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Ponte Belvedere, inizia la demolizione: le modifiche alla viabilità e le info utili

L'AQUILA - Scatta l'ora X per il Ponte Belvedere. Dopo le operazioni preliminari, inizia la demolizione. Sgombero temporaneo al civico 29.

L’AQUILA – Scatta l’ora X per il Ponte Belvedere. Dopo le operazioni preliminari, inizia la vera e propria demolizione. Tutte le informazioni utili.

Domani, giovedì 30 settembre, l’amministrazione comunale dell’Aquila consegnerà il cantiere per la demolizione del ponte di Belvedere. Lo rendono noto il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore alla Ricostruzione pubblica, il vice sindaco Raffaele Daniele.

Modifiche alla viabilità.

Contestualmente, a partire da domani e fino al 29 ottobre, via Fontesecco – tratto compreso tra via XX settembre e via degli Ortolani – sarà chiusa al transito delle auto. Sarà ristretta la carreggiata di via Persichetti, nella parte in prossimità del ponte di Belvedere, con istituzione di un divieto di sosta con rimozione su entrambi i lati della strada. Nell’ordinanza, pubblicata sull’albo pretorio on line del Comune, è previsto che i soli mezzi impiegati nei cantieri della ricostruzione post sisma possano raggiungere la zona di via Sallustio percorrendo viale Duca degli Abruzzi, via Roma, via Bafile, piazza Santa Margherita (detta piazza dei Gesuiti) e via Camponeschi. Dalle 6 di domani, 30 settembre, alle 24 del 29 ottobre sarà vietata la sosta con rimozione su entrambi i lati di via Buccio di Ranallo. Mezzi della ricostruzione a parte, il provvedimento suggerisce dei percorsi alternativi per raggiungere la zona di via Sallustio per il resto del traffico veicolare. In particolare, sarà possibile percorrere corso Federico II, piazza Duomo e via Marrelli, oppure viale Giovanni XXIII, via Fonte Preturo, via delle Carceri, piazza Angioina, via Angioina imboccando da qui via Sallustio. In uscita, invece, da via Sallustio si potrà passare per via Patini verso piazza Duomo, oppure per via Marrelli, piazza Palazzo, corso Principe Umberto e via San Bernardino, oppure ancora per via Buccio da Ranallo, via Fonte Preturo e viale Giovanni XXIII.

MAPPA VIABILITA’ ALTERNATIVA VIA FONTESECCO

Sgombero temporaneo al civico 29.

Con altra ordinanza (anch’essa pubblicata sull’albo pretorio on line) è stato disposto lo sgombero temporaneo di 40 appartamenti del fabbricato che si trova al numero civico 29 di via Fontesecco, situato proprio al di sotto del ponte di Belvedere. “Si tratta di ovvie ragioni di sicurezza – hanno osservato il sindaco Biondi e il vice sindaco Daniele – l’ordinanza decorre da domani, ma le famiglie interessate sono già state tutte sistemate in alloggi del progetto Case o in strutture ricettive. Potranno rientrare nel giro di 10-15 giorni, allorché saranno terminati i lavori di smontaggio della campata del ponte che sovrasta il palazzo e comunque quando saranno ristabilite le piene condizioni di sicurezza, ma, a richiesta, tenendo conto degli inevitabili disagi che comporta un cantiere di quelle proporzioni, gli appartamenti del Case saranno disponibili per quelle famiglie che vorranno soggiornare fuori delle loro abitazioni fino alla fine dei lavori di ricostruzione del ponte”.

Lo smontaggio e il posizionamento del nuovo ponte di Belvedere sono stati affidati all’associazione temporanea di imprese Edimo-Todima. La struttura che prenderà il posto di quella attuale sarà un ponte “strallato”, caratterizzandosi come un forte segno distintivo della città ed una vera e propria piattaforma aerea di belvedere. L’importo del progetto è di circa 5 milioni e 200mila euro, di cui 200mila euro circa per la demolizione.

La città ha vinto un’altra sfida – hanno commentato il sindaco Biondi e il vice sindaco Daniele – nel giro di 8 mesi, se non emergeranno situazioni imprevedibili, saranno finalmente ricucite due ampie aree del centro dell’Aquila attraverso una struttura moderna e all’avanguardia. Il tutto nella massima sicurezza, anche per il futuro. Siamo in presenza di una delle grandi opere che avevamo promesso agli aquilani e abbiamo mantenuto l’impegno”.

Ponte Belvedere, i lavori.

Quindi il vecchio Ponte Belvedere ha ormai i giorni contati. L’opera fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, con il vicesindaco con delega alla Ricostruzione pubblica, Raffaele Daniele, procede quindi secondo programma. Con la conclusione delle operazioni preliminari, infatti, domani – giovedì 30 settembre – avverà la consegna del cantiere per la vera e propria demolizione dell’infrastruttura per far posto al progetto firmato dall’archistar Michele Mele, l’artefice del cosiddetto “Ponte dei Primati” e che sarà realizzato, tra abbattimento e ricostruzione, dalla RTI formata dalle imprese aquilane Taddei Spa e Todima srl, che hanno presentato una proposta con Integra del professor Marco Petrangeli – uno dei leader mondiali nella costruzione di ponti – e con Casarchitettura, amministrata dall’architetto Luca Carosi.

