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Green pass, conto alla rovescia: come funziona

Green pass: conto alla rovescia. Come si vive senza il certificato verde. Ecco quello che si può fare e (soprattutto) non fare.

Green pass: dal 15 ottobre sarà necessaria la certificazione verde per accedere in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, sia per i dipendenti che per i lavoratori autonomi.

Dalla validità del Green pass alle esenzioni, dai tamponi alle sanzioni, proviamo a sciogliere i principali dubbi per i lavoratori e i datori di lavoro.

Green Pass, arriva l’obbligo nel mondo del lavoro: cosa cambia dal 15 ottobre

Le indicazioni, così come succederà per la pubblica amministrazione, potrebbero prevedere controlli giornalieri e preferibilmente all’accesso in azienda, a campione (in misura non inferiore al 20% e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici.

Green Pass sul lavoro: come funziona

Il certificato verde obbligatorio è stato fortemente voluto dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, valido non solo per i lavoratori pubblici ma anche per quelli privati.

green pass

E se nel privato è possibile optare per lo smart working, nel pubblico il lavoratore privo di Green Pass Green rischia di perdere sia lo stipendio che i contributi. E se si presenterà comunque in ufficio – magari per protesta – rischierà una multa da 400 a 1.000 euro.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica guidato dal ministro Brunetta stima in 250 mila i dipendenti pubblici ancora non vaccinati, ma “vaccinabili”, ovvero senza esenzioni certificate da medici.

Un numero – si precisa – sceso in un mese di 50 mila unità, in seguito alla legge che introduce l’obbligo di Pass. Se però si mettono a confronto gli ultimi report settimanali del Commissario Figliuolo, si registra un totale più alto, pari a 344 mila dipendenti senza prima dose di vaccino così suddivisi: 11 mila sanitari (unica categoria obbligata al vaccino), 90 mila scolastici, 86 mila forze dell’ordine, 157 mila tra ministeri, enti locali, authority, agenzie, istituti pubblici.

Green pass, come ottenere il codice AUTHCODE in caso non sia arrivato o sia stato smarrito.

Green pass e Authcode, come ottenerlo e recuperarlo

Andiamo a vedere come è possibile recuperare l’AUTHCODE in autonomia, per chiunque abbia i requisiti per ottenere il Green pass, ma non ha ricevuto o ha smarrito l’SMS o l’email in cui era presente il codice.

Basterà accedere alla nuova applicazione attiva sul sito, inserendo il codice fiscale, le ultime 8 cifre della tessera sanitaria e la data dell’evento che ha generato la certificazione verde (data dell’ultima vaccinazione o del prelievo del tampone o, per le certificazioni di guarigione, la data del primo tampone molecolare positivo).

Senza Green pass niente sport

Addio agli sport al chiuso, niente piscina o palestra per chi non ha il Green pass (in realtà è così già da un po’ di tempo). Al massimo sport all’aperto e comunque da soli.

In alternativa, sarà possibile andare in bici, a fare una corsa o ad allenarsi al parco ma non si potrà accedere alle strutture al chiuso. Per gli amanti del calcio, ad esempio, niente partite allo stadio. Dovranno restare a casa a guardarle in tv. Vietato l’accesso senza Green pass a stadi e palazzetti dello sport.

Non è richiesta, invece, l’esibizione della certificazione verde anti Covid negli uffici pubblici e negli studi privati, come nel caso di studi legali e commercialisti, ma anche nei supermercati, nelle farmacie, nei negozi e nei centri commerciali. Deroga anche per gli studenti nelle scuole: per loro niente certificato verde, per gli universitari sì. Gli unici esenti dal Green pass sono gli under 12 e i cittadini a cui non può essere somministrato il vaccino per motivi di salute comprovati.

Quanti sono ancora i lavoratori italiani senza Green Pass da vaccino?

Sono 3,3 milioni i lavoratori italiani senza neanche una dose di vaccino che da venerdì 15 ottobre dovranno procurarsi il Green Pass per lavorare. L’obbligo di legge impone loro di vaccinarsi o di avere l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti.

Di questi lavoratori senza certificato verde, due milioni e mezzo sono dipendenti: 344 mila nel pubblico e 2,2 milioni nel privato. E 740 mila autonomi: professionisti, partite Iva, collaboratori. Il numero è frutto di stime, confermate in parte anche dal governo, ma l’entità preoccupa. Sia perché la capacità italiana di processare tamponi – tra laboratori e farmacie – arriva al massimo a 500 mila test al giorno. Sia perché non tutto è pronto, in vista di venerdì. A cominciare dai controlli.

Quelle già scaricate dalla piattaforma nazionale gestita dal ministero della Salute sono 93 milioni, di cui 70 milioni da vaccinazione (e dunque a lunga scadenza), 2,1 milioni da certificato di guarigione (valide sei mesi) e quasi 20 milioni da tampone (valide solo 48 ore). Naturalmente ad ogni Green Pass non corrisponde una testa perché una sola persona può averne scaricati diversi, ma è comunque una cifra notevole. A tirare la volata Lombardia su tutti (16 milioni), e poi Veneto, Lazio e Campania con il più alto numero di persone munite di Green Pass.

Quindi, per il 165 ottobre, quanti dei 3,3 milioni di lavoratori senza vaccino riusciranno a procurarsi in tempo un Green Pass da tampone?

Come riportato da Repubblica, laboratori di analisi e farmacie segnalano già liste di attesa di giorni.

Difficile, anche per i più volenterosi, programmare in tempo utile un tampone ogni 48 ore e questo potrebbe provocare situazioni di grande criticità in aziende, uffici privati e pubblici.

Un problema, quello del tampone che potrebbe portare a uno stallo nei servizi essenziali. Sono 18 mila ad esempio, i poliziotti che non hanno potuto o voluto vaccinarsi.

“Ad oggi – la denuncia di Domenico Pianese, segretario del Coisp – la Polizia di Stato conta 80 mila vaccinati e 18 mila poliziotti che non hanno potuto o voluto vaccinarsi e che saranno obbligati a fare i tamponi ogni 48 ore. La Polizia ha 1.300 siti in Italia in cui si devono organizzare i controlli: è inaccettabile che a 3 giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass per i luoghi di lavoro, non siano state ancora emanate le linee guida“.