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Primo giorno di scuola a L’Aquila, Biondi agli studenti: Non lasciatevi rubare i vostri sogni

Il messaggio del sindaco Biondi, per l'inizio del nuovo anno scolastico: "Gli amici ritrovati, gli zaini pieni di libri e di sogni, la generosità dei docenti, la disponibilità del personale vi accompagnino nella vita, quale ricordo di un tempo che vi scalderà per sempre l’anima".

È partito ufficialmente l’anno scolastico 2021 – 2022 anche a L’Aquila. Il messaggio di auguri del sindaco Pierluigi Biondi rivolto a tutti gli studenti.

Care ragazze e cari ragazzi,

Carpe diem, cogliete l’attimo, rendete straordinarie le vostre vite!”. Pur essendo una citazione oggetto di culto nel Novecento, resta splendente nell’immediatezza e universalità del messaggio, perché ci racconta che la scuola è e deve essere il baricentro di una comunità sana, ci indica la strada maestra della conoscenza, della bellezza dello studio per la propria crescita. E le vostre vite saranno straordinarie perché la scuola, liberata – come tutti ci auguriamo – dal giogo dell’emergenza sanitaria, potrà tornare ad essere luogo di vita e culla dei vostri sogni. Perché i sogni, “fanno un po’ paura agli adulti – ha detto Papa Francesco in occasione di un incontro con i giovani – forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare, forse perché i sogni mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni”.

L’Aquila, si torna sui banchi: le emozioni del primo giorno di scuola

Nel romanzo, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Alessandro D’Avenia, nato professore, scrive che una vita senza sogni è come un giardino senza fiori, per poi aggiungere che una vita di sogni impossibili è come un giardino di fiori finti. Questo per dire che i sogni non possono rimanere tali, devono trasformarsi in progetti e per questo hanno anche bisogno di superare ostacoli e affrontare difficoltà, per ottenere la credibilità che meritano. È a questo punto che entra in gioco la Scuola e il suo non facile ma strategico ruolo teso a supportare i ragazzi a dare forma ai loro progetti di vita, potendo contare sul sapere, miniera inestimabile e inesauribile dell’umanità.

In questo lunghissimo periodo di didattica a distanza, quello che è mancato tra le mura delle scuole è stato il rumore dei vostri cuori, la freschezza delle vostre menti, l’ansia palpabile per il compito in classe, il sentire non sempre positivo verso gli insegnanti, le piccole e grandi incomprensioni tra i banchi, gli amori appena nati, le delusioni sempre in agguato. Nell’uomo evoluto si è rivelato importante l’“intorno” in cui si apprendeva: poteva essere una foresta, una caverna, una capanna, un portico, un cortile, un chiostro, una basilica, un’abbazia. Per tutti noi, oggi deve tornare ad essere l’edificio scuola, così carico di memoria di vite e di sogni, così semplicemente stupefacente nella sua missione educativa.

Mai avreste pensato che vi potesse mancare tanto! Credo che questo periodo, così fortemente segnato dalla pandemia, possa aiutarci a rivalutare valori, affetti, luoghi. A comprendere che una società complessa come l’attuale, le sue conquiste intellettuali e fisiche, possano essere messe in crisi da un…batterio. Ma oggi, 13 settembre 2021, la riapertura delle scuole rappresenta un segnale di speranza verso una vita di relazioni sia pure con le distanze precauzionali che si accorceranno sempre di più – grazie anche alla campagna vaccinale – sino a farci ritrovare la bellezza di abbracci, baci, carezze…

La Scuola, care ragazze e ragazzi, è un fantastico mondo e oggi si può tornare a varcarne il portone e ad assaporarne di nuovo i riti della campanella, dell’intervallo, della mano alzata.

Gli amici ritrovati, gli zaini pieni di libri e di sogni, la generosità intellettuale dei docenti, la tradizionale e mai scontata disponibilità del personale tecnico-amministrativo e ausiliario vi accompagnino nella vita quale ricordo di un tempo che vi scalderà per sempre l’anima.