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Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto, 5 anni dal sisma ma un solo anno di ricostruzione: i lavori

Cinque anni dopo quel maledetto 24 agosto 2016. Il punto sulla ricostruzione dei tre Comuni più colpiti: Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, con la frazione cancellata di Pescara del Tronto.

Amatrice e Accumoli in provincia di Rieti, Arquata del Tronto in quella di Ascoli, sono i comuni che hanno sofferto le vittime, 299, e i maggiori danni in conseguenza della scossa del 24 agosto 2016, di magnitudo 6.0, con la distruzione dei centri storici dei capoluoghi e di moltissime frazioni.

La ricostruzione dei tre Comuni è stata avviata solo nel corso dell’ultimo anno, a conclusione di percorsi estremamente complessi. Prima la perimetrazione delle aree, dove in virtù dei danni è apparsa subito chiara la necessità di una programmazione urbanistica della ricostruzione, poi l’avvio dei Piani attuativi, che vi provvedono, ma che sono strumenti molto dettagliati ed hanno percorsi lunghi di redazione, approvazione ed attuazione. C’è stata, inoltre, la necessità di fare studi approfonditi sulla natura del terreno, soprattutto ad Arquata, nella frazione di Pescara del Tronto, prima di immaginare ogni possibilità di reinsediamento.

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Tutti e tre i Comuni hanno scelto nell’immediato la strada dei Piani Attuativi, anche se a luglio del 2020, quando sono stati introdotti con Ordinanza i Programmi Straordinari di Ricostruzione – strumenti più snelli e flessibili ma comunque efficaci per dettare le regole generali, – nessuno di loro aveva concretamente avviato le procedure. I PSR, dunque, sono stati adottati dalle tre amministrazioni come strumenti per anticipare, laddove possibile, i contenuti dei Piani e per individuare le opere prioritarie ed essenziali per la ricostruzione privata, grazie alla possibilità di ricorrere per la loro attuazione alle Ordinanze Speciali in deroga che sono state puntualmente adottate.

Allo stato attuale la ricostruzione procede, in questi tre Comuni, in modo differenziato.

Quello di Amatrice ha subito i maggiori danni al patrimonio edilizio privato e pubblico, con 848 edifici con danno lieve e 3.485 con danno grave censiti dalle schede Aedes e Fast dopo il sisma, ed un livello di distruzione che in alcune frazioni è stato rilevato al XI grado della scala Mercalli, catastrofico.

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Al 30 giugno scorso erano state presentate all’USR Lazio 718 richieste di contributo di ricostruzione, 286 per i danni lievi e 432 per quelli gravi (34% e 12% del totale dei danni lievi e gravi censiti). Di queste richieste 301 sono state approvate, con la concessione del contributo, e 115 edifici, con al loro interno alcune centinaia di unità residenziali, sono già stati completati e consegnati. Amatrice si pone così al quarto posto assoluto nella graduatoria dei comuni del cratere per importo dei contributi concessi, con 126 milioni di euro (208 quelli richiesti con le domande presentate ed in istruttoria), dopo Tolentino, Norcia e Ascoli Piceno.

Ad Accumoli si registra la situazione più complessa, con pochissime domande di contributo presentate ed accolte. Sono 38 sui 234 censiti per i danni lievi e 75 sui 1.371 registrati come danni gravi dopo il sisma, con percentuali pari al 16 e al 5%. I contributi concessi ammontano a 22 milioni di euro, i cantieri già portati a termine sono appena 16. Anche ad Accumoli si sta procedendo con i Piani attuativi e la redazione del Programma Straordinario di Ricostruzione.

Ad Arquata del Tronto è in corso l’iter di approvazione dei Piani Attuativi e, dopo la consultazione della popolazione, l’amministrazione comunale ha definito le possibilità di delocalizzazione di una parte delle abitazioni della frazione di Pescara del Tronto, interamente distrutta. Nel comune di Arquata si sono registrati 294 edifici inagibili con danni lievi, per 60 dei quali è stata presentata la richiesta di contributo (20%), e 1.776 edifici con danni gravi, per i quali sono state presentate 122 domande (7%). Le richieste approvate sono 134 con la concessione di 62,4 milioni di euro di contributi, che pongono Arquata all’ottavo posto della graduatoria. I cantieri conclusi sono 48.

L’Ordinanza Speciale per Amatrice prevede sia interventi propedeutici alla ricostruzione privata del centro storico sia opere necessarie per la ripresa della vita sociale e culturale della città per un totale di oltre 48 milioni di euro.

Del primo gruppo di opere fanno parte 8 interventi: il Municipio, la Torre Civica, i sottoservizi del centro storico (articolati in due interventi), la viabilità di servizio, la chiesa di Sant’Agostino, la chiesa di San Francesco, la chiesa di Santa Maria del Suffragio. Del secondo gruppo di opere fanno parte altri 8 interventi: il Centro servizi del Parco Nazionale, compresi l’ostello e il centro espositivo (ex convento di San Francesco), il Centro Convegni (ex chiesa di San Giovanni), il Centro culturale (ex Chiesa di San Giuseppe), il Centro della Musica (ex chiesa di Santa Maria di Porta Ferrata), il Museo Civico “Cola Filotesio” (ex chiesa di Sant’Emidio), il Museo della Ricostruzione nell’ex cinema teatro Garibaldi, la chiesa dell’Immacolata e la chiesa del Santissimo Crocifisso. A coordinare gli interventi, che necessitano di un alto livello di sinergia tra ricostruzione pubblica e privata, l’USR Lazio, individuato anche come soggetto attuatore.

Oltre alla realizzazione di alcuni interventi indispensabili nel centro storico e nelle frazioni, l’Ordinanza per Accumoli stabilisce uno stretto e costante coordinamento della ricostruzione privata con quella pubblica, affidato al sub commissario, al Comune e all’USR Lazio.

Tra le opere da realizzare ci sono il rifacimento del Palazzo del Podestà e della Torre Civica, il nuovo edificio comunale, i sottoservizi nel centro storico, la delocalizzazione del centro polifunzionale, il ponte sul Tronto nella frazione Fonte del Campo, la messa in sicurezza dei dissesti idrogeologici nelle frazioni di Illica, Roccasalli e Villanova ed il ripristino della viabilità in alcune altre frazioni. Le somme impegnate con l’Ordinanza ammontano a 29 milioni di euro, dei quali 26 aggiuntivi rispetto agli stanziamenti precedenti.

Oltre al ripristino delle opere pubbliche funzionali nel centro storico, quasi completamente raso al suolo dal sisma, nell’Ordinanza per Arquata si prevede il ricorso alla ricostruzione pubblica.

Sarà quindi il Comune a definire le aree e gli edifici da ricostruire secondo un progetto unitario che tenga conto della stretta correlazione con le numerose opere pubbliche da realizzare. Tra queste il ripristino della viabilità, i terrazzamenti del centro storico, il recupero della Rocca, del Palazzetto dello Sport, il rifacimento del municipio e di diversi edifici pubblici. Le opere previste dall’Ordinanza ammontano a 18 milioni di euro, ma se ne identificano già alcune altre, per un importo di ulteriori 28 milioni, per le quali viene intanto finanziata la progettazione.

 

 

Foto di Ansa