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SS80 Cermone, troppi incidenti e progetto ancora bloccato: arriva soluzione provvisoria

SS80 incrocio Cermone, problema sicurezza Da anni bloccato il progetto per realizzare uno svincolo che adegui la viabilità nella zona: verso un adeguamento provvisorio

SS80: incrocio Cermone, incontro sindaco Biondi con sindaco Pizzoli e Anas. Da troppo tempo il progetto per realizzare uno svincolo è bloccato, verso una soluzione di adeguamento temporaneo.

A pochi giorni dal grave incidente stradale sulla SS 80 in cui ha perso la vita un giovane ciclista il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha incontrato Antonio Marasco, responsabile della Struttura territoriale Anas Abruzzo e Molise, competente per la gestione dell’arteria stradale, e Giovannino Anastasio, sindaco di Pizzoli, sul cui territorio ricade l’area del Cermone, in cui si è verificato il sinistro.

Il progetto – che risale addirittura al 2012 – prevedeva la realizzazione di uno svincolo per rendere più sicura la circolazione nella zona, ma era stato bloccato dal Tar ad ottobre 2019. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dall’Anas contro il primo “NO” della Soprintendenza al piano presentato per adeguare il tratto.

Nella riunione, convocata per fare il punto sulle ipotesi di messa in sicurezza dell’incrocio, è stato ricostruito l’iter relativo alla viabilità della zona, per il cui miglioramento erano disponibili sia un finanziamento sia un progetto. La Soprintendenza, dopo un primo parere positivo, emise un diniego alla realizzazione delle opere, diniego sostenuto da motivazioni molto deboli a seguito della segnalazione presentata dall’associazione Italia nostra che, di fatto, bloccò l’avvio dei lavori.

Congiuntamente si è convenuto di valutare la possibilità di procedere con una soluzione provvisoria per l’adeguamento dell’intersezione esistente, per la quale andrà redatta specifica progettazione e reperiti fondi.

L’intervento dovrà essere calibrato sul solo sedime stradale esistente, in maniera ridotta rispetto alle originarie previsioni su cui la Soprintendenza ha negato espressamente l’autorizzazione. E ciò proprio al fine di non sottoporre l’opera, volta alla tutela degli utenti, a valutazioni di soggetti terzi. L’auspicio è che enti e istituzioni coinvolte facciano tesoro di quello che è solo l’ultimo, tragico, episodio registrato in una zona altamente frequentata da auto, mezzi pesanti e mezzi a due ruote, avendo ben chiaro il principio per cui la tutela ambientale non può prescindere da un tema determinante per le comunità come quello della sicurezza stradale.