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Ponte Belvedere, storia di una grande incompiuta verso la rinascita

Ponte Belvedere, all’opera per avviare la demolizione entro l'estate. Presto si entrerà nel vivo del progetto di abbattimento e ricostruzione, finalmente definito dopo 12 anni di stasi e di battaglie.

Ponte Belvedere, all’opera per avviare la demolizione entro l’estate. Presto si entrerà nel vivo del progetto di abbattimento e ricostruzione, finalmente definito dopo 12 anni di stasi e di battaglie.

Storia lunga e travagliata, quella del Ponte Belvedere, arrivata – dopo 12 anni dal sisma che ne ha minato, insieme, la sicurezza e il futuro – alla completa definizione.

Ponte Belvedere, per anni grande incompiuta della ricostruzione dell’Aquila, sarà abbattuto e ricostruito dalla RTI formata dalle imprese aquilane Taddei Spa e Todima srl, che hanno presentato una proposta con Integra del professor Marco Petrangeli – uno dei leader mondiali nella costruzione di ponti – e con Casarchitettura, amministrata dall’architetto Luca Carosi.

In attesa della data imminente ed ufficiale di abbattimento del Ponte – che non dovrebbe tardare ad arrivare – Il Capoluogo ripercorre le fasi principali della storia del Ponte Belvedere: futuro protagonista del 2021 aquilano, come anticipato dal vice sindaco Raffaele Daniele.

L’Aquila, il Ponte Belvedere sarà la pietra miliare del 2021

Ponte Belvedere, la costruzione tra il 1961-63

Il Ponte Belvedere è un prolungamento di Viale Duca degli Abruzzi con Via Persichetti, fino ad arrivare a via XX Settembre. È stato realizzato tra il 1961 e il 1963 dallo Studio di Ingegneria Arcangeli di Roma. Uno storico collegamento importante tra due zone del centro storico della città, unendo Via Persichetti con Viale Duca degli Abruzzi, seppur interdetto dopo il sisma.

[L’Aquila 1966… il Ponte Belvedere (i 50 anni del ponte) di Maria Luisa Martella e Michele Patucca. Video realizzato in occasione dei 50 anni del Ponte Belvedere con immagini inedite pubblicate dal Capoluogo]

 

L’opera – finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno e progettata da un gruppo di noti professionisti, gli ingegneri Aldo Arcangeli, Enrico Lenti ed Emilio Tomassi – fu realizzata dall’impresa aquilana di Pasquale Martella in tempi record. “Il ponte ha unito le due sponde della città, è stato costruito per collegare le due colline” , aveva dichiarato l’ingegnere Martella.

Era il 27 maggio 1966 quando sul Ponte Belvedere venivano effettuate le ultime prove di carico prima dell’apertura ufficiale al traffico della città.

Ponte Belvedere, il sisma

Il terremoto nella notte del 6 aprile 2009 provocò danni su tutto il territorio aquilano, rendendo inagibile gran parte del patrimonio pubblico e privato. Ponte Belvedere è rimasto chiuso al traffico a seguito degli eventi sismici, assicurando comunque le minime condizioni di sicurezza. L’unica apertura, in questi anni, è stata quella pedonale: ancora oggi si può percorrere a piedi, fra cantieri e new jersey in cemento.

Ma qual era la reale condizione del Ponte? Gli studi effettuati dopo il terremoto dalla facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, coordinati dal professor Dante Galeota, hanno dimostrato come il ponte non avesse subito “gravi danni strutturali”. A confermare il dato, le prove di carico per testare la resistenza con quattro autotreni, ognuno da 40 tonnellate. Il risultato è stato positivo, tanto che il lavoro sul ponte non era ritenuto di natura invasiva. Importanti invece i danni causati da infiltrazioni d’acqua e dalla scarsa manutenzione nel tempo.

Ponte Belvedere, storia di una ricostruzione mancata

Dal 2009 ad oggi il futuro del Ponte è stato oggetto di tanti annunci, di tante conferenze stampa, tante discussioni ed altrettante idee progettuali, mai andate in porto e, inevitabilmente, accese polemiche, giocatesi anche e soprattutto sui tavoli della politica locale.

