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Incendio a Pescara, il fuoco arriva sulla spiaggia

Inizia la conta dei danni causati dall'incendio: colpiti anche stabilimenti balneari. A Pescara situazione sotto controllo, ma ancora focolai in provincia.

PESCARA – Inizia la conta dei danni causati dall’incendio: colpiti anche stabilimenti balneari.

Dopo la bonifica andata avanti per tutta la notte, è ora sotto controllo la situazione nella zona di Pescara sud, interessata ieri da un incendio che ha devastato la Riserva Pineta Dannunziana, polmone verde della città. Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile hanno presidiato l’area durante la notte per monitorare eventuali focolai ed evitare che il rogo riprendesse. In provincia, però, è ancora emergenza: ai roghi già in corso, come quello più problematico di Farindola, se ne sono aggiunti altri, a Montebello di
Bertona, Castiglione a Casauria e Città Sant’Angelo. Le fiamme si sono spinte fino alla spiaggia, evacuata nel pomeriggio di ieri, mentre stamattina lo scenario che si sono trovati davanti i turisti è stato desolante.

Ombrelloni e palme chiuse, sdraio e lettini bruciati accatastati allo stabilimento balneare “Il Tramonto” di Pescara sud. Il titolare Aldo Schiavone piange e non si capacita di quanto accaduto. “Sembrava che ieri pomeriggio avessero lanciato una bomba atomica. Abbiamo 16 palme, un gazebo e un centinaio di lettini bruciati. Ieri ci sono state scene incredibili. Questo stabilimento è stato preso in pieno a differenza degli altri. Mio figlio Marco è andato ad aiutare le persone attorno e io sera è andato in ospedale. Credetemi è stata una giornata terribile e meno male che prima che arrivassero le fiamme avevamo fatto spostare le macchine. Chi non c’è stato non può credere a quello che è accaduto. Siamo riuscito a salvare il salvabile”. La bagnina dello stabilimento “Il Tramonto” Aurora Mariani ha aiutato le persone ad uscire dall’acqua e dalla spiaggia. “Erano da poco passate le 15.40. Ero dietro la torretta di salvataggio e ho visto la gente iniziare a scappare con la nube nera Abbiamo cercato di far uscire le persone senza accalcarsi anche se qualcuno è stato preso da attacchi di panico. Abbiamo visto bruciare la prima palma poi il fumo e il fuggi fuggi. Mai vista una cosa del genere“.

Intanto, sono arrivate le colonne mobili dei vigili del fuoco partite da Toscana e Lazio per supportare i colleghi abruzzesi,
alle prese con un’emergenza senza precedenti. A Pescara, dopo la giornata drammatica di ieri – 15 focolai in più punti della zona
Sud, con le fiamme che hanno raggiunto perfino la spiaggia – si è svuotato il PalaBecci, dove era stato allestito un posto medico avanzato ed un punto di prima accoglienza: le persone stanno gradualmente rientrando nelle case. È ora inizia la conta dei danni, mentre si indaga per far luce sulle cause del rogo.

Anche la zona sud dell’Abruzzo è stata colpita da incendi, da Ortona a Vasto, dove roghi sono divampati a ridosso della Riserva Naturale e in zona Belvedere.

A Ortona, dove sono in corso incendi lungo la statale 16 in località Peticcio, San Donato e vicino al cimitero canadese. Più
a sud continua a bruciare la pinetina di Rocca San Giovanni dove è in arrivo anche un elicottero per tutelare anche un deposito di carburanti Eni che si trova non distante. Fuoco anche a Fossacesia Marina, sempre sulla SS 16 e l’innesto della superstrada Val di Sangro e la parallela strada provinciale Pedemontana, già ampiamente colpite ieri con rischio di incendi anche di alcuni capannoni industriali. Ieri sera a Fossacesia Marina i lapilli dei cannneti bruciati sulla statale hanno raggiunto anche alcuni stabilimenti balneari, diversi ombrelloni a palmeto sono stati bruciati al Supporter Beach. Lambita dal fuoco anche la stazione ferroviaria di Fossacesia-
Torino di Sangro. Sono numerose le squadre dei vigili del fuoco impegnate. Roghi sulla dorsale costiera anche a Casalbordino e fino a Vasto, sempre con interessamento dei tratti sulla SS 16.

(Foto Il Fatto Quotidiano)