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Covid 19, un abruzzese su due pensa allo psicologo

Strascichi dell'emergenza Covid 19: un abruzzese su due pensa che potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo.

Strascichi dell’emergenza Covid 19: un abruzzese su due pensa che potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo.

La pandemia ha lasciato importanti strascichi psicologici negli abruzzesi e ha aggiunto un carico da novanta su molte altre situazioni di ansia, stress e difficoltà personali, al punto che ben uno su due (50%) guarda oltre e pensa che potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta per migliorare la condizione mentale e gestire certe situazioni complesse. Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare (Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere ed area geografica.)

È l’ansia la prima ragione che porterebbe gli abitanti dell’Abruzzo dallo psicologo (44%), condizione in questo momento prioritaria rispetto a tutto il resto: basta guardare i problemi di coppia, confinati al 4%. Tra le altre esigenze, gli aspetti caratteriali e della personalità (10%), le dinamiche legate all’attività lavorativa (10%) e le situazioni di difficoltà per la salute dei propri cari (8%).

Ma non è facile riconoscere di avere un bisogno di questo tipo, né lo è parlare di sé e aprirsi su certi argomenti: per molti, insomma, lo psicologo resta ancora un tabù. Questione, ammettono gli stessi abruzzesi, di imbarazzo (28%) ma anche di poca sensibilità al tema (18%) e una certa tendenza a sottovalutare l’importanza della sfera mentale nella propria vita (20%). Con l’aumentare dei bisogni, però, cresce anche la sensibilità a questi temi. Ben uno su tre (30%) vorrebbe che fosse il datore di lavoro a mettere a disposizione lo psicologo come forma di welfare aziendale. Se è necessario un cambio culturale (26%) che aumenti ancora di più l’attenzione verso gli aspetti della vita mentale, molti vorrebbero anche una maggiore presenza di psicologi e psicoterapeuti in ospedali, cliniche e ambulatori (28%). E c’è chi pensa che persino la tecnologia possa aiutare a superare certe barriere e incentivare il ricorso a questi professionisti grazie ai servizi di videoconsulto (22%), che si possono fare comodamente da remoto. Ma in un caso o nell’altro, anche il portafoglio vuole la sua parte: se la relazione che si instaura col professionista è il fattore più importante (40%), per quasi un abruzzese su due è fondamentale poter contenere i costi della prestazione (46%). Segue la possibilità di ridurre i tempi di attesa (10%).

“La crescente attenzione al benessere mentale è un aspetto molto importante per la vita privata, sociale e lavorativa di ciascuno, e un trend probabilmente destinato ad aumentare ancora nel prossimo futuro” – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo. “A questa domanda è importante rispondere in modo adeguato. Per questo, nelle nostre soluzioni di welfare la possibilità di rivolgersi a uno psicologo per meglio gestire le più diverse situazioni è una componente assolutamente centrale. E in questo senso, di recente abbiamo lanciato una gamma di servizi salute flessibili e d’avanguardia che fa perno sul digitale e la tecnologia e dove il consulto psicologico completa una suite di soluzioni per molteplici casistiche legate alla propria salute e benessere, dalla consulenza medica telefonica di base ai videoconsulti specialistici a tanti altri servizi.”