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L’Aquila legge Dante: Simona Molinari legge il quinto canto dell’Inferno

L'Aquila legge Dante: Simona Molinari accompagna il quinto canto dell'Inferno.

L’Aquila legge Dante: prosegue il progetto partito lunedì 7 giugno e promosso dal Comune dell’Aquila in occasione del settecentenario della morte di Dante Alighieri.

L’Aquila legge Dante andrà avanti fino al 14 settembre, verranno letti altrettanti canti della Commedia da parte di cittadini, artisti, esponenti del mondo delle istituzioni, dell’informazione, della cultura e dello spettacolo.

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I video sono pubblicati con cadenza quotidiana sui canali social dell’Ente dedicati alla cultura (L’Aquila 2022 Instagram e Facebook).

L’Aquila legge Dante, sui social i Canti della Divina Commedia

Dopo il primo canto dell’Inferno, affidato alla voce di Gianni Letta, e il secondo, letto dalla funzionaria del Munda Aspasia Formichetti, oggi è la volta del giornalista e scrittore Angelo De Nicola, autore di studi e pubblicazioni su Celestino V, che leggerà il terzo canto, quello in cui il controverso passo “colui che fe’ per viltade il gran rifiuto” sottenderebbe, secondo alcuni critici, la figura del santo del Morrone.

Dopo lo studente dell’Università dell’Aquila Francesco Di Giandomenico, con il quarto canto, venerdì 11 giugno la voce di Simona Molinari ci accompagnerà nel quinto canto, di cui sono protagonisti gli sfortunati amanti Paolo e Francesca.

“Ringrazio tutti coloro che hanno accordato la propria disponibilità alle letture dantesche – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi – e le associazioni che collaborano al progetto”.

“Al valore culturale dell’iniziativa, legata alla volontà di promuovere la conoscenza di un’opera fondamentale della nostra letteratura, si aggiungono altri importanti elementi. In primo luogo l’inclusività, poiché gli strumenti di realizzazione e di divulgazione dell’iniziativa vanno nella direzione di una diffusione il più ampia possibile, avvicinando il sommo poeta ad un vasto pubblico e non solo agli eruditi, e inoltre la territorialità, poiché a fare da scenografia alle letture intervengono angoli suggestivi e significativi della città e del territorio”.