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Sistema Gran Sasso, corsia unica lungo il Traforo: i problemi da risolvere

L'AQUILA - Secondo appuntamento con l'approfondimento sul sistema Gran Sasso. Perché si continua a percorrere il Traforo su un'unica corsia? I problemi da risolvere per tornare alla normalità.

L’AQUILA – Secondo appuntamento con l’approfondimento sul sistema Gran Sasso. Perché si continua a percorrere il Traforo su un’unica corsia? I problemi da risolvere per tornare alla normalità.

“Non tutte le volte che venivano effettuati i lavori si sentiva cattivo odore, ma tutte le volte che si sentiva cattivo odore stavano effettuando lavori”. Così terminava la prima parte dell’approfondimento del Capoluogo.it relativo al Sistema Gran Sasso, con il delicato equilibrio tra Traforo, Laboratori e Autostrade. Gli episodi – ricordati da fonte verificata e attendibile – risalgono agli anni 2016/2017, quando si sono registrati cattivi odori provenienti dall’acqua potabile. Le analisi hanno escluso qualunque ipotesi di inquinamento o rischio legato al consumo umano di acqua, essendo i parametri di potabilità sempre nella norma, ma restava il fastidio di un odore poco gradevole che saltuariamente veniva fuori dalle tubature. Per questo i tecnici della GSA hanno voluto vederci chiaro, anche a seguito di una curiosa coincidenza. Il cattivo odore, infatti, arrivava con i lavori di manutenzione dell’autostrada. O meglio, ci spiegava la nostra fonte, “non tutte le volte che venivano effettuati i lavori si sentiva cattivo odore, ma tutte le volte che si sentiva cattivo odore stavano effettuando lavori”.

Sistema Gran Sasso, la messa a norma rischia di far sprecare acqua

Da lì una serie di analisi fatte nei periodi in cui il fenomeno non si presentava e anche a cavallo delle chiusure del Traforo per lavoro. Le analisi, pur con parametri di potabilità nella norma ed escludendo quindi qualunque forma di inquinamento e rischi per il consumo umano, rilevarono modifiche a determinate qualità organolettiche (odore e sapore) dell’acqua. In particolare, fu riscontrata una alterazione del parametro chimico del “Toluene”, seppur in quantità minime ed entro i limiti di legge. Essendo il “Toluene” elemento estremamente volatile dei diluenti per vernici, la GSA imputò il tutto ai periodici lavori di verniciatura effettuati all’interno del traforo, con particolare riferimento alla segnaletica orizzontale. Lavori indispensabili a dare luminosità (e quindi sicurezza) alle gallerie. Da qui una serie di diffide e comunicazioni interne tra GSA e Strada dei Parchi, che da parte sua sottolineava, tra le altre cose, come “da oltre 10 anni SdP adotta identici prodotti”, “la quantità di toluene per metro lineare di striscia segnaletica è sicuramente irrilevante a fronte della portata degli acquedotti”, per cui “non è assolutamente possibile dimostrare un nesso di causa/effetto tra i lavori svolti […] e la presenza di toluene nelle acque”.

La serie di botta e risposta ha naturalmente interessato anche Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, in risposta alla nota della GSA ha tirato in ballo anche le Procure di Teramo e L’Aquila. L’ufficio ispettivo del Ministero, in particolare, nella sua nota di riscontro invitava la concessionaria autostradale a “verificare con dovizia di particolari” i rilievi della GSA, “attuando ogni iniziativa utile ad eliminare eventuali contaminazioni dei parametri chimici del bacino acquifero del Gran Sasso”. E in considerazione dei “toni accusatori” degli stessi rilievi, “le attività autorizzate con prot. 12359 del 7/7/2017 di questo Ufficio dovranno ritenersi sospese fino a quando non saranno chiarite le responsabilità denunciate dalla Società Gran Sasso“.

Da qui, la sospensione dei lavori. Non potendo più effettuare determinati lavori di manutenzione, però, non era più possibile garantire la sicurezza nel percorso all’interno del traforo alle normali velocità. Di conseguenza, la necessità di chiudere una corsia, prevedendo limiti di velocità adeguati.

La messa in sicurezza del Sistema Gran Sasso, quindi, servirà a ripristinare anche la normale percorribilità del traforo, prevedendo importanti lavori che isolino totalmente le condutture principali dalla sede autostradale. Non si tratterà però soltanto di chiudere i “punti di contatto” tra strada e condutture, come possono essere le botole presenti nei pressi delle colonnine SOS, che portano direttamente alle stesse condotte, servirà un’imponente opera di impermeabilizzazione, con nuovi canali realizzati con materiali adeguati. Un’opera che richiederà tempo e soldi.

Nel frattempo il traforo resterà transitabile solo a corsia unica e a bassa velocità. A meno che qualcuno non riesca a dimostrare inequivocabilmente che i lavori di manutenzione e la presenza di toluene nell’acqua non siano correlati, in modo che il Ministero possa revocare la sospensione delle autorizzazioni per poi procedere nuovamente con le operazioni di manutenzione.

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