Quantcast

Vaccini veloci contro il Covid, Abruzzo “a mille all’ora”

"L'Abruzzo a 1000 vaccini all'ora. Veloci contro il Covid grazie a una serie di azioni messe in campo tempestivamente". Il presidente Marsilio fa il punto sulla campagna e gli obiettivi raggiunti.

L’Abruzzo prosegue spedito nella lotta al Covid, grazie a una serie di azioni messe in campo tempestivamente e a una campagna vaccini che oggi vede oltre il 50 per cento della popolazione over 12 vaccinata.

Il punto sull’emergenza, sui vaccini. sulle strategie messe in campo per fronteggiare l’emergenza Covid, nella conferenza stampa di questa mattina, a Palazzo Silone, a cui ha partecipato il presidente della Regione, Marco Marsilio.

vaccini covid conferenza stampa

Oltre Marsilio, erano presenti l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, Il Responsabile regionale per le vaccinazioni, il dottore Maurizio Brucchi, il direttore dell’agenzia regionale, Mauro Casinghini.

Secondo pronostici, l’Abruzzo sarà anche la seconda regione italiana a raggiungere l’immunità di gregge al 21 agosto.

“La regione Abruzzo è la prima in Italia per posti letto in terapia semi intensiva attivati. A oggi, gli abruzzesi che hanno ricevuto il vaccino sono e rappresentano il 52,47 % della popolazione over 12″, ha spiegato Marsilio.

“L’Abruzzo a 1000 all’ora – ha commentato il Presidente Marsilio – uno slogan non casuale che ci rappresenta non solo nella corsa contro il Covid e per i primati raggiunti ma anche perché possiamo dire che facciamo mille vaccini all’ora in maniera costante da diverso tempo ormai. Sono numeri importanti di cui i cittadini abruzzesi possono essere orgogliosi. Il tutto è frutto di una strategia politica e amministrativa attenta, sapiente e capace, con persone che hanno saputo essere all’altezza”.

Dalla rappresentazione grafica risulta che l’Abruzzo, se si esclude la provincia autonoma di Bolzano, è la prima regione italiana per posti letto attivati in terapia semi intensiva: 79,3% 73 di posti letto attivati su 92 programmati.

E’ inoltre la prima regione per interventi di pronto soccorso (56,3%, 9 interventi su 16 programmati) esclusa sempre la provincia autonoma di Bolzano. Seconda per posti letto di terapia intensiva attivati (75,8%, 50 posti letto attivati su 60 programmati), subito dopo l’Emilia Romagna. I dati provengono dal Ministero della Salute e sono aggiornati ad aprile 2021.

A distanza di un mese e mezzo le percentuali di realizzazione sono sensibilmente lievitate, come ha tenuto a precisare il presidente Marsilio, a conferma del fatto che i lavori continuano senza sosta.

Per quanto riguarda la terapia semi intensiva ad oggi, infatti, si registra, dai dati provenienti dalle Asl, una percentuale ben superiore, pari all’87,5% (+8.20%), per gli interventi di pronto soccorso abbiamo una percentuale pari al 75,5% (+19.20%) . Da ultimo per la terapia intensiva (+11.70%), siamo arrivati ad una percentuale sensibilmente superiore pari all’87,5%.

Si tratta complessivamente di circa 40 interventi divisi tra le quattro Asl di L’Aquila, Teramo, Chieti e Pescara con attività di coordinamento unitario, supporto e regia unica dell’Aric (Agenzia regionale di informatica e committenza).

Gli ultimi dati regionali per quanto riguarda i casi Covid sono di 38 positivi, di cui 11 a L’Aquila e provincia.

“Facciamo in media 1000 vaccini l’ora. Sono tutti risultati positivi che rappresentano una squadra e un lavoro di cui andiamo orgogliosi”.

“L’emergenza ancora non è finita del tutto, dobbiamo continuare a lavorare in questo modo per lasciarla definitivamente alle spalle”, ha aggiunto Marsilio.

Attualmente, il problema che si pone per quanto riguarda la marcia verso l’immunizzazione è legato ai vaccini AstraZeneca e la rischio trombosi riscontrato in pochissimi casi.

L’assessore alla Salute Verì e il responsabile regionale per le vaccinazioni Brucchi hanno assicurato che si atterranno alle disposizioni in merito.

“Le problematiche, seppure in pochissimi casi – ha sottolineato Brucchi sentito dal Capoluogo – sono riferibili alle prime dosi. Vediamo cosa diranno dal Cts e seguiremo le linee che verranno indicate”.

Oltre l’emergenza e la campagna vaccini che procede spedita, l’Abruzzo è inoltre la prima regione italiana per sequenziamento virus. “Il nostro sistema di sorveglianza garantisce una maggiore sicurezza”, ha sottolineato Marsilio.

Sequenziamento Covid 19, Abruzzo prima regione in Italia

In 26 Comuni in provincia dell’Aquila inoltre, è stata già effettuata anche la vaccinazione di massa. In 28 comuni verrà effettuata tra oggi e il 19 giugno.

Un altro primato si registra per il sequenziamento virus ( 6,05% di casi sequenziati). La performance dell’Abruzzo in materia di genotipizzazione del virus del Covid-19 è la migliore in Italia. La media del 6.05% dei casi sequenziati consente in parte di identificare le varianti più contagiose del virus.

L’Abruzzo vanta anche il primato di essere stata la prima regione in Italia ad effettuare una campagna screening di massa (i primi di dicembre venne svolta all’Aquila). Le campagne screening sono poi state eseguite in tutte le altre Asl, anche con più iniziative, che hanno visto un’importante partecipazione. L’unico precedente, anche qui, è riferibile alla Provincia autonoma di Bolzano.

In aggiunta, risulta terza regione per dosi somministrate rispetto a quelle consegnate (91,4%). Terza, secondo il Sole 24 ore, anche per dosi somministrate in rapporto al numero di abitanti.

Infine i dati rivelano che è stato vaccinato il 50% della popolazione abruzzese. Sono ‪623.700‬ gli abruzzesi che hanno ricevuto la prima dose di vaccino che rappresentano il 52,47% della popolazione over 12, sopra la media nazionale con il 52,4% per cento contro il 49,4% (dati aggiornati all’11 giugno).

vaccini covid conferenza stampa

Ha sottolineato l’assessore Verì: “Se oggi abbiamo questi risultati non sono altro che il prodotto di modelli organizzativi che hanno previsto sempre interventi tempestivi, mirati, e coordinati“.

“Per quanto riguarda AstraZeneca, se dovessero esserci problemi continueremo la campagna con la somministrazione di un altro tipo di vaccino. Se dovessero mancare le dosi, sarà nostra cura chiederne di ulteriori per garantire quella immunità già prevista“.

“E’ importante dopo l’esperienza Covid – ha aggiunto l’assessore Verì – garantire ai nostri corregionali una riorganizzazione della sanità del territorio anche con i fondi del Recovery Fund, attraverso 36 nuove strutture territoriali suddivise in 8 ospedali di comunità con posti letto per patologie a bassa intensità e 28 case della comunità con ambulatori specialistici per la diagnosi. Un ‘attenzione particolare, dunque, per garantire, in modo sistematico sul territorio gli interventi sanitari necessari anche e soprattutto nel prosieguo”.