ciò che censura? Nonostante ciò posso dire di voler ringraziare questa censura per aver ‘promosso’  il successo del film, stimolando, al contrario, nei giovani la curiosità e l’interesse nel volerlo vedere, nel voler sapere”.

alessandro Cantalini