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Asl1, Testa rischia l’esonero ma non lo stipendio

Ore caldissime per il destino del Manager Testa. Il Dg, se revocato, continuerà a percepire lo stipendio fino alla scadenza del contratto

Quella tra Roberto Testa e la Asl1 è una storia che potrebbe concludersi nel giro di pochi giorni. Prima della scadenza del mandato del Dg – nel 2023 – e con la revoca del contratto. Ore caldissime in attesa delle decisioni della giunta regionale, che sta valutando tutte le carte. Ma a chi costerebbe di più l’esonero del manager Asl1?

Se fosse un contenzioso calcistico, ci troveremmo proprio a parlare di esonero del Dg. Un contratto interrotto anzitempo, ma a determinate condizioni da parte di chi ne chiede la prematura interruzione. Se Testa sarà mandato via ancora prima della verifica di metà mandato – prevista il prossimo settembre – la Asl1 sarà momentaneamente commissariata. Il manager romano, però, continuerebbe a percepire il compenso stabilito dal contratto, fino al termine di scadenza previsto dallo stesso e con l’aggiunta dei danni di immagine. In parole povere, Testa si ritroverebbe senza lavoro, ma con lo stipendio assicurato; la Regione, al contrario, senza manager, con la Asl1 commissariata e una spesa ‘in più’.

Rumors di corridoio vorrebbero un Commissario marsicano come temporaneo sostituto di Testa. Cosa toccherà, invece, al direttore sanitario Mascitelli, insediatosi solo a febbraio e molto apprezzato – secondo i bene informati – da tutti i Dipartimenti dell’azienda sanitaria? Alcune risposte, probabilmente, arriveranno soltanto nelle prossime ore: tutto è in mano alla giunta regionale. Questa volta Testa potrebbe avere le ore contate.

Il Capoluogo vi aveva raccontato, in esclusiva, le singole contestazioni fatte al manager, nel documento a firma dell’assessore regionale, Nicoletta Verì, e del Direttore del Dipartimento Sanità della Regione, Claudio D’Amario, con ad oggetto: “l’avvio del procedimento ex art.7 L241/1990 ed art.2 comma 5 D.Lgs 171/2016”. Procedimento volto, proprio, alla “risoluzione del contratto di prestazione d’opera intellettuale” intercorrente tra Testa e l’amministrazione regionale. Le contestazioni a carico del Dg riguardano Gravi e comprovati motivi”. 

Roberto Testa in bilico: tutte le contestazioni al Direttore Generale Asl1

Alla base delle critiche mosse al manager “un’inadeguata gestione della campagna vaccinale”. Motivazione che, tuttavia, a molti sembrerebbe azzardata: in considerazione dei dati positivi che emergono dalla stessa campagna di vaccinazione nella provincia dell’Aquila. Se l’incarico di Dg venisse revocato, è probabile un ricorso da parte di Roberto Testa, che ha già immediatamente contestato, uno per uno, tutti i motivi alla base dell’avvio del procedimento a suo carico.

A ricorso presentato, le contestazioni tirate in ballo dalla Regione verrebbero esaminate dalla Corte dei Conti. Qualora dovessero essere ritenute insufficienti a motivare la revoca, la Regione si ritroverebbe impelagata in un contenzioso più complicato del previsto e sempre con il Manager iscritto sul proprio libro paga, fino ai termini residuali del contratto.

Sorge spontanea, allora, una domanda. Perché non attendere la verifica di metà mandato, prevista a settembre 2021, quando con le valutazioni – precise e legittime – delle singole UOC, ci sarebbero stati motivi ben più fondati per motivarne la revoca? 

Ogni Direttore Generale, infatti, viene valutato alla data di metà mandato. Il Manager può ottenere un punteggio massimo di 200 punti, che vengono conferiti dai Servizi di Pari Dipartimenti in base alle competenze dimostrate. 190 punti per gli obiettivi prioritari, i restanti 10 sono le valutazioni stabilite nell’ambito dei provvedimenti regionali. La valutazione complessiva viene giudicata positiva se il punteggio totale ottenuto è pari o superiore a 120, negativa se è inferiore ai 120 punti.

Un procedimento al quale il Dg Testa potrebbe non arrivare, se la Regione  dovesse andare fino in fondo con il procedimento di revoca.