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Riorganizzazione rete ospedaliera, più posti letto per gli ospedali abruzzesi

Più posti letto per gli ospedali abruzzesi, aumento nei livello per alcuni ospedali e specializzazioni per singole vocazioni territoriali. Tutte le novità dalla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale

Più posti letto per gli ospedali regionali, più attenzione alla sanità di prossimità, singole vocazioni per gli ospedali, con aumento di livello per alcuni presidi. Sono le principali novità annunciate nella conferenza stampa di presentazione della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale.

“È stato un lungo lavoro, per colmare uno dei tanti vuoti che ha caratterizzato per anni la sanità abruzzese, con una rete che parte dai fabbisogni dei singoli territori, rispondendo alle nuove esigenze della salute pubblica, ha spiegato in apertura della conferenza stampa di presentazione Marco Marsilio. “Dico subito che non sarà una Rete perfetta, sono consapevole che su questa riorganizzazione si aprirà un dibattito. Ma noi abbiamo agito cercando di portare a sintesi tutte le richieste riscontrate sul territorio: abbiamo lavorato rispettando parametri imposti dall’alto e non scelti da noi. Ci è voluto tempo anche a causa della pandemia affrontata”. 

Il provvedimento, che ora sarà inviato ai Ministeri affiancanti per l’approvazione preventiva (l’Abruzzo è infatti in Piano di rientro), verrà successivamente trasmesso al Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione definitiva.

I posti letto aumenteranno, “mentre tutti i Piani a cui abbiamo assistito a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 sono stati caratterizzati da scelte di lacrime e sangue, guerre, presidi di campanile, discussioni infinite…questo è il primo Piano che inverte la tendenza: incrementando le dotazioni, i posti letto complessivi e offrendo ad ogni localizzazione una sua vocazione specifica, andando a mettere in atto un effetto Di compensazione, cioè dove non ci sono grandi numeri si lavora sulla qualità. Sarà una bella sfida, ma credo che saremo in grado di vincerla. Siamo aperti, ora, al confronto con il Consiglio, sia con le forze di maggioranza che di minoranza e saremo ben lieti di accogliere eventuali proposte di miglioramento, nei limiti di quanto possibile”.

rete ospedaliera

“Il documento rappresenta una svolta per l’Abruzzo e per le sue aziende sanitarie, che così avranno un quadro di riferimento sanitario, un vero strumento di pianificazione che mancava da tempo. Nelle prossime settimane saremo pronti a presentare al Ministero richieste di finanziamento sugli ospedali”, ha concluso Marsilio, sottolineando i passi compiuti dall’inizio dell’emergenza sanitaria. “Riguardo ai Reparti di Terapia intensiva arriveremo a 190 posti complessivi, eravamo a malapena a 100 posti all’inizio dell’epidemia. Inoltre, in tutto l’Abruzzo non esisteva un posto di Terapia Intensiva pediatrico. Presto annunceremo sul contratto di progettazione per Avezzano”. 

L’offerta ospedaliera regionale si articola attualmente in 23 strutture ospedaliere per acuti, di cui 16 pubbliche e 7 private accreditate. La programmazione regionale prevede, tenendo conto dei criteri di efficienza e di complementarietà di discipline in relazione ai bacini di utenza, la seguente classificazione dei presidi: 4 ospedali con funzioni di Dea di II livello per le reti tempo dipendenti (L’Aquila e Pescara per la rete stroke e per la rete politrauma/trauma maggiore, Chieti e Teramo per la rete emergenze cardiologiche estese), 4 ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto), 6 ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero), 2 presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).

Durante l’illustrazione della riorganizzazione della rete ospedaliera, l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì ha precisato: “Una rete curata dall’Agenzia sanitaria. Il problema che ci siamo posti era poter dare una sanità di prossimità a tutti i cittadini abruzzesi. Appena chiuderemo la rete ospedaliera, infatti, analizzeremo la rete territoriale. La rete ospedaliera ha tenuto conto quindi delle vere esigenze legate ai ricoveri appropriati. Purtroppo oggi molti cittadini non sanno dove essere ricoverati: l’aumento dei posti letto annunciato dal presidente permetterà proprio di migliorare il sistema dei ricoveri, interpretando le esigenze e le criticità legate alla lungodegenza. Un aumento di posti, quindi, finalizzato alla vocazione degli stessi presidi ospedalieri: evitando doppioni per alcune discipline. Perché la rete deve essere omogenea e reingegnerizzata: ogni Asl ha dato il suo indirizzo per arrivare a questa riorganizzazione, per questo è stato necessario anche lavorare ad una programmazione e ad un riequilibrio delle risorse da investire”. 

“La rete ospedaliera ha 4 grandi ospedali, gli hub delle quattro province, che avranno funzioni di II livello. Gli ospedali di Chieti e Teramo saranno finalizzati – con funzioni di II livello – a dare risposta di emergenza urgenza per le malattie cardiologiche. Invece quelli di Pesacara e L’aquila daranno le risposte di emergenza urgenza per stroke e grandi traumi. Accanto a questi, abbiamo altri grandi ospedali di primo livello che si integrano con gli Hub. In più ci sono gli ospedali di base, a cui viene aggiunto il presidio di Ortona. Riguardo invece agli ospedali di primo livello aggiungiamo il presidio di Sulmona. Su Sulmona, sottolineo che reitereremo l’istanza per tenere aperto il Punto nascita dell’ospedale. Infine, accanto a questi ospedali di primo livello, troviamo quelli di Atessa e Castel di Sangro come aree disagiate“.

Riorganizzazione reingegnerizzazione rete ospedaliera, le ulteriori modifiche

Nella nuova programmazione regionale, sono state inserite modifiche anche per i presidi di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele. A Tagliacozzo sono previsti 52 posti letto di riabilitazione (codice 56) per il recupero delle capacità motorie e per la riabilitazione cardiologica e polmonare. A Pescina vengono programmati 20 posti letto di lungodegenza (cod. 60) a supporto dell’ospedale di Avezzano, così da far fronte al sovraffollamento dei ricoveri di pazienti con cronicità, oltre a 2 moduli (ognuno di 15 posti letto) per l’ospedale di comunità. Guardiagrele, infine, diventa polo del policlinico di Chieti con 10 posti letto per le acuzie (di cui 5 in medicina e 5 in geriatria) e 8 posti letto per la lungodegenza, oltre a un servizio di psichiatria.

Nella programmazione, inoltre, sono previste le emodinamiche a Vasto ed Avezzano, mentre viene mantenuto aperto in deroga il punto nascita di Sulmona. È stata poi definita, nel rispetto del tetto massimo consentito dagli standard, la dotazione aggiornata di posti letto, per un totale di 4912 posti letto (tra pubblico e privato), di cui 4015 per acuti, 624 per la riabilitazione e 273 di lungodegenza. L’organizzazione ospedaliera, invece, prevede la programmazione di 220 Unità Operative Complesse e di 287 Unità Operative Semplici e Dipartimentali, nel rispetto degli standard di legge.