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Gran Sasso, la funivia è “in buona salute”: i risultati dei controlli

Funivia del Gran Sasso "non recentissima, ma in ottime condizioni. Sta bene ed è sicura". Bilancio positivo per i controlli effettuati all'impianto.

Funivia del Gran Sasso “non recentissima, ma in ottime condizioni. Sta bene ed è sicura”. Bilancio positivo per i controlli effettuati all’impianto lo scorso mese di maggio. Risultati illustrati nel corso della Quinta Commissione.

La funivia del Gran Sasso è in buona salute, è ben manutenuta ed adotta un sistema di ancoraggio delle funi sulla vettura più garantista rispetto, ad esempio, alla funivia del Mottarone, tornando, purtroppo, alla tragedia di Stresa“. Così ha esordito l’ingegner Paolo Grassi.

Nel 2023 ci sarà la revisione quinquennale: bisognerà affrontare un’operazione onerosa, cioè lo scorrimento delle funi portanti. “La fune portante – quindi il binario su cui sta la vettura – è ferma, per cui il punto che poggia sulla scarpa del sostegno è sempre lo stesso e viene molto sollecitato. Per questo, periodicamente, si fanno scorrere queste funi per far sì che le zone sollecitate non si trovino sempre nello stesso punto: in questo modo si evitano tensioni”. 

Sul tema manutenzione, più in generale, l’ingegnere ha spiegato: “Noi ci atteniamo alle indicazioni fornite dal costruttore della Funivia, che prevedono manutenzioni e interventi periodici, ai quali vanno aggiunti controlli in caso di anomalie e diverse prove sull’impianto”.

“Inoltre – continua Grassi – ci sono controlli quotidiani con una corsa di prova, prima di aprire al pubblico la funivia. Infine, ci sono verifiche mensili e, una volta l’anno, si effettua un’ispezione, che prevede anche il finto taglio“. 

In cosa consiste? “Le vetture sono portate in alto e in basso da un sistema di funi. Quando una vettura parte dalla stazione di valle, l’altra in egual misura scende dalla stazione di monte. Queste due vetture sono collegate da due funi: quella superiore e quella inferiore, rispettivamente chiamate traente e zavorra. Funi che permettono una perfetta alternanza: quando una vettura arriva a monte, l’altra arriva a valle. Ma se una di queste funi dovesse rompersi, la vettura deve avere un sistema frenante di controllo di emergenza: che si attiva quando viene rilevato un calo di tensione sulla fune rotta. Proprio a questo serve il sistema di finto taglio, a testare il regolare funzionamento del sistema frenante“. 

La prova del finto taglio (di cui Il Capoluogo vi aveva già parlato qui) non è un’operazione semplice – ha aggiunto l’ingegnere Grassi – richiede 4/5 persone e porta via almeno una giornata di tempo. Ma abbiamo adottato questa politica per rendere l’impianto sicuro al 100% per i viaggiatori. Precisiamo che bisogna tornare indietro fino al 1975, per risalire all’ultima fune traente rotta. Se consideriamo la quantità di gente che viene trasportata, la percentuale statistica di incidenti per questa causa è forse la più bassa tra tutti i sistemi di trasporto: pensate agli aerei, ai pullman e così via. E si consideri anche che noi affrontiamo situazioni atmosferiche proibitive durante l’inverno”.

Gran Sasso, Mannetti: “Serve programmazione condivisa degli interventi”

La Quinta commissione ha affrontato, poi, anche il tema relativo al personale, alla questione ferie – con la chiusura dello scorso maggio – e l’impostazione del contratto di servizio tra Comune e CTGS. “Noi abbiamo 6 o 7 persone in servizio contemporaneamente, a seconda delle esigenze e dei singoli periodi di affluenza – ha spiegato l’amministratore unico Dino PignatelliIn generale dobbiamo avere circa 15 persone a disposizione, prevedendo le sostituzioni. Il problema è che queste persone devono necessariamente dormire a monte, dove ci sono i locali idonei attrezzati. A ciò si aggiunga il discorso ferie, che tuttavia è stato ingigantito. In merito al periodo di chiusura, questo è stato dettato dalla necessità di attività manutentiva: attività che a fine stagione estiva o invernale di certo non si può considerare semplice”. 

L’assessore con delega ai Trasporti Carla Mannetti ha sottolineato: “La funivia prende i contributi previsti per il trasporto pubblico locale e, quindi, svolge un servizio pubblico essenziale – disciplinato da una serie di norme comunitarie e regolato, a livello comunale ,da un Contratto di Servizio. Di questo ci occupiamo noi come TPL, ma il controllo analogo viene svolto anche dall’assessore Bergamotto e dall’attività di controllo delle società partecipate. Ben vengano gli interventi di manutenzione, ma io non posso trovare, il giorno prima per quello successivo, la comunicazione della chiusura della funivia. Bisogna concordare e pianificare questi interventi, che vanno condivisi dalla proprietà. È quanto stabilisce la legge. Non si può interrompere un pubblico servizio per mettere in ferie il personale. Rispettiamo il nostro contratto e la stessa normativa nazionale. La funivia è stata chiusa per mesi causa Covid, quindi mi chiedo se non fosse possibile programmare gli interventi manutentivi in quel periodo”.