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Dry needling, la Asl 1 precisa: prestazione non ambulatoriale

Dry needling a L'Aquila: dopo l’intervista al dottor Pierfrancesco Fusco, le precisazioni della Asl 1 sulle modalità di somministrazione deL trattamento. "No terapia convenzionata dalla Asl".

Dry needling: le precisazioni della Asl 1 dopo l’intervista al dottore Pierfrancesco Fusco, anestesista operante presso il reparto di Terapia del Dolore dell’ospedale San Salvatore.

Il termine dry needling si riferisce al fatto che, nel trattamento del dolore e delle disfunzioni miofasciali, vengono utilizzati aghi sterili e monouso senza la somministrazione di alcun medicinale. Il Dry Needling trae le sue origini dall’osservazione clinica e da alcuni studi sul trattamento infiltrativo dei trigger points che nel tempo hanno evidenziato come il rilassamento non dipendesse tanto dalle sostanze iniettate, ma dall’accuratezza con cui venivano inseriti gli aghi nell’area interessa dal dolore.

dry needling

Nell’intervista dell’1 luglio scorso il dottor Fusco spiegava come il dry needling, ovvero la tecnica dell’ago “a secco” fosse una delle terapie per curare “alcune patologie come fibromialgia, cefalee, dolori dorsali, lombagie, mal di schiena, lombosciatalgia e anche alcune forme di artrite. Con questa tecnica vengono disattivati i trigger points (punti di innesco) miofasciali, responsabili di tensioni e contratture muscolari che limitano i movimenti e causano dolore”.

Dry needling, a L’Aquila la fibromialgia si cura con un ago a secco

In riferimento all’articolo, la Direzione della ASL 1 Abruzzo ha precisato quanto segue: “la tecnica di dry needling è da annoverare tra le tecniche non convenzionali e pertanto, come precisato dal Prof. Franco Marinangeli, Direttore dell’UOC di Anestesia, Rianimazione, Terapia del Dolore e Cure Palliative e responsabile dell’Unità di Terapia del Dolore, non è possibile erogare le prestazioni di dry needling all’interno degli ambulatori di Terapia del Dolore della ASL, trattandosi di ambulatori del sistema sanitario regionale che devono attenersi all’erogazione delle prestazioni previste nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), cioè solo prestazioni che abbiano dato prova di evidenza scientifica e siano annoverate in uno specifico elenco (nomeclatore regionale). Il dry needling non rientra tra le tecniche che abbiano dato prova di efficacia e, per quanto attiene specificatamente la fibromialgia, si tratta di una patologia complessa multifattoriale, in cui la letteratura scientifica consiglia, al fine di mitigare i sintomi e di ridurre la disabilità che essi determinano, un approccio interdisciplinare, basato quindi sull’interazione di più specialisti”.

“L’ambulatorio di Terapia del Dolore dell’Ospedale San Salvatore è aperto tutti i giorni per dare supporto a tali pazienti così come a tutti i pazienti affetti da dolore cronico, oncologico o non oncologico, nel totale rispetto della legge 38/2010, riguardante il “diritto a non soffrire”.

Laddove si tratti di pazienti non deambulanti, la stessa UOC garantisce visite specialistiche di terapia del dolore a domicilio sulla base di specifica richiesta del Medico di Medicina Generale”.