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Sì al vaccino Covid in gravidanza: “Servono chiarezza e una presa di posizione ufficiale”

Vaccino in gravidanza e allattamento: nessuna controindicazione anche se non c'è una linea univoca e ufficiale. L'intervista al ginecologo Alfonso Tiberi e al professore Franco Lisi.

Vaccino Covid in gravidanza e allattamento: sì o no? C’è un po’ di confusone in merito, districarsi e trovare una posizione ufficiale e univoca è praticamente impossibile.

Sono in tante le future mamme che hanno deciso di non sottoporsi all’inoculazione del vaccino durante la gravidanza per timore degli effetti collaterali, così come diverse future o neo-mamme pur avendo deciso di farlo, sono state scoraggiate dal ginecologo o dal medico di fiducia.

In ogni caso sul vaccino in gravidanza non ci sono espresse prese di posizione, tanto che la Società Italiana di Ginecologia e Ostetrica ha sottolineato a più riprese la necessità di una linea ufficiale da parte delle istituzioni sanitarie del Paese.

IlCapoluogo con il supporto di 2 esperti ha cercato di fare chiarezza e fugare dubbi in merito al vaccino in gravidanza: “non ci sono problemi e pericoli per mamma e feto. Il vaccino si può, anzi in alcuni casi si deve proprio fare”, questa la linea del dottore Alfonso Tiberi, ginecologo aquilano con esperienza ultra 30ennale, responsabile dei consultori assistenza area L’Aquila della Asl 1 e coordinatore di linea di attività consultoriale aziendale Asl 1 e del professore Franco Lisi, responsabile del centro riproduzione assistita dell’ospedale San Salvatore.

Alfonso Tiberi

Anzi, Lisi sottolinea come la ricerca della gravidanza, “non sia una controindicazione alla vaccinazione, non inficia la capacità riproduttiva o la fertilità. La donna che sta cercando di avere un bambino deve vaccinarsi, anche e soprattutto la donna che sta per sottoporsi o ha in programma un intervento per la riproduzione assistita”.

franco lisi

“Come prima cosa avremmo bisogno di una presa di posizione unica e ufficiale, indispensabile perchè ogni giorno esce una notizia diversa. Fondamentalmente risulta difficile prendersi una responsabilità in merito”, aggiunge Tiberi.

“La donna in gravidanza rientra comunque tra la popolazione fragile e per questo le indicazioni sono state di inserirla tra i prioritari.

“La gestazione così come l’allattamento sono dei periodi molto importanti e delicati. Una sperimentazione vera e propria sui vaccini non c’è stata, è mancato il tempo, ma sia L’Ema che le atre agenzie stanno tranquillizzando le donne: non sembra esserci nessun pericolo“.

Anche alcuni studi effettuati in America confermano le parole del dottor Tiberi: su 120 mila donne gravide che hanno ricevuto il vaccino non è stato riscontrato nessun effetto collaterale nè su di loro nè sul feto.

Il vaccino in gravidanza va somministrato tra la 12esima e la 27esima settimana. In allattamento invece, “non ci sono raccomandazioni specifiche, non essendo stati riscontrati problemi”,

Le donne che invece hanno avuto il Covid e si accingono ad allattare, possono differire la vaccinazione a 90 giorni dall’infezione

Quale vaccino fare? Le società che hanno valutato non lo specificano.

Pfizer e Moderna sono gli unici somministrati alle pazienti sotto i 50 anni, “bisogna sapere -chiarisce Tiberi – che non è possibile che i frammenti di Rna Messaggero possano trasmettersi al feto o passare attraverso il latte,”.

Il Center for diseases control and prevention praticamente ha sottolineato che i vaccini ad Mrna non interagiscono con il dna materno. “Il vaccino con vettore virale non replicante che utilizza un vettore attivato è stato già usato e somministrato in passato come nel caso dell’ebola. In considerazione di queste caratteristiche, non ci sono rischi nemmeno per i feti o i neonati. È evidente che per una risposta definitiva sia necessario un follow up più approfondito”.

donna gravidanza covid

“Ci sono comunque due ragioni perché le donne incinte dovrebbero sottoporsi all’inoculazione: prendere il virus potrebbe portare a delle gravi conseguenze a causa della ridotta capacità polmonare a causa dell’espansione e della pressione esercitata dall’utero. La seconda è l’indebolimento del sistema immunitario. Per questi fattori rischiano di contrarre il Covid in forma grave, con la possibilità di dover ricorrere alla ventilazione assistita”.

“Le donne in gravidanza sono quindi a rischio maggiore di sviluppar patologie gravi conseguenti al Covid, con rischi concreti anche di parto pre termine e taglio cesareo, insieme a gravi complicanze neonatali con la permanenza del feto in terapia intensiva”.

Ovviamente, sottolinea Tiberi, è fondamentale analizzare anche i fattori interni ed esterni: stili di vita, stato di salute, patologie pregresse come obesità, ipertensione o diabete o valutare anche l’ambiente della donna in gravidanza: “Ad esempio se cargiver o sanitario, over o under 35. Tutti fattori che incidono non solo sull’esposizione al virus, ma anche sulle conseguenze”.

Cosa dice l’Aifa sul vaccino in gravidanza

“I dati sull’uso dei vaccini anti COVID-19 durante la gravidanza e in allattamento sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi», è quanto si legge sulle Faq dell’Agenzia italiana del farmaco.

“In particolare, i vaccini non sono controindicati e non escludono a priori le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l’obesità, potrebbe renderle maggiormente esposte a rischi in caso di malattia COVID-19 grave“, conclude l’Aifa.