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Casa dello Studente e Convitto: risarcimenti per sopravvissuti e per la famiglia del giovane Luigi

Saranno risarciti i 3 studenti sopravvissuti miracolosamente al crollo della Casa dello studente, la notte del 6 aprile 2009. Risarcita anche la famiglia di Luigi Cellini, morto nel crollo del Convitto nazionale

La Casa dello studente si sgretolò spezzando otto vite, loro si salvarono miracolosamente. Dodici anni dopo la sentenza per i sopravvissuti: saranno risarciti per sindrome post traumatica da stress. Risarcimento anche per la famiglia del giovane Luigi Cellini, lo studente trasaccano tra le tre vittime del crollo del Convitto nazionale.

Con una serie di sentenze il Giudice del Tribunale dell’Aquila, la dottoressa Monica Croci, ha riconosciuto il danno subito  dalle vittime sopravvissute nella notte del 6 aprile 2009, al crollo della Casa dello Studente. Regione e Adsu condannate al risarcimento danni: ai tre studenti sopravvissuti saranno liquidate somme di 100mila euro, 190mila euro e 250mila euro. Gli studenti sono stati assistiti dagli avvocati Wania Della Vigna e Guido Felice De Luca.

“Queste sentenze segnano un punto di svolta nella giurisprudenza civile: per la prima volta enti pubblici territoriale – quale la Regione Abruzzo e l’Azienda per il diritto agli studi universitari – vengono riconosciuti come responsabili di risarcimenti per le lesioni su giovani studenti universitari, oltre che per la morte dei poveri giovani sotto le macerie. Inoltre si tratta di sentenze importanti perché affermano il riconoscimento giuridico della ‘sindrome post traumatica da stress’ per i sopravvissuti ad un crollo”. Il commento dell’avvocato Wania Della Vigna.

Casa dello Studente, risarcimento ai sopravvissuti: le motivazioni della sentenza

Per il giudice Croci sussiste la responsabilità dei due enti, ai sensi dell’art.2053, C.C.: la Regione, in quanto proprietaria dell’edificio, e l’ADSU,  in quanto usuaria dello stesso con obbligo di manutenzione ordinaria e straordinaria”. La responsabilità per i danni derivanti dalla rovina di un edificio è attribuita, per legge, al proprietario dello stesso. “Nel caso di specie, la legge attribuisce all’ADSU anche l’obbligo di manutenzione straordinaria, sottraendolo al proprietario. In altri termini, la legge ha – nel caso in questione – bipartito quei poteri che sono alla base della responsabilità ex art.2053 C.C. […] Risulta positivamente accertato che l’immobile collassò per vizi originari di costruzione e per la difettosa manutenzione dello stesso, eseguita in dispregio delle cautele che avrebbero dovuto governare l’operazione.

Accertata la responsabilità degli enti e dei tecnici – condannati in via definitiva – il giudice Monica Croci, “sulla scorta della certificazione medica e della C.t.u., espletata in corso di causa, riconosce che sussista il disturbo post-traumatico da stress (talora il disturbo è accompagnato anche da altra patologia psichica) e quindi ‘deve ritenersi sussistente il danno alla salute psichica così come identificato dalla C.t.u., in nesso causale con la traumatica esperienza vissuta, obiettivamente idonea a produrre le menomazioni psichiche ormai consolidate e riscontrate“. 

Convitto nazionale, risarcita la famiglia di Luigi Cellini

Non è l’unico risarcimento arrivato in questi giorni nell’ambito del sisma 2009. Tra le vittime del terremoto, dodici anni fa, ci fu anche una giovane vita spenta nel crollo del Convitto nazionale. Sotto le macerie morirono in tre, tutti minorenni: due stranieri e un ragazzo di Trasacco, Luigi Cellini. L’allora responsabile, Livio Bearzi, è stato condannato a 4 anni per omicidio colposo, con sentenza passata in giudicato. Adesso arriva il risarcimento per la famiglia del giovane italiano: pari a 190mila euro.

Il dirigente Bearzi – ritenuto responsabile di non aver evacuato l’immobile durante lo sciame sismico, culminato con la maledetta scossa delle 3:32 – è stato, poi, riabilitato dalla Grazia firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, oggi, ricopre l’incarico di preside dell’istituto Paolino d’Aquileia di Cividale del Friuli (Udine). Il giudice del Tribunale civile dell’Aquila, Monica Croci, accogliendo le istanze degli avvocati della parte offesa – Antonio Milo e Stefano Rossi – ha condannato l’ex preside Bearzi (rappresentato dall’avvocato Paolo Guidobaldi), in solido con il Ministero dell’Istruzione e Convitto Nazionale, a risarcire la mamma del minore, Lucia Catarinacci, della somma di 110 mila euro e la sorella del giovane studente scomparso, Lucia Cellini, della somma di 88 mila euro.