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Sabrina Di Cosimo, archiviata querela presentata contro Stefano Dascoli e Pierluigi Biondi: “accuse infondate”

Archiviata la querela dell'ex assessore Sabrina Di Cosimo presentata nei confronti del sindaco Pierluigi Biondi e del giornalista del Messaggero Stefano Dascoli: per il Giudice "accuse infondate"

Archiviata la querela dell’ex assessore Sabrina Di Cosimo presentata nei confronti del sindaco Pierluigi Biondi e del giornalista del Messaggero Stefano Dascoli: per il Giudice “accuse infondate”

La decisione del Gip del Tribunale dell’Aquila, Stefano Iannaccone, è arrivata lo scorso 4 giugno: “accuse infondate” per il Gip che ha così archiviato la querela presentata da Sabrina Di Cosimo per calunnia e diffamazione.

I fatti vengono ricostruiti da Ossigeno  , (acronimo di OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate), osservatorio nato per documentare e analizzare il crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani.

Il 17 febbraio 2019, in un articolo pubblicato dal “Messaggero”, il cronista aveva riferito che l’assessora Sabrina Di Cosimo aveva avuto una lite violenta con una impiegata comunale, fatto di cui era venuto a conoscenza attraverso fonti interne al Comune. Questa lite, sommandosi ad altri episodi, aveva indotto il sindaco Biondi (prima della pubblicazione dell’articolo di Dascoli) a revocare la delega di assessore a Sabrina Di Cosimo, per le sue “condotte non consone al ruolo rivestito”. Era stato inoltre pubblicato un post esplicativo sulla pagina Facebook del Comune. L’articolo di Stefano Dascoli e il post del sindaco erano stati oggetto della querela di Sabrina Di Cosimo, che si è opposta per due volte all’archiviazione richiesta dal pm.

Il Gip Iannaccone ha ritenuto “infondata” sia l’accusa al sindaco che al giornalista, e ha archiviato. In particolare, ha evidenziato che il giornalista non ha veicolato un messaggio diffamatorio, “ma piuttosto ha fornito una precisazione agli addebiti mossi alla Di Cosimo, fino ad allora genericamente descritti nel decreto di revoca, non suscettibile di incontrare la riprovazione della ‘communis opinio’”.