Quantcast

Afghanistan, quel pasticciaccio americano: il tenente colonnello Scheller si dimette

Afghanistan, effetto Kabul: il comandante Scheller si dimette. "Abbiamo incasinato tutto", il video postato sui social e il malcontento tra i soldati americani.

AFGHANISTAN – Tra i soldati americani c’era malcontento, la ritirata da Kabul non è stata gestita bene, anzi malissimo. Ma di chi le colpe?

Negli Usa alcuni autorevoli commentatori se la prendono direttamente con Biden o con il Segretario di Stato per avere ignorato le segnalazioni sulla incapacità del governo afghano di resistere all’avanzata dei talebani in Afghanistan. Ma c’è anche chi chiama direttamente in causa i vertici militari per non aver consigliato una ritirata organizzata. È il caso del tenente colonnello della marina, Stuart Scheller, comandante di battaglione, che sui social ha chiamato in causa i suoi superiori per aver evacuato la base aerea strategica di Bagram Airfield.

ritirata kabul Afghanistan

Questo il video postato sui social dal tenente colonnello Schiller.

“Non sto dicendo che dobbiamo essere in Afghanistan per sempre, ma sto dicendo: qualcuno di voi ha messo il proprio grado sul tavolo e ha detto ‘hey, è una cattiva idea evacuare Bagram Airfield, una base aerea strategica, prima evacuiamo tutti‘ ”. Ha chiesto il tenente colonnello della Marina Stuart Scheller, nel video del 26 agosto, condiviso su Facebook e LinkedIn.

“Qualcuno l’ha fatto? – ha aggiunto – E quando non hai pensato di farlo, qualcuno ha alzato la mano e ha detto ‘abbiamo completamente incasinato tutto?”. 

Il giorno seguente, Scheller ha condiviso un altro post su Facebook annunciando di essere stato sollevato dal comando.

Nessuno ha detto o fatto nulla. Il suo messaggio ha ricevuto migliaia di visualizzazioni e, probabilmente, rappresenta anche lo stato d’animo di molti militari.

Lo testimonia la dichiarazione del portavoce del corpo dei marines, maggiore Jim Stenger, che – oltre a comunicare la rimozione dell’ufficiale per “la perdita di fiducia nelle sue capacità di comando” – ammette che tra i militari c’è discussione, ma questa deve avvenire nelle chat dedicate a questo e non sui social.

Ma Scheller aveva messo in conto la sua rimozione annunciando le sue dimissioni e la voglia di servire l’America in un altro modo. Ma resta la frustrazione per quella resa dopo 20 anni di guerra. Una frustrazione che va oltre le voci di dissenso uscite allo scoperto, come quella dell’ufficiale rimosso.

Un problema che l’America di Biden deve affrontar,e così come fu in passato per la resa a Saigon. Una sconfitta che peserà su futuro elettorale della presidenza Usa.

 

 

Foto Ansa