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Progetta, nasce un nuovo Movimento a L’Aquila: non chiamateci partito

Progetta, nasce a L'Aquila un movimento autonomo che si propone l'obiettivo di fare da collante tra la classe politica e i cittadini. "Staremo vicino alla gente, la ascolteremo e lavoreremo a testa bassa, affinché L'Aquila sia competitiva e attrattiva.

Progetta, nasce a L’Aquila un movimento autonomo che si propone l’obiettivo di “fare da collante tra la classe politica, presente e futura, e la esigenze della società” . “Staremo vicino alla gente, la ascolteremo e lavoreremo a testa bassa, affinché L’Aquila sia competitiva e attrattiva. Ma non chiamateci partito”.

Si è tenuta questa mattina la presentazione del nuovo Movimento Progetta a L’Aquila, nel rinato Circolo Aquilano, in centro storico. Una novità che nasce “dalla volontà di un ampio gruppo di cittadini che vogliono far sentire la propria voce, senza rivendicare posti, ruoli, né poltrone. Abbiamo raccolto consensi da prima che si definisse il movimento. Lo scopo principale alla base di Progetta è dare un indirizzo alla città, a L’Aquila. Io ne sarò il portavoce. Siamo un gruppo di professionisti interessati a lavorare per la città e per la sua comunità. Il nostro è un movimento aperto a tutti: chiunque può partecipare a prescindere dai colori politici. Questa la presentazione del giornalista Vittorio Perfetto, che ha poi lasciato la parola agli altri protagonisti di Progetta.

progetta

Tra questi, l’ex manager Asl1 ed ex Direttore generale Carispaq, Rinaldo Tordera, attualmente presidente dell’Accademia delle Belle Arti. “Vogliamo essere protagonisti del futuro della nostra città e ci impegneremo per aggregare al neonato movimento sempre più persone. La nostra città non deve essere isolata, ma merita di essere luogo di traino di tutta la provincia. Non è importante ciò che è successo prima, ma il domani. Un domani da sviluppare attraverso 4 linee guida: lavoro, economia, sanità, cultura/alta formazione. Il nostro territorio deve diventare economicamente competitivo. Abbiamo le idee molto chiare, per fare in modo che nei prossimi 5 anni si programmino scelte di visione e strategia. Progetta vuole diventare un interlocutore politico su progetti molteplici, che riescano ad ampliare i i soggetti economici della nostra terra”.

Proprio il nome di Tordera è stato più volte ipotizzato tra i papabili candidati del centrosinistra, motivo per il quale a domanda diretta della stampa, è stata la consigliera in quota FDI Elisabetta De Blasis – anche lei tra i coordinatori del Movimento – a precisare che: “Progetta non boccia assolutamente l’attività dell’attuale classe dirigente aquilana, lo testimonia la mia presenza qui oggi. La realtà è che ci si è impegnati a restituire alla cittadinanza una città ricostruita, sempre più smart e all’avanguardia. Mantenendo i canoni storici che rispecchiano da sempre L’Aquila. È chiaro però che è complicato portare avanti una ricostruzione salvaguardando in tutto e per tutto il tessuto sociale della città. C’è bisogno di stare più vicino e in mezzo alla gente, di ascoltarla. E bisogna, inoltre, puntare sulle nuove generazioni. Il nostro lavoro sarà fondamentalmente sulle giovani leve: investiamo sui giovani, sfruttando i molteplici progetti europei che si hanno a disposizione. Cercheremo di fare da collante tra la classe politico-amministrativa e la società civile”. Ha precisato il consigliere De Blasis che, in passato, ha sfiorato – in quota Lega – l’elezione al Parlamento europeo, prima di passare al Gruppo Misto e, in ultimo, a Fratelli d’Italia.

Anche Fabio Frullo, segretario generale della Confederazione generale sindacati autonomi lavoratori (Confsal), precisa la natura del Movimento Progetta. “Non si tratta di un partito politico né lo vuole diventare. Noi siamo mossi da altri obiettivi, quali quello di aggregare in questa città persone che ancora si domandano se c’è qualcosa che loro stesse possono fare per lo sviluppo territoriale. Persone che sono fuori dai partiti, ma che vogliono dire la loro. Ecco perché lavoreremo con progetti, studi, iniziative, proposte. Così ci caratterizzeremo. Dobbiamo ragionare in termini di sviluppo territoriale e di ricostruzione sociale e lo faremo con un gioco di squadra in cui non esiste leadership alcuna. Testa bassa e pedalare”.