Le operazioni preliminari sono iniziate alla fine di agosto, e sono andate avanti non senza complicazioni. Infatti è stato necessario disboscare l’area della zona via Persichetti, operazione non preventivabile in quanto la stessa zona non si poteva ispezionare nella fase di sopralluogo. Sempre durante le operazioni preliminari, è stato necessario dismettere i sottoservizi ancora presenti, benché non in funzione, rimuovere la pavimentazione stradale in asfalto, e staccare il doppio strato di guaina bitumata.

ponte belvedere lavori

Domani, invece, inizia la fase di svaro, che – salvo imprevisti – dovrebbe durare circa 25 giorni. In questa fase saranno utilizzate tre gru che procederanno al vero e proprio smontaggio del ponte e la sua collocazione a terra. Le operazioni sono tutt’altro che semplici, in quanto non ci sono gli spazi fisici per ruotare il ponte, una volta staccato, per poi posizionarlo a terra. La lunghezza del ponte, infatti, è tale che potrebbe andare a impattare contro gli edifici circostanti. Da qui la necessità di utilizzare tre gru: due per sollevare il ponte e una per dividerlo, per poi ruotarlo in sicurezza. Le operazioni dureranno 25 giorni e poi si passerà alla fase di ricostruzione, per la quale i tempi maggiori saranno necessari per la fabbricazione della nuova infrastruttura.

Ponte Belvedere, in arrivo tre gru per lo svaro

Intanto sono state avviate le pratiche per lo sgombero temporaneo del civico 29. Durante i lavori, infatti, gli inquilini del palazzo sotto al Ponte Belvedere, su richiesta potranno essere ospitati presso i Progetti CASE del Comune dell’Aquila, in attesa del completamento della fase più delicata dei lavori per cui si è reso necessario lo sgombero. La Giunta comunale ha approvato lo schema di ordinanza di sgombero, ma senza l’indicazione di una data specifica. Lo sgombero infatti scatterà appena sarà necessario.

Come sarà il nuovo Ponte Belvedere?

IlCapoluogo.it lo aveva chiesto direttamente all’architstar Michele Mele.

Michele Mele, chi è l’ingegnere del Ponte Belvedere

“Sarà come una piattaforma aerea. Ho voluto scegliere un’opera che avesse leggerezza, senza appesantire quell’ambiente, di per sé un vero belvedere. La struttura è semplicissima, con una superficie che si ‘lascia vedere’ semplicemente attraversandola. Senza il bisogno di stare a cercare la posizione adatta per vedere questo o quel particolare del Ponte”.

Parola d’ordine semplicità per il nuovo Ponte Belvedere?
“Assolutamente sì. La semplicità è bellezza. Perché le strutture sono creature, organismi come noi. Se io disegno e faccio vivere una costruzione con logicità di comportamento strutturale, quella costruzione starà bene nel tempo. Non potrà stare bene, al contrario, se la costringo a comportamenti innaturali. Ovviamente il Ponte Belvedere dovrà prevedere uno specifico piano di manutenzione, a prescindere dalla durabilità della struttura stessa”.

Che vita avrà il Ponte?
“Si progetta per un ciclo di vita di cento anni, lo dice la legge. Poi se il ponte è ben progettato dura anche di più, purché sia mantenuto correttamente. Non esistono opere eterne. Si parla di ponti romani in vita, ma ne saranno rimasti veramente pochi sulla totalità di quelli storicamente costruiti. Ci vogliono criteri precisi di manutenzione su queste strutture. L’opera sarà difficilmente aggredibile e facilmente ispezionabile. Questo è il mio primo criterio di progettazione. Se riusciremo anche a rendere il Ponte intelligente, allora, la struttura sarà ancor più all’avanguardia“.

Cos’è un ponte intelligente?
“È un Ponte che racconta minuto per minuto la sua vita, cioè come si sente. Se sta bene, se sta male, se ha qualche acciacco e dove. In una stanza con dispositivi di controllo, in pratica, si accenderebbe una luce rossa ogni volta in cui c’è qualcosa che non va. Così si potrebbe monitorare continuamente lo stato della struttura. Per rendere Ponte Belvedere uno Smart Bridge bisogna lavorare tecnicamente e utilizzare alcuni strumenti ad hoc. Riusciremo a farlo, però, solo se potremo aggiungere qualcosa in più all’importo di spesa previsto per i lavori“.

Michele Mele, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni per 34 anni all’Università Sapienza di Roma, ha progettato due ponti strallati in Italia. Strallati cioè in sospeso, in cui l’impalcatura è retta da una serie di cavi. Si tratta del Ponte sul Fiume Tevere e di quello sul Garigliano. Ha eseguito, inoltre, numerosi progetti di verifica statica, non solo in Italia. Conosciuto come l’artefice del Ponte dei Primati – per la costruzione del Ponte sul Po, 1° ponte al mondo progettato per la sostenibilità – è anche il padre della progettazione del Ponte Flaiano a Pescara. Attualmente Presidente e Direttore Tecnico della Società Breng Engineering, Michele Mele è considerato fra i maggiori esperti in campo internazionale per le strutture in acciaio e, in particolare, per i ponti metallici di media e grande luce, nonché per le strutture in zona sismica.

Si è parlato di somiglianza con lo stile Calatrava, in considerazione della semplicità e della linearità della struttura. È così?
“La mia è una concezione architettonica razionalistica. Il bello si raggiunge con l’armonia e una struttura deve avere anche un comportamento fisico idoneo. Un uomo sta bene se ha una postura corretta, perde l’equilibrio o è scomodo se assume una postura scomposta. Così è per le strutture. La mia impostazione progettuale prevede la creazione di strutture che si inseriscano armonicamente nell’ambiente. Non realizzo strutture che sembrano antenne, ma preferisco altezze modeste. Nel caso specifico di Ponte Belvedere, soprattutto, ci sono famiglie che abitano intorno al Ponte, quindi a maggior ragione bisogna avere rispetto per questi residenti e per l’ambiente che ospiterà il ponte. Calatrava cerca la forma per stupire, io ho un’impostazione opposta: non cerco di stupire ma di creare cose che si guardino con piacere e che durino nel tempo”.