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Green pass obbligatorio, ma c’è chi non può vaccinarsi: la denuncia di una futura mamma

Obbligo di Green pass, effetti collaterali. "Ho 30 anni e sono incinta. Non mi viene somministrato il vaccino, non posso scegliere liberamente se farlo o meno. Perché non posso andare neanche a mangiare una pizza o al cinema?".

Green Pass obbligatorio anche per andare a mangiare al ristorante, al cinema, per prendere il treno. Sono in tanti a preoccuparsi, cioè tutti quelli che non hanno potuto (e non voluto) fare il vaccino contro il Covid19. “Io, donna incinta, perché devo vedere limitate le mie libertà se il vaccino mi viene sconsigliato?”.

“Io ho compiuto da poco 30 anni e ho scoperto poco fa di essere incinta, con grande gioia mia e di mio marito.
Sto portando avanti la gravidanza da poco più di 2 mesi, continuando a lavorare come sempre e a darmi da fare! Per me, come per tutti, è stato un anno e mezzo da incubo: lontana dagli affetti, con la paura come ‘amica’ sempre presente. Poi i vaccini e la speranza di ritrovare un futuro. Arrivano, devo solo attendere il mio turno dopo tutte le altre categorie fragili”, è quanto racconta una lettrice alla rubrica #Dilloalcapoluogo.

Per la mia fascia d’età – continua – nella mia regione, l’Abruzzo, le vaccinazioni Covid sono state aperte il 3 giugno. Non mi sono iscritta perché avevo già il sentore di essere incinta…e pochi giorni dopo infatti la conferma! Consulto subito il mio medico di base, il mio ginecologo e mi reco perfino presso l’hub della mia città ad accompagnare mio marito per il suo turno. Così ne approfitto per chiedere riguardo la mia situazione..No signora, in gravidanza, in allattamento o anche solamente in soggetti che programmano una gravidanza, il vaccino non può essere somministrato. Noi qui non glielo facciamo. Si prenoti dopo che ha concluso l’allattamento”.

Ciò significherebbe poter fare il vaccino solo tra un anno.“Non mi resta, quindi, che passare un inverno difficile, stando doppiamente attenta e sperare che andrà tutto bene, mi sono detta”.

Ora, però, arriva la notizia dell’obbligo del Green Pass. “Mi vedrò vietare qualsiasi attività di svago? Nessuna pizza fuori, un bel film al cinema, un giro al centro commerciale, dove potrei comprare le tutine per il mio bambino o la mia bambina. Non potrò, ancora, fare un corso pre parto in un centro o andare a Roma, a trovare mia nonna, per mostrarle la mia pancia che cresce, prendendo il bus, come ho sempre fatto. E non mi venga detto di fare il tampone! Voi fareste il tampone per andare a mangiare una pizza? O per andare a far spesa al centro commerciale? Perché devo sostenere questa spesa ulteriore ogni volta?”.

“Io sono pro vaccinazione. Ho fatto numerosi tamponi per andare in vacanza o per partecipare a lieti eventi: ma in questo caso si parla di tutt’altro, non di occasioni eccezionali. Per questo voglio denunciare un’ingiustizia. L’ingiustizia di tutte quelle persone impossibilitate a fare il vaccino, per svariati motivi, non solo una gravidanza. Siamo persone che non hanno avuto libera scelta e che ora pagano le conseguenze di un qualcosa che non hanno potuto scegliere”.

“Non siamo un target prioritario, né sono stati fatti trial clinici sulla vaccinazione in gravidanza…Che nel nuovo decreto sia fatta distinzione fra chi non può vaccinarsi e chi non vuole”, conclude la lettrice.