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Movida molesta: “Viene voglia di fuggire dal centro storico”

Movida senza limiti: l'ennesimo sfogo dei residenti. "A Piazza dei Gesuiti non si dorme. Siamo vittime e preda dell'ignoranza e della maleducazione".

La movida in centro storico continua a dividere tra favorevoli (soprattutto dopo il lungo isolamento e le chiusure conseguenti al Covid) e i contrari, nello specifico i residenti, che chiedono “quiete e riposo almeno durante la settimana”.

Lo sfogo di Fabrizio Pica Alfieri al microfono del Capoluogo non lascia spazio a interpretazioni. Come molti altri residenti, lamenta l’assenza di regole e la maleducazione di quanti vivono il centro soprattutto la notte e nei fine settimana.

Dal suo palazzo di famiglia che si trova proprio nel cuore della città, su Piazza dei Gesuiti, assiste per gran parte della settimana ad urla, schiamazzi, bottiglie lasciate ovunque, deiezioni e vomito sulle macchine e sui portoni delle case.

Il palazzo, riconsegnato dopo i lunghi lavori post sisma, è stato aperto alle visite nel periodo della Perdonanza proprio per condividere la bellezza dell’Aquila rinata con i suoi cittadini e i turisti.

Movida molesta, segnale stradale nella fontana dei Gesuiti

Non è la prima volta che Pica Alfieri evidenzia e sottolinea come la situazione in centro storico sia invivibile: schiamazzi e urla a cui è costretto ad assistere quasi quotidianamente e che poco hanno a che vedere con la movida, quella sana, anche giusta, soprattutto dopo i lunghi mesi di lockdown.

Centro storico L’Aquila, la dura vita dei residenti: “Non si può più vivere così”

La cosa che lamenta, e che emerge dalle sue parole, così come da altri residenti sentiti nei giorni scorsi dal Capoluogo è la mancanza di educazione, di civiltà e di comprensione verso il prossimo.

“In realtà – sottolinea Pica Alfieri – noi residenti del centro non siamo preda e vittime di una vera e arpia movida, non essendoci locali intorno a noi, ma subiamo le conseguenze di ciò che accade da piazza Palazzo in poi”.

Urla e schiamazzi costanti, atti di vandalismo e violenza anche nei confronti di beni comuni, come la fontana di Piazza dei gesuiti che è stata scambiata da questi ignoranti per un cestino della spazzatura. Vetri rotti e bottiglie anche sul cofano delle macchine parcheggiate, per non parlare dell’ultima trovata di infilare un palo della segnaletica dentro la fontana”.

“Questa non è movida, ma disturbo della quiete pubblica. La sera non si riesce a dormire prima delle 3. Intorno a noi assistiamo alla sfilata di ciurme di invasati senza educazione e senza regole e se ti azzardi a dire qualche cosa ti menano pure”.

“Tanti sono i residenti che se ne vogliono andare dopo anni di sacrifici e battaglie per riavere la propria casa distrutta dal sisma. Qualcuno dice che non c’è soluzione: che ci stanno a fare le forze dell’ordine?”.

“Come succede in tanti paesi europei, la sera, dopo una cert’ora, bisogna sgomberare i locali e chiudere tutto. Io posso capire l’apertura fino a tardi dei locali che si trovano nelle zone limitrofe, ma nel cuore del centro storico ci sono persone che ci vivono e hanno diritto alla tranquillità. Stanno mettendo su, in questo modo, una sorta di lotta tra noi e i proprietari dei locali”.

Oltre agli schiamazzi, poi, il problema, è la situazione nel day after. “La mattina è uno schifo: spazzatura ovunque, deiezioni e vomito sui portoni dei palazzi, rimasugli di cibo, scritte sui muri e i dipendenti della nettezza urbana devono fare ogni giorno un lavoraccio”.

Per Pica Alfieri la situazione sta degenerando: “Più andremo avanti più peggiorerà: quando rientreranno tutti che facciamo? Il centro storico è invivibile e la gente è arrivata allo stremo, si vive male”.

“Lo so che il mio resterà l’ennesimo sfogo isolato, chiacchiere al vento. Senza una seria presa di coscienza da parte di chi se ne dovrebbe occupare, perchè, secondo me, non vogliono mettersi contro i gestori dei locali. Quando saranno 200 persone a fare casino e a lamentarsi, forse le cose cambieranno: speriamo!”.