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Autovelox Bussi: “Niente a che vedere con la sicurezza, serve solo a far cassa”

Autovelox Bussi, a #dilloalcapoluogo la lettera aperta di un cittadino: "Niente a che vedere con la sicurezza, serve solo a far cassa".

Autovelox Bussi, a #dilloalcapoluogo la lettera aperta di un cittadino.

“Sono un cittadino qualunque che ha sempre creduto che la Giustizia fosse giusta e la Legge ne fosse la parte scritta/documentale”. Inizia così la lettera aperta (firmata) inviata a #dilloalcapoluogo da un cittadino che scrive: “Per quanto riguarda l’installazione dei numerosi autovelox su tutto il territorio nazionale e non, già dagli albori del loro utilizzo, ne ho studiato la natura per arrivare, alla fine, a capire che si trattava di una macchina fotografica abbinata ad un elaboratore elettronico e che, pur comprendendone l’utilizzo come deterrente, non sarebbe mai riuscita a superare prove per essere ‘omologata‘ ai fini dell’accertamento sanzionatorio per via della complessità di tutto ciò che avviene nella circolazione stradale e che fa capo al codice della strada e delle sue norme di attuazione”.

Nello specifico, “parliamo di un’apparecchiatura che si può definire persino anticostituzionale, che non ha nessun genere di omologazione ma una mera approvazione che resta un semplice atto amministrativo. Se poi pensiamo alla loro approvazione e, in alcuni casi, all’estensione dell’approvazione per le riprese frontali (che cioè identifica tramite la targa posta nella parte anteriore dell’autoveicolo) qualche rappresentate delle istituzioni che li utilizza dovrebbe spiegare il perché un autoveicolo con targa anteriore deve rispettare i limiti imposti mentre, ad esempio, una moto può andare a 250 km/h senza venir identificata poiché sprovvista della targa anteriore. Ci si aggiunga che dette apparecchiature non rilevano molte targhe estere, targhe prova e targhe posizionate fuori dalla portata dell’elaboratore. Questi sono una parte dei motivi per cui gli autovelox non potranno avere il consenso di commissioni scientifiche che daranno loro la ‘debita omologazione’ come recita il C.d.S. Pertanto restano apparecchiature illegittime atte solo a ‘far cassa’, ma che con la ‘sicurezza stradale’ non hanno nulla da spartire”.