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Scampata a tentato omicidio, voleva darmi fuoco non chiarire

Tentato omicidio: "ha tentato di darmi fuoco dopo avermi cosparsa di benzina". Parla la vittima.

Parla la donna vittima del tentato omicidio da parte dell’ex compagno. “Voleva darmi fuoco, non riappacificarsi con me”.

E’ stata cosparsa di benzina dalla testa ai piedi sull’uscio del suo appartamento. Un fatto di cronaca recente che ha lasciato senza parole amici e conoscenti della coppia.
La donna residente alle porte del centro di L’Aquila, a due giorni dell’accaduto, cerca di guardare avanti, ma con enorme difficoltà: “Ho avuto tantissima forza in quel momento” – racconta alla redazione de IlCapoluogo – “ma a ore di distanza realizzo e metabolizzo quanto di grave potesse accadermi. Quella forza se ne è andata via. Posso solo dire che le forze dell’ordine non mi hanno mai lasciata da sola e questo mi fa sentire al sicuro”.
Il fatto, raccontato dai giornali della città, risale allo scorso giovedì. E’ stato immediatamente arrestato un 43enne di origini macedoni, con l’accusa di tentato omicidio aggravato.
La donna, di origine romena e residente anche lei nel capoluogo d’Abruzzo, conosceva da tempo l’uomo. Un diverbio tra i due, dopo che la vittima scopre che l’uomo aveva già una famiglia, ha scatenato la follia dell’arrestato.
“Non è stato un appuntamento di chiarimento” – dichiara la donna che ha deciso di contattare la nostra redazione – “Non sono stata mai l’amante di nessuno, tantomeno la sua.  Lo volevo lasciare e lui non lo accettava”.
Messaggi, telefonate, comparsate a casa di notte e di giorno, “scenate di gelosia e tante bugie da coprire e nascondere, spesso anche con atteggiamenti possessivi”.
Un racconto con la voce rotta dal dolore e dalle lacrime: “In mano aveva una tanica da due litri di benzina che mi ha rovesciato addosso e nell’altra mano un accendino. Poteva essere questo un incontro per chiarire un diverbio?” – chiede la donna dopo le dichiarazioni del suo ex compagno.
“Ci tengo a precisare che non sono stata mai la sua amante” – ripete più volte. “Prima dell’accaduto sono stata contattata dalla figlia che aveva trovato il mio numero di telefono su un referto d’ospedale del padre. Non ne sapevo l’esistenza, non sapevo che il mio compagno, l’uomo con cui frequentavo i miei amici e mio fratello, con cui andavo nei centri commerciali della città, a cena nei locali del centro avesse una famiglia sua, per di più qui in Italia. Dall’inizio della nostra storia mi ha corteggiato in una maniera delicata che mai e poi mai mi avrebbe fatto pensare a un gesto simile. Lo stesso lo dicono i miei amici. Eppure aveva premeditato tutto”.

violenza sulle donne