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L’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, 40 anni di storia: testimonianze e ricordi

Oltre 40 anni di storia del San Salvatore, raccontati da chi lo ha vissuto, dalla memoria e dalla lunga esperienza del dottor Terenzio Ventura e di numerosi professionisti, in un progetto sostenuto dall'Accademia Medica della Provincia dell'Aquila e dalla Fondazione Carispaq.

Oltre 40 anni di storia del San Salvatore, raccontati da chi lo ha vissuto, dalla memoria e dalla lunga esperienza del dottor Terenzio Ventura, in un progetto editoriale sostenuto dall’Accademia Medica della Provincia dell’Aquila e dalla Fondazione Carispaq.

Sarà presentato giovedì 21 ottobre alla sala ipogea dell’Emiciclo, alle 17,30, il libro: “L’ospedale San Salvatore dell’Aquila – 40 anni di storia e altro ancora 1960/2000”. Testimonianze di un anatomopatologo, dipendenti ospedalieri e universitari convenzionati. Un’opera che ripercorre le origini e lo sviluppo dell’ospedale aquilano, punto di riferimento e bacino d’utenza per un intero territorio, che non si è mai fermato. Una storia di ricordi, di lavoro, fatiche, dolori e di miracoli.

Un progetto nato dall’ispirazione e dalla ferma volontà di Terenzio Ventura, che – dopo anni di lavoro e documentazioni – ha trovato il sostegno concreto dell’Accademia Medica della Provincia dell’Aquila, grazie al contributo prezioso della Fondazione Carispaq. Così viene alla luce un libro che, per la prima volta, vedrà il San Salvatore ‘raccontarsi’, attraverso quanto vissuto in quaranta anni di lavoro. Diversi sguardi, diverse professionalità, diverse esperienze.

storia ospedale San Salvatore dell'Aquila

Terenzio Ventura ed altri professionisti, medici e non, hanno aperto i cassetti della memoria cercando di creare un’opera fedele, che racconti alla città, al territorio e agli innumerevoli pazienti che, negli anni, hanno conosciuto i servizi del San Salvatore dell’Aquila, come l’ospedale è nato, cresciuto e come è cambiato nel tempo. Con uno spazio apposito dedicato ad ogni singolo Reparto.

“Il libro, in poco meno di 350 pagine e qualche documento fotografico in bianco e nero, raccoglie e racconta testimonianze di un quarantennio, dal 1960 al 2000. Un capitolo iniziale riguarda le origini della Sanità aquilana, con la figura di San Giovanni da Capestrano, ci spiega il dottor Terenzio Ventura, promotore e curatore della pubblicazione.

“Racconto i miei 40 anni in ospedale e, insieme ad altri professionisti, dipendenti ospedalieri, universitari convenzionati, caposala, ricostruiamo quello che il San Salvatore è stato. È una bella storia…come quella del Reparto di Oculistica, dove – prima del professor Balestracci, si sono alternati tre illustri oculisti, purtroppo scomparsi, ma ricordati dalla loro Caposala. Un cenno è stato dedicato anche agli anni più recenti, grazie al contributo del professor Franco Marinangeli”. Continua Ventura, anatomopatologo in pensione, che all’interno dei Reparti del San Salvatore ha trascorso 40 lunghi anni.

“Ho lavorato in ospedale a L’Aquila dal maggio del ’65 al 2005. Purtroppo, non ho vissuto i primissimi anni dell’Anatomia Patologica, quindi a raccontare l’origine dei laboratori – nati nel 1961, ci ha pensato il mio capotecnico, scomparso qualche anno fa. Abbiamo cercato di illustrare la realtà, raccolta dalla memoria delle circa 60 persone che hanno partecipato alla stesura del libro”.

Ci saranno, poi, i racconti di chi ha avviato la Scuola degli Infermieri Professionali, di chi ha costruito la cappella. E tanto altro.

Ci spiega il professor Franco Marinangeli, primario del Reparto di Rianimazione del San Salvatore e segretario dell’Accademia Medica della Provincia dell’Aquila.

“L’Accademia ha ritenuto il libro un progetto valido ed ha deciso di sostenerlo, con la partecipazione della Fondazione Carispaq. Il libro, curato dal dottor Ventura, è molto importante, perché trattando dell’attività dell’ospedale dal ’60’ al 2000 racchiude  la maggior parte degli anni di apertura dell’ospedale. Un insieme di tante testimonianze autorevoli, da parte di persone che di quell’ospedale hanno fatto la storia. Uno spazio prezioso che ci restituirà e immortalerà momenti e ricordi, che altrimenti avremmo perso”. 

Intanto l’Accademia, tra i suoi progetti, sta mettendo a punto il lavoro di recupero dell’Archivio dell’ospedale, attualmente inagibile. “Un’attività che si sposa con l’idea di una Biblioteca medica, che sorgerà nella sede dell’Accademia Medica della provincia dell’Aquila, negli spazi concessi della De Amicis”.