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Sant’Emidio, il santo vescovo protettore contro i terremoti

Ricorre oggi Sant'Emidio, protettore contro i terremoti: devoti a lui soprattutto i territori di Ascoli Piceno e dell'Aquila. Il contributo di Mauro Rosati, dell'Archeoclub L'Aquila

Sant’Emidio (Santu Middiu), o Sant’Emigdio (Emygdius), originario di Trèviri (Trier, odierna Germania – Land di Renania-Palatinato), è considerato il primo Vescovo di Ascoli Piceno, città in cui gode di particolare venerazione ancor di più dopo che il capoluogo piceno uscì sostanzialmente indenne dalla forte sequenza sismica che sconvolse Umbria, Marche e Abruzzi tra il 1702 e il 1703.

Sant’Emidio è contitolare della Cattedrale di Ascoli Piceno, intitolata a Maria “Madre di Dio”.

Patrono di Ascoli e della sua Diocesi, compatrono di Napoli, patrono di Città di Castello e di tante altre località, in un Paese, come l’Italia, che è in gran parte sismico.

Soltanto negli Abruzzi, il culto di Sant’Emidio è attestato in almeno 161 tra città e borghi.

sant'emidio

Sant’Emidio nell’Annunciazione del veneziano Carlo Crivelli. Il Santo vescovo è visibile a sinistra, accanto all’arcangelo Gabriele.

Proprio dopo il grave terremoto del 02/02/1703, il culto di Sant’Emidio si diffuse anche ad Aquila e nel suo Contado provenendo dalla vicina Ascoli Piceno.

Una tradizione popolare riportata da Quirino Bernardi nel suo studio sulla toponomastica storica aquilana (1961), narra che tutti gli Ascolani che si trovavano ad Aquila durante il terremoto del 1703 rimasero illesi, e per tale motivo furono essi stessi tra i promotori del culto come ex voto. Gli Aquilani stessi si recarono in pellegrinaggio ad Ascoli Piceno presso la tomba del Santo.

Il culto di Sant’Emidio divenne molto popolare nella nostra città e nel nostro territorio, tanto che la città di Aquila gli dedicò un altare civico all’interno della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio (oggi Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio): l’altare fu realizzato in un posto di particolare importanza, ossia sul lato (testata) nord del transetto del Duomo, dove l’altare si trova tutt’oggi; lato del transetto rimasto in piedi anche dopo il crollo avvenuto a seguito del sisma del 2009.

Alla riscoperta della Cattedrale di San Massimo

Almeno fino alla prima metà del Novecento, la ricorrenza di Sant’Emidio veniva celebrata ad Aquila con una processione, come attestato anche da fotografie d’epoca.

Il culto di Sant’Emidio si diffuse anche nel Contado aquilano: raffigurazioni del Santo si trovano, ad esempio, nelle chiese parrocchiali di Onna e di Coppito, entrambe intitolate a San Pietro Apostolo. Sant’Emidio è presente anche nell’onomastica stradale aquilana.

A L’Aquila – infatti – è intitolata a Sant’Emidio una piazza nel cuore del quartiere di Santanza (Sant’Anza), appena fuori le Mura, a poca distanza dalla Rotonda e dall’adiacente Largo Salvo D’Acquisto. Il quartiere fa parte della storica località di Sant’Anza, la quale comprende un territorio che raggiunge a nord i confini con Collebrincioni e che fu tra i castelli fondatori di Aquila, e la cui parrocchia intra moenia (dentro le Mura) divenne la chiesa di San Nicola d’Anza, oggi in abbandono e bisognosa di recupero e di rifunzionalizzazione.