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Alba Silvani, prosegue a L’Aquila la protesta della maestra senza Green pass

Alba Silvani porta a L'Aquila la sua protesta contro il Green pass. Per l'insegnante di Collarmele potrebbe scattare la sospensione dal posto di lavoro.

Prosegue e si sposta a L’Aquila la protesta di Alba Silvani, la maestra di Sulmona senza green pan che nei giorni scorsi ha intrapreso anche lo sciopero della fame contro l’obbligo del certificato verde a scuola.

Alba Silvani, docente di ruolo alla scuola materna di Collarmele, non ha potuto accedere a scuola perchè sprovvista di green pass. Non vuole vaccinarsi, “non mi fido di questo vaccino”, ha dichiarato ai microfoni del Capoluogo. L’insegnante è finita alla ribalta della cronaca nazionale per questa sua protesta contro l’obbligo del Green pass.

A scuola senza Green Pass, resta fuori un’insegnante di Sulmona

“Considerato che il 92 per cento degli insegnanti è già vaccinato ritengo ingiusto che dobbiamo essere in qualche modo obbligati, allontanati dalla scuola e dai posti di lavoro, venendo meno ai principi su cui si fonda la nostra Costituzione”, chiarisce.

Anche sul tampone Alba Silvani ha dei dubbi: “l’obbligo del tampone imposto ogni 48 ore, non solo è fortemente invasivo e insostenibile sia sul piano sanitario che economico, ma rappresenta una discriminazione rispetto ad altre categorie che possono entrare a lavoro senza nessun obbligo di green pass”.

Su quest’ultimo passaggio le cose stanno cambiando in queste ore: il Green Pass, obbligatorio fino ad ora per alcune categorie lavorative, come anticipato dal Governo, sarà allargato sia al pubblico che al settore privato, non si ottiene solo con il vaccino: basta anche un tampone negativo effettuato 48 ore prima o la negativizzazione dal Covid.

alba silvani

Dal 15 ottobre quindi bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dalla malattia per entrare negli uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti.

Per chi si presenterà al lavoro senza saranno previste multe dai 400 ai 1.000 euro. Non sarà, invece, possibile licenziare ma scatterà la sospensione dal lavoro e dallo stipendio dopo cinque giorni di assenza ingiustificata nel settore pubblico e dopo tre nel privato.

L’insegnante entro questa settimana dovrà comunque prendere una decisione dal momento che sono già passati 4 giorni dal mancato rientro a scuola.