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L’Aquila città dello sport, la nota del Passo Possibile

L'Aquila città dello sport: per il Passo Possibile, "la gestione dell’intero sport cittadino appare, in realtà, diversa e molto più nebulosa".

Nell’ottobre 2020, quando l’Aquila venne “scelta” CITTA’ EUROPEA DELLO SPORT 2022, l’Amministrazione comunale mostrò “grande soddisfazione per il risultato acquisito grazie agli enormi sforzi portati avanti dalla stessa nel potenziare e valorizzare l’impiantistica sportiva sull’intero territorio comunale”.

E’ trascorso un anno, è notizia di ieri dell’insediamento del comitato organizzatore per l’evento, ma la gestione dell’intero sport cittadino appare, in realtà, diversa e molto più nebulosa di quanto la maggioranza di governo cittadina auspicasse allora e, peggio, voglia far credere adesso.

E’ quanto affermano in una nota congiunta i Consiglieri comunali de ”Il Passo Possibile” Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio , Americo Di Benedetto e il Presidente dell’Associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.

Nella futura citta’ dello sport 2022 è sotto gli occhi di tutti come molti degli interventi di riqualificazione degli impianti sportivi siano al palo, con incompiute che probabilmente non vedranno mai la luce ( un esempio su tutte il Palajapan ), alcune in via di ultimazione (?) chiuse da tempo immemore come il palazzetto Viale Ovidio, tante già esistenti e costrette alla chiusura di cui nessuno si accollerà gli oneri gestionali e manutentivi nemmeno con specifiche convenzioni (su tutte l’annosa vicenda di Verdeaqua come pure quella del Palazzetto di Piazza d’armi); in totale stato di abbandono lo Stadio Fattori, che ancor più della scarsa cura del manto erboso soffre della mancata manutenzione dell’intera struttura, Velodromo compreso, un intero complesso inutilizzato e ormai fatiscente, senza agibilità.

Come dimenticare, poi, la pista del Pattinaggio a San Sisto, meritevole di attenzione solo per le grandi occasioni e non per le esigenze quotidiane dei nostri giovani o lo Skatepark di Piazza D’Armi, dove non è mai stato ripassato lo strato protettivo sulla pista e privo di illuminazione o la pista di “Pumptrack” per le Mountain bike, il cui cantiere è fermo da diversi mesi. Come non menzionare la situazione degli impianti sciistici, croce e delizia del territorio ….

Si pensi a come, nella futura citta’ dello sport 2022, una normale società dilettantistica, per esempio di Pallavolo, che voglia svolgere la propria attività (ufficialmente e non ) abbia solo due possibilità sull’intero territorio: la palestra dell’Oratorio Don Bosco e il Palazzo dello Sport di Paganica: si immagini l’enorme richiesta avanzata alle due strutture evidentemente impossibilitate, loro malgrado, a poter accogliere tutte le Società richiedenti ospitalità.

E lecito chiedersi: perché i previsti interventi sugli impianti sportivi dell’Aquila e delle frazioni – per lo più finalizzati al completamento di campi da gioco, palestre e centri polifunzionali – finanziati con i 1,275 milioni di euro stanziati dalla Legge regionale 41/2011 sono, nella maggior parte dei casi, non iniziati o inspiegabilmente fermi ?

E’,poi, notizia di ieri, con riferimento al bando “Fondo Sport e Periferie 2020” – il cui obiettivo era la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, specie dopo le forti criticità legate alla pandemia, nonché di miglioramento della qualità urbana proprio attraverso la promozione di attività sportive – che la maggior parte delle proposte di intervento da finanziare avanzate da Associazioni e altri soggetti proponenti dell’Aquila e del circondario sono state quasi tutte rigettate.

Su tutte desta scalpore proprio l’inammissibilità della domanda avanzata direttamente dal Comune dell’Aquila per il rifacimento del Campo da Calcio di PAGANICA e ritenuta inidonea a seguito di istruttoria tecnico-amministrativa, nello specifico per “mancanza della dovuta verifica preventiva e della validazione del livello di progettazione presentato (!): a differenza di tante altre realtà abruzzesi finanziate a pioggia, L’Aquila non c’è.

Non per caso, quindi, le Società sportive spesso sono costrette ad andare avanti solo grazie alla generosità dei propri sostenitori o con lo sforzo di tanti ex atleti o appassionati, per lo più autofinanziandosi, i cui sacrifici, non bastevoli al giorno d’oggi per gestire strutture e impegni, meriterebbero maggiore attenzione e supporto proprio per l’importanza educativa, sociale e inclusiva che lo sport ha nei processi formativi dei giovani.

Il solo pensare che una città debba fare delle cose per i suoi cittadini perché è stata nominata “Città di qualcosa” è oltremodo svilente.

Un’Amministrazione attenta non è quella che lavora per organizzare l’evento di turno in sé, che inizia e finisce, magari colmandone le lacune organizzative all’occorrenza, bensì quella che agisce quotidianamente con una visione strategica che sia funzionale a programmare al meglio il futuro della città, nello sport come in ogni ambito – concludono i rappresentati de “Il Passo Possibile”.