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Ance L’Aquila, parla Adolfo Cicchetti: triennio impegnativo, ma il peggio è passato

Dallo stato della ricostruzione alle problematiche legate al Covid, passando per le prossime elezioni del 3 luglio. L'intervista ad Adolfo Cicchetti, presidente uscente di Ance L'Aquila

Ance L’Aquila, il 3 luglio le elezioni nelle quali gli imprenditori edili del territorio aquilano sceglieranno il nuovo presidente fra Marino Serpetti ed Eliseo Iannini. In una inedita “Pausa Caffè” in mezzo al verde del Parco del Castello, l’intervista ad Adolfo Cicchetti, presidente uscente dell’Associazione dei Costruttori aquilana.

Eletto con un voto quasi plebiscitario nel 2018, Adolfo Cicchetti lascia dopo tre anni la presidenza dell’Ance con un velo di ottimismo: “Il peggio è passato” dice ai nostri microfoni, parlando di ricostruzione post sisma privata.

“È stato un triennio logorante, sotto certi punti di vista, e impegnativo perché ci sono stati dei cambiamenti radicali in Ance. Dopo tanti anni abbiamo rinnovato il ruolo del direttore, abbiamo approvato il nuovo Statuto. Andiamo verso un futuro più smart, più rivolto ai bisogni delle imprese, quelli più quotidiani” dice Cicchetti, tracciando un bilancio di questi ultimi tre anni alla guida dell’Ance.

“Non ricordo cantieri condotti da imprese iscritte ad Ance L’Aquila che siano stati riconsegnati in ritardo o con problemi insormontabili, che non fossero fisiologici. È una nota di merito per i costruttori, che da noi sono imprese piccole ma solide e che onorano gli impegni”.

adolfo cicchetti ance l'aquila eleonora falci

Elezioni Ance L’Aquila, Adolfo Cicchetti: Serpetti e Iannini due colleghi dai quali ho imparato qualcosa

Le prossime elezioni all’Ance, che si terranno il 3 luglio, hanno attirato l’attenzione di molti, esulando dall’ambito dell’Associazione. “Questo significa che veniamo considerati degli interlocutori importanti, credo anche per la forma e l’approccio che abbiamo avuto in questi anni nei confronti della ricostruzione privata” spiega Cicchetti.

Marino Serpetti ed Eliseo Iannini si contenderanno la presidenza: “Sono imprenditori coetanei, che hanno un approccio molto simile all’attività imprenditoriale, legato molto alla concretezza, Innovativo ma con una concretezza di fondo e li accomuna una visione di una gestione familiare della propria azienda. Sono vicini al mio modo di intendere l’impresa e l’associazione. Sono due colleghi dai quali ho imparato qualcosa.”

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Rincaro delle materie prime, l’allarme: ricostruzione a rischio

A preoccupare maggiormente in questo ambito è il grande rincaro delle materie prime utilizzate in edilizia, che potrebbe rallentare e far inceppare la macchina della ricostruzione post 2009. Il caso più eclatante è quello del «ferro – acciaio tondo per cemento armato»: nel solo mese di maggio, rispetto al mese precedente, ha manifestato un rincaro del prezzo base del 15,4 per cento. Con il dato di maggio l’incremento di prezzo, da novembre del 2020, raggiunge il 150 per cento

È un problema grandissimo, che si ripercuote sulle imprese impegnate nella ricostruzione aquilana. I costi fissi sono aumentati notevolmente rispetto al 2009, la pandemia Covid ci ha costretto a protocolli giusti ma costosi, il costo della vita è aumentato e, non ultima, c’è stata questa fluttuazione improvvisa e notevole, fuori da ogni tipo di logica di mercato, di alcune delle materie prime importanti. Un rincaro che, in questi termini, non ci aspettavamo. Credo sia necessario un intervento a livello europeo perchè si rischia il blocco, invece che la ripartenza post covid. Sulle ricostruzione potrebbe esserci il rischio maggiore: il costo  è parametrico e quindi onorare i contratti, concludere i cantieri, iniziare le commesse e quindi chiudere l’ultima fase della ricostruzione 2009 potrebbe essere più difficile di quanto previsto”

Ance L’Aquila e Covid: tracciamenti e tamponi, la ricetta di successo per far ripartire i cantieri

Dal campo Covid allestito in poche ore a Collemaggio, al basso numero di contagi nei cantieri della ricostruzione durante la seconda ondata, quella che ha messo maggiormente sotto pressione L’Aquila e il circondario. L’Ance ha affrontato velocemente e con grande sinergia con le Istituzioni le tematiche legate alla sicurezza Covid, intesa come prevenzione e tracciamento delle maestranze.

“I cantieri sono stati fermi per diverso tempo e per questo motivo sono state mosse anche delle critiche ad Ance L’Aquila. Questo è avvenuto qualche giorno prima che noi mettessimo in piedi il campo Covid a Collemaggio. In quattro, cinque giorni abbiamo dato una risposta alle Istituzioni e alla città, che ce la chiedeva. Il giovedì era stata pubblicata l’ordinanza del sindaco che imponeva i tamponi alle maestranze: il lunedì successivo avevamo già tamponato 200 maestranze. Questa è una cosa di cui vado fiero. Se nella seconda ondata i contagi nei cantieri non sono aumentati ma sono risultati inversamente proporzionali a quanto accadeva in città, credo che il merito vada riconosciuto ai costruttori”.

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Adolfo Cicchetti, in che direzione va l’Aquila per i prossimi anni?

“Credo che sia evidente che il peggio è passato. Per la nostra città e per il nostro territorio più diffusamente – penso ad Avezzano e Sulmona che non hanno avuto i benefici imprenditoriali del sisma – è arrivata una nuova fase per le risorse che verranno dal recovery Fund e per i benefici dell’Ecosisma bonus. La ricostruzione è a un buon punto: credo che il peggio sia passato e i prossimi anni saranno positivi”

Rimane, però, un grande dispiacere. “La ricostruzione pubblica. Ci sono dei buchi neri in città: sono molto più evidenti man mano che la ricostruzione degli edifici privati va avanti. “Abbiamo chiesto procedure diverse, fino ad arrivare ad una sorta di commissario, per cercare di parametrizzare la ricostruzione privata a quella pubblica. Questo, come è evidente, non ha avuto successo. Quella della ricostruzione pubblica è una battaglia per la città che dobbiamo combattere tutti insieme”