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Alex Tucci, nato per correre con la testa e con il cuore

"Una sfida si vince solo con la determinazione". Alex Tucci, l'ultratrailer di Atessa si racconta al Capoluogo.

Alex Tucci, l’ultratrailer di Atessa si racconta al Capoluogo.

Esattamente dieci anni fa Alex Tucci gareggiava per la sua prima gara. Oggi si prepara alla sua prima 100 miglia in occasione della Tuscany Crossing.

Alex Tucci

Alex Tucci è un ultratrailer di Atessa con la passione per le sfide e la montagna.
Impronunciabile durante tutta l’intervista il termine “limite” che per Alex è più di un tabù. “Ciò che muove tutto sono cuore e testa” – dice convinto sia l’Alex trentunenne sia quello corridore. La determinazione è fondamentale tanto da abbattere qualsiasi affaticamento fisico: “Lo abbiamo visto grazie alle Paralimpiadi che hanno dato al mondo intero una grande lezione di vita: non mollare mai e aggiungere di volta in volta un pezzetto in più al percorso che una persona decide di fare in ogni ambito della vita”.

Il Cammino di San Tommaso, le maratone in Nuova Zelanda, i trail sulle Alpi Orobie sono tra le manifestazioni che Alex porta nel cuore. “L’adrenalina è al massimo in quei giorni, l’atmosfera meravigliosa e indimenticabile in quelle giornatea cui prendono parte decine e decine di paesi di tutto il mondo. Anche questa carica ti dà la forza di guardare al futuro augurandoti altri anni così pieni di sport e sfide”.

Alex Tucci

Un’attenzione particolare per il tuo progetto personale Mare Amaro. E’ stato un grande regalo al tuo Abruzzo.
“La sfida è stata attraversare l’Abruzzo in un giorno, correre a piedi, in solitaria, attraverso i miei luoghi del cuore”. Alex ha realizzato il sogno di collegare mare-montagna-mare in un solo giorno percorrendo 120 chilometri con un dislivello positivo di tremila metri.
“Volevo mostrare a tutti quanto sia bello l’Abruzzo e che è vero che abbiamo tutto: mare e montagna a poca distanza”.

Facciamo un salto nel passato. Com’è cominciata questa passione per la corsa?
“Devo ringraziare il fatto che durante gli studi all’università ero ingrassato. Ai tempi odiavo la corsa, ma poi cominciai a corricchiare per perdere peso. Cominciai per caso con una gara di dieci chilometri a Canosa Sannita e poi non mi sono più fermato. Mi sono spinto sempre oltre, a poco a poco, secondo i miei ritmi e allungando le distanze”.

E i trail in montagna?
“La passione per la montagna l’ho sempre avuta, per me è sempre stata un punto di riferimento e poi è diventata passione. Forse proprio la mia montagna mi ha spinto a tornare a casa quando ero fuori per lavoro. Su una spiaggia della Cambogia spinto dalla nostalgia ho disegnato le curve della Majella e da lì ha preso forma nella mia testa il progetto Mare Amaro”.

Questo sport è totalizzante? Si può dire che fa a pugni con la vita privata?
“Esatto, ma non sono d’accordo su tutto perché mi ritengo molto fortunato. Ci sono sacrifici da fare per conciliare tutto, l’attività di famiglia dove lavoro e i miei affetti. Mi alleno di sera tardi e nei weekend, giorni in cui concentro il massimo del mio allenamento soprattutto ora che mi preparo da mesi per la Tuscany Crossing”.

Fortunato, hai detto…
“La mia compagna e la mia famiglia che mi incoraggiano sempre e che amano quello che faccio. La mia compagna, quasi moglie, non mi ha mai limitato anzi mi incita e mi aita durante le mie competizioni. Questa è la mia fortuna”.

Il tuo motto?
“Mai rimandare ciò che si vuole fare, domani non sai se avrai ancora tempo a disposizione. La vita è ora!”