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Funivia Gran Sasso, si riapre a fine mese in attesa della neve

Gran Sasso, la funivia riapre a fine mese dopo la manutenzione. Tutto pronto per ripartire con la stagione invernale dopo il blocco conseguente la pandemia.

La funivia del Gran Sasso riapre a fine ottobre dopo i lavori di manutenzione ordinaria.

A dirlo, intervistato dal Capoluogo, il presidente del Centro turistico Gran Sasso, Dino Pignatelli. Una riapertura che arriva dopo un periodo dedicato alla preparazione della stagione invernale; oltre alla manutenzione per la funivia, anche i lavori nelle strutture ricettive.

Gran Sasso, funivia chiusa e restyling dei servizi

“La funivia del Gran Sasso era chiusa dal 4 ottobre per la consueta interruzione, indispensabile per consentire al personale di eseguire quegli interventi di manutenzione periodica e controlli ordinari necessari a garantire la massima sicurezza ed efficienza dell’impianto, come già avvenuto a maggio prima dell’inaugurazione della stagione estiva”, ha ricordato Pignatelli.

funivia del gran sasso
funivia del gran sasso

“Si spera davvero che possa essere una grande stagione invernale, dopo i numeri, molto incoraggianti, della scorsa estate. Siamo pronti per lavorare in serenità e in sicurezza, seguendo le linee guida dettate dal protocollo per la riapertura degli  impianti sciistici , dopo 2 stagioni praticamente cancellate dall’emergenza Covid”.

Tra le linee guida dettate del Governo, servirà il Green Pass anche per lo sci. Per chi non è vaccinato c’è l’obbligo di tampone molecolare negativo valido per 72 ore. Solo a questa condizione il prossimo inverno ci sarà lo sci, non come nella scorsa stagione.

funivia del gran sasso

Le regole sono quelle che già valgono per i trasporti a lunga percorrenza e per i luoghi pubblici e che dal prossimo 15 ottobre entreranno in vigore anche per i luoghi di lavoro.

Sempre in un’ottica di rilancio del turismo invernale sul Gran Sasso, è stato presentato ieri il progetto per il recupero e il restauro dello storico albergo di Campo Imperatore, dove fu imprigionato e poi liberato dai tedeschi Benito Mussolini. 3,8 milioni l’importo dei lavori, per un complesso in grado di offrire, oltre agli 80 posti letto previsti e ad un totale rinnovamento della parte impiantistica, anche spa, piscina, zona relax e sala lettura.

Campo Imperatore, come sarà l’hotel prigione di Mussolini

Un’altra novità per il Gran Sasso riguarda la nuova gestione dell’Ostello Lo Zio. Come anticipato dal Capoluogo, l’ostello più alto d’Europa ha un nuovo padrone di casa.

Le chiavi dell‘Ostello Lo Zio vanno a un gruppo di imprenditori di Paganica, Di Nardo e Volpe, molto conosciuti in città in quanto titolari di due imprese che operano nel campo dell’edilizia. Dopo quattro anni di gestione da parte dei fratelli Mancini si apre una nuova epoca per l’ostello in quota punto importante di riferimento a Campo Imperatore.

Restano senza gestori Fontari e Cristallo, la cui gara è andata deserta. Per quest’ultima struttura, che dà il benvenuto ai visitatori del Gran Sasso, in quanto a una manciata di passi dalla funivia e accanto a tutte le altre attività ricettive il nuovo bando aveva stabilito un periodo di tempo più lungo rispetto a quelli concessi negli anni passati per chi decide di prendere le strutture in gestione. Nove anni anni questa volta, ma la gara è andata nuovamente deserta.

Intanto il CTGS “ringrazia le numerose persone che hanno visitato la stazione durante l’estate e dà appuntamento agli appassionati della montagna alla prossima stagione invernale”, ricordando che è in corso la prevendita degli abbonamenti stagionali.

Gran Sasso: i numeri dell’estate

Sono stati 27mila i biglietti staccati in funivia a luglio e agosto, mesi di maggiore affluenza. Lo scorso anno, nello stesso periodo, sono state registrate 36mila presenze.

Nelle due stagioni estive segnate dall’emergenza Covid e dai conseguenti distanziamenti, la montagna, con i suoi sentieri e spazi aperti è stata una meta gettonatissima. Ma di mezzo, si sa, c’è stato anche un inverno difficile in cui le chiusure non hanno fatto bene all’indotto della montagna fatto di scuole sci, attività ricettive, hotel e rifugi, bersagliati dalle restrizioni e, nella peggiore delle ipotesi, chiusure totali.

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