2009-2017 Giunta Cialente

Una prima fase di studi lo aveva visto protagonista della ricostruzione ‘dov’era, com’era’. La prima idea inerente l’abbattimento era stata avanzata dall’ex assessore alla Ricostruzione della giunta Cialente, Pietro Di Stefano, che propose di ricostruire il ponte ex novo: con una struttura snella di acciaio e un design architettonico moderno.

Una prima svolta ci fu nel 2016. 

Lo studio di ingegneria di Arezzo, Romolini, proprio nel 2016 si era aggiudicato lo studio di sicurezza e progettazione, che avrebbe contribuito al consolidamento strutturale e all’ammodernamento architettonico del ponte Belvedere.

Dopo 8 anni di chiusura e, nonostante la presentazione di vari progetti, solo a maggio 2017 – un mese prima delle elezioni – l’allora assessore Maurizio Capri annunciò la riapertura pedonale del Ponte.

Proprio il 2017 (entro il mese di marzo ndr), era considerato l’anno in cui sarebbero dovuti partire i lavori sul Ponte, poi slittati a causa di pratiche e passaggi burocratici che hanno rallentato l’iter verso la gara d’appalto per il recupero strutturale.

2017-2021 Giunta Biondi

L’impronta contemporanea nella ricostruzione post sisma arriva con la nuova amministrazione Biondi e arriva con il Ponte Belvedere che, insieme a Piazza Duomo, a Piazza Regina Margherita e alla nuova pavimentazione del centro storico, va a coronare il nuovo progetto del centro storico della nuova L’Aquila post sisma.

Il Ponte Belvedere arriva quindi in II Commissione a settembre 2018, con l’idea di un maestoso progetto architettonico lanciata dall’allora Presidente Raffaele Daniele.

Fino all’ennesimo colpo di scena nel 2019. Lo studio Romolini si tira indietro. L’incarico professionale viene risolto: come si è letto in una determinazione dirigenziale del settore Ricostruzione Opere Pubbliche, datata 19 febbraio 2019.

Una clamorosa risoluzione consensuale” del contratto in essere tra lo studio ingegneristico e il Comune dell’Aquila.

La motivazione alla base della scelta era strettamente legata ai fondi, così come si leggeva in una PEC inviata dagli ingegneri al Comune: si parlava infatti “dell’importo del finanziamento non sufficiente a garantire la copertura dell’intervento”.

Di nuovo, dunque, si è reso necessario procedere ad una gara d’appalto per il nuovo affidamento del progetto di Ponte Belvedere.

Il Capoluogo aveva fatto il punto sulla questione con il vice sindaco Raffaele Daniele, nel giugno 2019.

“Ci servirà una partnership privata, perché con le nostre risorse non ce la facciamo a fare un progetto che passi alla storia. Non è possibile che con tutti i soldi piovuti a L’Aquila dopo il terremoto, la città non abbia opere degne di San Bernardino, le 99 Cannelle o Collemaggio. I grandi simboli dell’Aquila sono fermi al ‘600…Questo è il momento in cui bisogna creare i simboli dell’era moderna“, aveva precisato Daniele.

“L’intervento dei privati serve per sveltirne le tempistiche. La procedura del project financing è diversa rispetto alle procedure che riguardano il pubblico. Immaginiamo una procedura come quella riguardante il ponte di Genova, dove è intervenuta Impregilo e ha pagato il progetto di Renzo Piano”. 

Quattro le soluzioni prospettate per il Ponte a inizio 2020, dopo aver avviato un confronto diretto con la cittadinanza.

Com’era dov’era, abbattere per non ricostruire, sostituire solo la campata o la riqualificazione secondo uno dei progetti disponibili, presentati da Unirest o Volkwing Marg.

