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Produzioni del territorio

Zafferano dell’Aquila Dop, l’arte dell’oro rosso: il Consorzio per la Tutela fa squadra tra i coltivatori

Bulbi in prestito oggi, per avere più zafferano domani. È la missione rinnovata dal Bando "Banca dello Zafferano 2021", chiuso da poco. Il progetto e l'attività del Consorzio per la tutela dello Zafferano dell'Aquila DOP.

Bulbi in prestito oggi, per avere più zafferano domani. È la missione rinnovata dal Bando “Banca dello Zafferano” che, anche quest’anno, ha voluto promuovere la coltivazione dello zafferano dell’Aquila DOP.

Un progetto che porta la firma del Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP e della Cooperativa “Altopiano di Navelli”, con il prezioso contributo di Tindora Cosmetics.

In risposta alla netta diminuzione registrata negli ultimi anni nel campo della produzione di zafferano dell’Aquila, il bando – chiuso da poco anche per il 2021 – si propone di sostenere la produzione, di tutelare il prodotto – fortemente identificativo per tutto il territorio aquilano – di evitare la cessione di bulbi al di fuori del territorio regionale, per contrastare le produzioni concorrenti favorendo la produzione autoctona, e di trasmettere ai giovani la cultura dello zafferano. Una cultura che si rifà alle disposizioni del disciplinare dello Zafferano dell’Aquila DOP.

zafferano dell'aquila dop

Un obiettivo condiviso e promosso dal Consorzio per la Tutela dello Zafferano e dalla Cooperativa Altopiano di Navelli e continuamente sostenuto da Tindora Cosmetics

“Da anni – ci spiega Massimiliano D’Innocenzo Presidente del Consorzio – cerchiamo, con la nostra attività, di favorire l’insediamento di nuovi impianti produttivi, in particolare da parte di giovani produttori nell’area geografica definita dal Disciplinare dello Zafferano dell’Aquila DOP. Il bando, che viene rinnovato ogni anno, persegue l’obiettivo di creare una vera e propria Banca dello Zafferano che abbia come risorsa i bulbi presenti sul territorio, promuovendo costantemente nuovi impianti di produzione. Quindi, annualmente, concediamo a titolo di ‘prestito d’onore’ un quantitativo di bulbi ad un massimo di 10 beneficiari.

Un incentivo, allora, destinato soprattutto ai giovani: tra i requisiti per poter partecipare, infatti, è prevista un’età inferiore ai 45 anni.

zafferano
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Zafferano dell’Aquila DOP, D’Innocenzo traccia un bilancio dei risultati che il progetto sta riscuotendo in questi anni.

Il bando era stato lanciato la prima volta nel 2015, dall’associazione Le vie dello Zafferano, in collaborazione con il Consorzio e la Cooperativa. Il progetto, poi, è stato rilanciato dal Consorzio due anni dopo, nel 2017. Il Consorzio si è appoggiato alla Cooperativa, che produce zafferano da ormai quasi 50 anni e che conta, sul territorio, circa 80 soci dell’area DOP. Dal 2017 in poi, il progetto è decollato, pur senza contare sull’apporto di contributi esterni di enti territoriali. Nel tempo, tuttavia, ha guadagnato l’apporto di alcuni contributi privati, come  Banca di Credito Cooperativo, che ha finanziato il bando per un anno, e Tindora Cosmetics, che continua a sostenere l’iniziativa.

zafferano dell'aquila dop

D’Innocenzo ricorda: “Il minimo storico – sia come zafferano prodotto sia come numero di produttori ufficiali di Zafferano certificato – è stato toccato proprio nel 2016/2017. Si è deciso quindi di finanziare questo bando, con bulbi destinati a chi non avesse mai fatto prima una produzione certificata di zafferano. La zona interessata è quella dello Zafferano DOP, che comprende 13 Comuni da Navelli a L’Aquila.

“Ai beneficiari, poi – una volta concessi i bulbi –  facciamo anche una sorta di affiancamento, anche se solitamente sono persone già preparate in merito all’attività. Gli mostriamo, ad esempio, come si piantano i bulbi, come si raccolgono i fiori di zafferano…insomma cerchiamo di essere dei tutor sulle principali attività pratiche e anche burocratiche, poiché fare domanda per ottenere la certificazione per questa coltivazione prevede un iter non semplicissimo”. 

zafferano dell'aquila dop

Un’attività promozionale e di supporto che si affianca alla vera funzione del Consorzio cioè quella di “tutelare la denominazione dello Zafferano dell’Aquila DOP. Vigiliamo sul fatto che il marchio ufficiale venga utilizzato solo da quei coltivatori che ricadono nell’area compresa dal Disciplinare aquilano. Una tutela che non interessa, quindi, un singolo produttore, ma che riguarda tutti coloro che intraprendono questa pregiata coltivazione nell’aquilano”. Il Consorzio collabora, inoltre, con l’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio, che organizza il corso: “Coltiva lo zafferano”.

“Non facciamo sentire soli i nuovi coltivatori – conclude Massimiliano D’Innocenzo – Per questo è stato anche creato un gruppo whatsapp per condividere le prime esperienze di raccolta dei fiori. Gruppo grazie al quale si è creato grande entusiasmo. Cerchiamo di sostenere tutti, senza mettere alcun paletto allo svolgimento dell’attività e alla produzione. Il nostro obiettivo è tutelare la produzione certificata, la nostra eccellenza, fidelizzando i nuovi arrivati, attraverso un rapporto di fiducia per crescere insieme”.

 

 

 

 

 

 

Credits Foto Giada Paolucci

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