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Green pass per fermare la variante, le ipotesi per locali ed eventi

Green pass esteso, dai bar allo stadio, passando per ristoranti e palestre ecco le ipotesi e dove potrebbe servire. L'obiettivo è di mantenere l'Italia zona bianca almeno fino a Ferragosto.

Green pass: la politica si divide sul possibile utilizzo del certificato. Si attende dalla cabina di regia del Governo un nuovo provvedimento ad hoc.

Per quanto riguarda il green pass è quasi certa l’ipotesi di renderlo obbligatorio per locali e ristoranti (perlomeno al chiuso), ma anche teatri, musei, concerti. Inoltre per piscine, palestre e stadi, oltre che per treni e aerei a lunga percorrenza. L’obiettivo è tenere tutta Italia in zona bianca almeno fino a Ferragosto. La scelta di portare sempre con sé la certificazione potrebbe essere operativa entro la fine di luglio, più probabilmente già la prossima settimana, come spiegato dal Corriere della Sera.

Al vaglio, in questi giorni, la possibilità di estendere l’obbligatorietà del green pass anche ai ristoranti al chiuso così da garantire il contenimento dei casi e, al contempo, incentivare le vaccinazioni.

È questa la posizione del Comitato tecnico scientifico, in particolare del suo coordinatore e presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Franco Locatelli e dell’immunologo Sergio Abrignani.

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In due diverse interviste rilasciate a Repubblica e al Corriere della Sera, i due esperti hanno fatto un’analisi della situazione attuale della pandemia di Covid, spiegando come sia fondamentale intensificare la campagna vaccinale.

“Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. A titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”, ha detto Locatelli.

Non bisogna pensare che tutto sia finito, ma “correre a vaccinarsi se non lo abbiamo ancora fatto. Essere accorti nei comportamenti e nel programmare le nostre vacanze per non esporci al rischio di ritrovarsi in situazioni difficili da gestire”, gli ha fatto eco Abrignani.

“L’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi un mese prima dell’Italia ci indica che il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza con un semplice gesto – aggiunge – se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante”.

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Abrignani è per l’obbligo vaccinale “ma ci vorrebbe una legge ad hoc che porterebbe con se polemiche infinite. Invece serve compattezza. Ecco allora che una forma di obbligo indiretto come lo strumento della certificazione verde appare un buon compromesso. Non c’è coercizione però se vuoi partecipare a eventi e occasioni pubbliche devi munirti del biglietto”.

Abrignani condivide l’impostazione del presidente francese Macron. “Da noi bisognerà ispirarsi a quel modello”.

Quanto alla ripresa della scuola, “come Cts abbiamo chiesto di incentivare al massimo la vaccinazione del personale scolastico – conclude Locatelli -. Ma non possiamo decidere noi di renderla obbligatoria, deve farlo la politica, viste le implicazioni anche sociali di una scelta come questa. L’importante è eliminare le disparità nelle percentuali di vaccinazione, alcune regioni sono avanti nelle coperture, altre hanno percentuali più basse e devono recuperare in fretta questo gap. La priorità è far ripartire la scuola”.

Green pass: le ipotesi per stadi, concerti ed eventi pubblici

La questione su bar e ristoranti probabilmente non avrà l’ok, perché ci sono molte divergenze politiche, anche se rimane in discussione il confronto sui locali al chiuso. Altro problema si pone per la presenza, nei ristoranti, di bambini under 12, fuori dalla popolazione target vaccinatile e, per quanto riguarda gli under 6, anche senza l’obbligo di mascherina.

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Probabilmente, di fronte a una eventuale risalita dei contagi, si sceglierà di far entrare in vigore la regola proprio per garantire alle attività di continuare a lavorare.

Quasi sicuro, invece, l’uso della certificazione agli stadi per far entrare un maggior numero di persone negli stadi, ai concerti, addirittura raggiungendo la capienza del 100 per cento.

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La “carta verde” diventerà indispensabile anche per partecipare a eventi pubblici e convegni. E per i banchetti che seguono le cerimonie civili o religiose. In questo caso i controlli non possono essere affidati, almeno per il momento, ai gestori dei locali. Ci saranno quindi possibili verifiche da parte delle forze dell’ordine e per chi non dimostrerà di essere in regola scatterà la contravvenzione.

I trasporti

Scatterà molto probabilmente l’uso del Green pass quando si viaggerà sui treni a lunga percorrenza e in aereo, anche se gli apparecchi sono dotati del sistema di areazione verticale. Diversa la situazione per il trasporto pubblico dove, per ora, non è prevista alcuna misura. Rimangono in vigore le stesse regole: la capienza dovrà essere limitata, per garantire il distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri.

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