Ponte Belvedere, il dono di Marg: una porta urbana nel segno del ricordo

 

Ponte Belvedere, la magia della grande L’A

Gli incontri e il confronto con i cittadini hanno riguardato anche la sorte della palazzina sottostante al Ponte – il civico 29 – e le aree adiacenti. 

Ponte Belvedere, la relazione dell’ingegner Fracassi

A luglio 2020 viene richiesta e affidata dalla giunta Biondi una nuova relazione all’ingegner Fausto Fracassi, con l’obiettivo di valutare la convenienza dell’abbattimento, a fronte della nuova normativa vigente e del passato studio universitario che rischiava di essere non più attuale.

Ad agosto 2020 arrivano i risultati della perizia dell’ingegner Fracassi. “Ho la presunzione di poter dire – aveva spiegato alla redazione del Capoluogo – che la relazione sia esaustiva. Il risultato è che il Ponte, così com’è – seppur ottimo come struttura, componenti e progetto di realizzazione – oggi soffre moltissimo in diverse sezioni significative.

Ponte Belvedere, Fausto Fracassi: “Troppo complicato adeguarlo”

Da qui l’accelerazione. Vengono di conseguenza pubblicate due determine: la prima per l’affidamento dell’abbattimento e la seconda per la progettazione preliminare e definitiva del nuovo ponte.

A novembre 2020 viene approvato in Giunta il progetto di demolizione del ponte

Nell’avviso di agosto veniva fissato a 110.000 euro l’importo base per la progettazione. Quella del nuovo Ponte Belvedere è una progettazione che vede coinvolti tre team: lo studio del Professor Michele Mele, Breng Engineering di Roma e l’anima aquilana dell’Ati dell’ingegner Fausto Fracassi.

Nel team di lavoro proprio l’ingegner Mele, leader mondiale nella progettazione di grandi ponti sospesi, svolge il ruolo di coordinatore dei tre studi.

Michele Mele, chi è l’ingegnere del Ponte Belvedere

A dicembre 2020 viene pubblicato l’avviso per l’individuazione degli operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l’appalto integrato, relativo alla sostituzione del ponte Belvedere tramite demolizione e ricostruzione.

Sono 14 le ditte che rispondono all’appello.

“Con la ricostruzione del Ponte Belvedere l’amministrazione Biondi punta non solo a riconsegnare alla città uno dei luoghi simbolo della sua storia moderna, ma soprattutto a lasciare quel tratto architettonico distintivo, quell’impronta ‘dell’uomo nuovo’ che lasci traccia di questo secolo nella struttura della nuova L’Aquila ricostruita”. Con queste parole, il vice sindaco dell’Aquila Raffaele Daniele aveva aperto il nuovo anno, intervistato dalla redazione del Capoluogo, illustrando il progetto di ricostruzione del Ponte belvedere targato Breng. 

Quindi, ad aprile 2021 sono state aperte le buste giunte a seguito dell’iter avviato dall’amministrazione per individuare la ditta che si occuperà dell’abbattimento e ricostruzione del Ponte Belvedere. 5 delle 14 precedentemente invitate hanno risposto inviando la propria proposta tecnica e lo scorso 14 giugno la Commissione ha deciso: sarà la RTI Taddei Spa e Todima srl ad eseguire i lavori per l’abbattimento e la ricostruzione del ponte Belvedere.

Ponte Belvedere, assegnati ad imprese aquilane i lavori per l’abbattimento e la ricostruzione

A convincere la commissione, un’offerta tecnica basata per 3/4 sulla meritocrazia e sulla qualità della proposta; il team vincente ha inoltre presentato realizzazioni curriculari analoghe, quali quella del Ponte di Ostellato sul Po, attualmente il ponte strallato più lungo d’Italia, realizzato proprio dal team Taddei/Petrangeli, oltre al Ponte Verde di Padova e il Ponte di Novisad sul Danubio che, quando fu progettato proprio dal padre del professor Marco Petrangeli, era il ponte ad arco più grande d’Europa, ancora oggi il terzo mai realizzato sul continente.

L’impegno del gruppo sarà quello di riconsegnare l’opera entro maggio 2022.