Quantcast

Eutanasia legale, la spinta della firma digitale: boom di adesioni

Impennata di firme con l'introduzione della novità sulla firma digitale. Superato l'obiettivo delle 500 mila firma già da settimane: verso una primavera di Referendum?

È passata quasi in sordina la notizia della firma digitale per la raccolta firme sull’Eutanasia Legale: raccolta finalizzata all’indizione di un Referendum che porti la legge dello Stato a non considerare più un omicidio la morte indotta.

Ora, però, visti i risultati che la firma digitale – introdotta appena due mesi fa – sta facendo registrare: è impossibile, infatti, non notare la grande risposta portata proprio dall’innovazione tecnologica, anche nel campo della partecipazione democratica. Fino ad ora, del resto, in Italia era possibile firmare solo a penna, intercettando i banchetti diffusi nelle piazze italiane: ora lo si può fare da ogni luogo, anche dal divano di casa, soprattutto grazie allo Spid, il sistema pubblico di identità digitale.

“Una piccola grande rivoluzione per i diritti politici dei cittadini”. Così l’ha definita Riccardo Magi, presidente di +Europa. È bastata questa introduzione, infatti, e la campagna referendaria per legalizzare l’Eutanasia ha subito una forte accelerazione. L’obiettivo delle 500mila firme è stato abbondantemente superato. Ora destino simile sta avendo anche la proposta di referendum sulla legalizzazione della cannabis, lanciata lo scorso 11 settembre. Già ben oltre le 300mila firme raccolte.

Relativamente alla raccolta firme sull’Eutanasia Legale già a metà agosto erano state raggiunte le 500mila firme, necessarie per chiedere il voto referendario. Un segno chiaro del nuovo corso dei tempi e del fatto che anche le battaglie politiche, quindi, vivono la loro stagione social: godendo di nuove possibilità che facilitano e velocizzano la partecipazione di tutti, nessuno escluso.