Quantcast

Leonardo De Amicis, L’Aquila e la Perdonanza meritano rispetto!

"Penso di aver fatto qualcosa di bello per L’Aquila e per gli aquilani, insieme alle tante persone che hanno lavorato all'organizzazione della Perdonanza. Invece qualcuno è arrivato con la ruspa, cercando di distruggere tutto". Parla il Maestro Leonardo De Amicis

Il maestro Leonardo De Amicis, direttore artistico della Perdonanza da 4 anni, è sorpreso della polemica innescata da qualche consigliere comunale di minoranza rispetto al programma della 727esima Perdonanza.

“Penso di aver fatto qualcosa di bello, insieme alle tantissime persone che hanno lavorato all’organizzazione e che hanno partecipato come ospiti alla Perdonanza. Invece qualcuno è arrivato con la ruspa, cercando di distruggere tutto“, dice a Il Capoluogo, Leonardo De Amicis.

“Non mi interessa l’aspetto politico, ma la trasparenza nella comunicazione e nell’informazione. Quando si parla di cifre bisogna elencare quelle giuste. Dire che la Perdonanza sia costata 1 milione e 751mila euro, affiancando ai costi le foto dei Big ospitati, distorce la realtà dei fatti. Si crea una lettura falsata che va a discapito della città. Il costo reale della Perdonanza, nella sua parte artistica – tra big, artisti, ballerini, autori, orchestra – è stato di circa 400mila euro, IVA inclusa e si parla di oltre 250 persone coinvolte – ha spiegato il Maestro De Amicis in una lunga intervista in esclusiva -. Un costo, tuttavia, ben distante dalle cifre che si leggono ed è, comunque, ridotto rispetto al valore dell’offerta culturale proposta, frutto di un lavoro di sei mesi. Il mio lavoro. Gli artisti hanno aderito ad un progetto ben preciso e molti di loro lo hanno fatto pro bono. Come Renato Zero, Riccardo Cocciante, Gianluca Ginoble, Bianca Guaccero… Molti altri artisti, invece, hanno aderito a cachet ultra ridotto, qualcuno addirittura a rimborso spese”.

“È chiaro – continua De Amicis – che ci siano costi richiesti dalle strutture e da ulteriori servizi, ma perché conteggiarli tra le spese e gli eventi della Perdonanza? Per fare un esempio, tutti gli eventi culturali dell’estate aquilana hanno usufruito dei palcoscenici allestiti. Riportare cifre inesatte, nella fretta di lanciare un attacco politico, induce i lettori all’errore, arrecando danni alla città. In questo modo, purtroppo, si chiudono le porte a chiunque voglia fare qualcosa di buono per la stessa città e a chi abbia già provato a farlo”.

Riguardo alla partecipazione degli artisti quest’anno sul nutrito calendario della Perdonanza Celestiniana, De Amicis ha precisato: “I nomi che si sono alternati sul palco della Perdonanza sono quelli di chi sceglie di venire a L’Aquila aderendo a un progetto artistico ben definito. Per questa ragione, gli artisti arrivano tre giorni prima e partecipano alle prove. Gli spettacoli in programma, infatti, non sono mai a caso: sono studiati, organizzati, preparati. C’è anche chi resta in città quando il concerto salta, per recuperarlo. Come Gigi D’Alessio, che non ha avuto alcun rimborso extra. Sono artisti di grande volontà e non sarebbero tenuti a fare tutto questo. Nonostante ciò, questa buona volontà viene taciuta da alcune affermazioni tendenziose.

“I bilanci – aggiunge il maestro De Amicis – si fanno alla fine ma, soprattutto, si fanno completi. Per un bilancio completo, qualcuno si è chiesto quanto ha fruttato la Perdonanza agli aquilani? Dopo aver conteggiato le spese, qualcuno ha preso in considerazione il ritorno economico e di immagine per L’Aquila? Questa Perdonanza ha dato risalto nazionale alla città, contribuendo a rilanciarne l’immagine complessiva. Il nostro lavoro, del resto, ci porta a gestire denaro pubblico. Attività che, con il Comitato Perdonanza, si svolge con grande attenzione e rispetto, sforzandoci di cercare e di ottenere partecipazioni e disponibilità da parte di grandi artisti. Si evitino, dunque, analisi frettolose e sommarie“.

“Viva la trasparenza nell’informazione, ma allora andrebbe anche detto che, per il quarto anno consecutivo, ho diretto la Perdonanza gratuitamente, perché in questa città c’è anche chi vuole essere presente e fare cose belle. Gli aquilani non meritano informazioni poco veritiere. Io ho cercato di costruire, una piccola parte della città cerca di distruggere, incurante del fatto che L’Aquila sia uscita dal buio. Dal sisma, dal lockdown… Investire sulla cultura non vuol dire buttare soldi, vuol dire risanare, cementare le comunità. Vogliamo parlare del messaggio partito dal capoluogo d’Abruzzo, ovvero quello di sostegno a una delle categorie più sofferenti del lockdown? I lavoratori dello spettacolo, della cultura che proprio qui hanno trovato sostegno, comprensione e che questa nostra terra prendono a esempio per la capacità di rialzarsi e diventare protagonista”.

“Così vengono ripagati gli artisti? Come viene riconosciuto il talento e l’impegno dei ragazzi del Conservatorio dell’Aquila, che hanno lavorato 10 ore al giorno? Si sarebbero, forse, aspettati un applauso per il lavoro svolto, perché di lavoro si tratta. Loro che non hanno dovuto lasciare L’Aquila per sperimentare la loro professione ai massimi livelli. Hanno avuto l’opportunità di farlo qui, davanti la Basilica di Collemaggio. E quanti giovani sceglieranno di studiare a L’Aquila in ragione di questa opportunità? Perché tentare di distruggere l’immagine di una città tanto bella? Che peccato! Non ho letto critiche costruttive, né proposte alternative. Mi sembra, invece, che gli aquilani siano orgogliosi, entusiasti e soddisfatti del livello di questa Perdonanza. Forse basterebbe semplicemente chiedere a loro. È bello trovare finalmente L’Aquila fiorente, gioiosa ed accogliente e non più distrutta. Non si tocchi l’Anima della Perdonanza, né una città ripartita con vigore e già dentro grandi prospettive!“.