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Barisciano, un libro per riscoprire le origini

Barisciano riscopre la storia grazie alla ricerca negli archivi della parrocchia a cura di Luca Brancadoro. Appuntamento in Piazza Trieste, sabato 19 giugno alle ore 16.

Barisciano – Luca Brancadoro presenta il suo primo romanzo: Alascardi, storia di una famiglia. Presentazione del libro sabato 19 giugno.

Ama il proprio paese e la sua storia antica e, tra le carte e gli archivi della parrocchia di Barisciano, cerca di riportarne alla luce tracce e ricordi sommersi. Per monitorare la complicata ricostruzione post sisma dei luoghi di culto, ha fondato, insieme ad altri concittadini, il Comitato di San Flaviano.
Luca Brancadoro, classe 2003, studente al liceo classico Domenico Cotugno dell’Aquila, ha fatto delle emozioni e delle atmosfere suscitate dalle sue ricerche e dall’impegno civico l’esordio del suo primo romanzo, “Alascardi, storia di una famiglia”.

libro

Ambientato in un Abruzzo arcaico quanto immaginifico, il libro ripercorre le vicende di un’influente famiglia del piccolo borgo di Rocca di Monte. La morte dell’anziano parroco e il ritrovamento del suo diario personale portano il nipote alla scoperta di un tormentato passato, non privo di risvolti segreti. Attraverso il commosso ricordo del sacerdote rivive, all’ombra delle volte affrescate del grande palazzo di famiglia, un tempo ormai inesorabilmente perduto.

“Alascardi, storia di una famiglia” verrà presentato a Barisciano in Piazza Trieste, presso la Chiesa della Trinità, il 19 giugno. Per l’occasione abbiamo chiesto a Luca di parlarci di sé e del suo lavoro.

Ciao Luca, parlaci in breve di te: studio, passioni, progetti per il futuro…

Faccio il liceo classico a L’Aquila e sono un collezionista di oggetti di antiquariato, monete e libri antichi. Scrivo principalmente poesie e questa è la mia prima opera in prosa. Sono appassionato della Storia, in particolare quella di Barisciano e del circondario. Con il Comitato di San Flaviano, che ho fondato con altri concittadini due anni fa, abbiamo cercato di dare una spinta per la ricostruzione della chiesa parrocchiale di Barisciano. Il mio sogno è di insegnare e penso di proseguire all’università con lettere classiche!

 Presentaci in breve il romanzo ed i suoi protagonisti.

È la storia di una famiglia di Don. Fino agli anni Cinquanta del Novecento i Don erano, nei paesi, la famiglia più importante, quella che comandava. A Barisciano c’erano ad esempio i Marchetti e i Tursini. Nel romanzo si tratta della famiglia degli Alascardi e il protagonista è un sacerdote, Don Gerardo. Suo nipote ritrova un diario dopo la sua morte e attraverso questo diario viene presentata la storia dell’intera famiglia. Un altro personaggio importante è la zia Olimpia, vedova di guerra, che ha fatto da madre all’orfano Gerardo. Il romanzo è fittizio ma raccoglie idealmente Castel Del Monte e Barisciano.

È il tuo primo romanzo. Come hai organizzato il lavoro di stesura?

È un lavoro che porto avanti da anni. Il romanzo è iniziato al primo anno di superiori: era finito l’anno scorso e con la pandemia l’ho revisionato, ampliato e concluso nel dicembre dell’anno scorso. Tre anni buoni di lavoro.

Come è nata l’idea di questo romanzo?

Il fenomeno dei Don mi ha sempre incuriosito: oggi è inconcepibile pensare che, fino agli anni ’50, una famiglia che avesse soltanto dei titoli di studio potesse comandare un intero paese. L’idea è nata anche dai racconti delle persone più anziane, sono loro che mi hanno ispirato.

Quanto c’è del tuo paese in “Alascardi”?

C’è tanto, soprattutto nella seconda parte, che è dedicata alla Confraternita della Trinità, in cui ci sono le vicende della confraternita e la storia dei Caracciolo, che erano i marchesi di Barisciano. Possiamo dire che si tratta di un romanzo storico!

 Quali sono le tue ispirazioni letterarie?

Direi Ignazio Silone. Per l’atmosfera generale, invece, ciò che mi ha più suggestionato nella lettura è stato il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Come in un omaggio viene citato in uno dei primi capitoli: il prete era appassionato di questo romanzo storico.

Hai citato il tuo impegno con il Comitato di San Flaviano. Qual è lo stato dell’arte della ricostruzione dei luoghi di culto?

Nella seconda parte del romanzo, un ruolo non marginale riveste la Chiesa della Trinità. Ad un certo punto si dice che “crolla nella più totale indifferenza”. A Barisciano questo non è successo per miracolo! Le chiese non sono state messe per niente in sicurezza: né la Trinità, né, soprattutto, Valleverde, che è un monumento nazionale. In un certo senso, la mia è una protesta, una denuncia sociale. L’unico iter di ricostruzione ormai avviato è per la Chiesa di San Flaviano. Le altre sono in un punto morto.